5 borghi d’alta quota per una gita d’inverno in Toscana

Finalmente è arrivato l’inverno in Toscana, con la neve e il freddo pungente è il momento ideale per una gita in montagna, non solo per sciare ma anche per vivere l’atmosfera unica dei borghi immersi nei boschi innevati. Ecco 5 consigli per un weekend nella natura.

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Il Palazzo dei Capitani della Montagna a Cutigliano [Photo Credits: Visit Tuscany]

1. Partiamo da Cutigliano, sulla Montagna Pistoiese, un  pittoresco borgo medievale dove il tempo sembra essersi fermato tra stradine, piazzette e antiche costruzioni, come il Palazzo dei Capitani della Montagna, che risale al Trecento e conserva sulla facciata principale un centinaio di stemmi e insegne araldiche in in pietra e terracotta policroma. Il paese è il punto ideale dove soggiornare per gli amanti degli sport invernali, visto che si trova a due passi dal comprensorio sciistico della Doganaccia, con i suoi dieci chilometri di piste, uno splendido campo scuola e le piste per lo sci di fondo.oso sia sempre in perfette condizioni. Lo skilift del Faggio di Maria serve la seconda parte della pista omonima e la seconda parte della Direttissima.

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La parte più antica di Abbadia San Salvatore [Photo Credits: Ilaria Giannini]

2. Ci spostiamo sul Monte Amiata a per scoprire Abbadia San Salvatore: borgo medievale prima, centro minerario in seguito, è un angolo incantato di Toscana, a partire dalla splendida Abbazia, fondata nel 750 dal re longobardo Ratchis, intorno a cui è cresciuta la parte storica del paese, rimasta intatta, con i suoi vicoli stretti e suggestivi, le antiche porte in pietra e un panorama mozzafiato sulla Val d’Orcia. Da qui si può partire per andare a sciare sulle piste dell’Amiata, che offrono percorsi adatti sia ai principianti che agli esperti e sentieri perfetti per ciaspolare nei boschi.

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Ciaspolata sul Monte Amiata [Photo Credits: Ilaria Giannini]

3. Restiamo sul Monte Amiata ma raggiungiamo il versante grossetano per visitare Santa Fiora, splendido borgo che deve il suo nome al fiume omonimo: le sue sorgenti nascono qui, in una piccola cappella, e si possono ammirare grazie allo speciale pavimento di vetro. Da visitare la Peschiera, che raccoglie proprio le acque del fiume Fiora e in origine era un vivaio di trote voluto dagli Aldobrandeschi, ma anche la Pieve delle Santa Flora e Lucilla, che conserva una stupenda collezione dei terracotte di Andrea Della Robbia, raffiguranti “L’ultima cena”, “Il battesimo di Gesù” e un trittico.

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Santa Fiora con la sua Peschiera vista dall’alto

4. Chi ama la montagna non può perdersi Castiglione di Garfagnana, splendido borgo fortificato dove si può ammirare il Castello del Leone, la Rocca, la cinta muraria e la splendida chiesa di San Michele. Dal Baluardo della Torricella si gode di un panorama unico sull’Appennino e sulle Alpi Apuane e da qui si possono raggiungere facilmente le piste del Casone di Profecchia, perfette per i principianti, dove si trovano anche splendidi itinerari per lo sci nordico che attraversano i boschi.

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Le Apuane viste da Castiglione di Garfagnana [Photo Credits: Matteo Pieroni]

5. L’ultima tappa dei nostri consigli di viaggio è in Lunigiana, la misteriosa terra di confine tra Toscana, Emilia e Romagna: si tratta di Bagnone, un antichissimo borgo che secondo le leggende locali custodisce un singolare portafortuna: un giglio fiorentino, inciso sulle colonne dei portici medievali, attirerebbe ricchezze e buona sorte, una convinzione che si è rinnovata quando qualche anno fa qualche ignoto fortunato ha vinto 149 milioni di euro giocando al Superenalotto.

Dopo una sfregatina al giglio magico, potrete fare tappa a Zum Zeri per una giornata di divertimento ad alta quota sui 12 chilometri di piste da sci da cui si gode anche un panorama unico che nelle giornate limpide arriva fino al mare.

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Il borgo di Bagnone [Photo Credits: Rogiro]

Autore dell'articolo: TurismoSociale

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