ACCESSIBILITÀ UNIVERSALE PER EDUCARE ALLA CITTADINANZA

È in atto la progettazione di nuovi itinerari turistici, inclusivi e multisensoriali per favorire il dialogo interculturale e interreligioso, che parte dal principio dell’accessibilità universale, interagendo con gli itinerari ed i cammini già riconosciuti dal Consiglio d’Europa. Ce ne parlano Don Valerio Pennasso,Direttore Ufficio nazionale CEI per i beni culturali ecclesiastici e per l’edilizia di culto, e Dino Angelaccio, esperto di turismo accessibile, progettazione inclusiva e multisensoriale. A LuBec 2016 interverranno nel tavolo di confronto in programma il 14 ottobre, dal titolo Attrattori culturali tra identità, patrimonio e dialogo interculturale

L’idea di progettare itinerari turistico-religiosi interculturali ed accessibili è nata da un nostro incontro ad Avellino nel maggio scorso e la connessione è stata proprio l’accessibilità universale sulla quale abbiamo avuto modo di confrontarci sia all’interno del convegno “Valorizzazione riuso e accessibilità dei beni culturali ecclesiastici” e sia nello spettacolo multisensoriale “Un viaggio tra i sensi”, eventi entrambi promossi dalla Diocesi di Avellino.

Abbiamo immediatamente condiviso come l’accessibilità universale fosse uno strumento interdisciplinare interessantissimo per valorizzare il nostro patrimonio culturale materiale ed immateriale recuperando la centralità delle persone reali indipendentemente dalle loro caratteristiche fisiche, sensoriali, linguistiche, anagrafiche e culturali.

Non è un caso che l’Organizzazione mondiale del turismo delle Nazioni Unite abbia scelto proprio l’accessibilità universale come tema per celebrare la Giornata mondiale del Turismo 2016 e che Papa Francesco anche in questa circostanza abbia rilanciato la promozione di un turismo solidale, sociale, responsabile, sostenibile e quindi accessibile a tutti, che porti sviluppo ed incontro fra i popoli evitando ogni forma di discriminazione.

Allora abbiamo iniziato ad immaginare un progetto ambizioso e complesso ma anche innovativo ed affascinante e cioè quello di sperimentare l’accessibilità universale insieme al multiculturalismo ed al dialogo interreligioso per realizzare un prodotto turistico-culturale capace di raccontare le contaminazioni fra la cultura e la religione cristiana, islamica ed ebraica attraverso le tracce e la memoria dello sterminato patrimonio culturale materiale ed immateriale presente praticamente in tutte le realtà territoriali del nostro Paese.

Il futuro turista/pellegrino fruitore di questi itinerari potrà così vivere un’esperienza interreligiosa straordinaria ed attraverso l’accessibilità universale sperimentare nuove modalità di fruizione dei Beni culturali che non saranno solo i monumenti ed i siti archeologici ma rappresenteranno in un territorio “tutti quegli elementi aventi valore di civiltà ed in grado di stimolare e soddisfare bisogni, interessi e desideri”. Saranno perciò individuati come elementi di interesse turistico-culturale: beni artistici, archeologici, ambientali, paesaggistici, etnoantropologici, enogastronomici, luoghi di fede, fatti e personaggi storico-letterari, siti ed aspetti connessi all’identità locale, produzioni ed eventi anche perduti e da recuperare, attività di svago e tempo libero purché fortemente connesse al contesto territoriale. Saranno tali risorse del patrimonio locale, che in un’ottica di successiva scoperta e proposta, andranno “animate” ed organizzate per consentirne una fruizione comoda e gradevole per chiunque in “itinerari” tesi a collegare aree, punti, percorsi che possano integrare valenze religiose, culturali ed ambientali, incrementando e moltiplicando le potenzialità turistiche dei nostri territori.

Naturalmente interagiremo con gli itinerari ed i cammini già riconosciuti dal Consiglio d’Europa mettendo a disposizione questa nuova filosofia progettuale ma ne creeremo anche altri prestando particolare attenzione al coinvolgimento ed al protagonismo delle comunità territoriali.

Nell’avviare questo percorso progettuale abbiamo naturalmente istituito un tavolo di lavoropermanente con le altre due confessioni religiose ed in particolare con l‘Imam Sharif Lorenzini (Presidente della Comunità islamica d’Italia e responsabile certificazione internazionale Halal) e con il Rabbino Umberto Piperno (Rabbino capo del centro-sud Italia e responsabile certificazione Kosher). Insieme pensiamo che tale progetto possa rappresentare anche un formidabile strumento di educazione al multiculturalismo, alla diversità umana ed alla pace.

Per questo ci piacerebbe che tale proposta progettuale potesse aggregare anche altre rappresentanze religiose nel mondo cristiano (valdesi, ortodossi, protestanti, etc.) come nel mondo islamico ed ebraico. Il tavolo di lavoro comprende anche molte persone che hanno raccolto questa sfida culturale e progettuale e che rappresentano le migliori competenze interdisciplinari relativamente all’accessibilità universale, al design for all ed alla progettazione inclusiva e multisensoriale.

Significativa è la partecipazione al tavolo di lavoro della Fondazione PromoPa attraverso la Francesca Velani che da tempo promuove strategie e reti culturali che comprendono l’accessibilità universale come asset principale. Ci auguriamo che tale progetto possa diventare un modello anche culturale di innovazione italiana da esportare a livello internazionale e che sia anche capace di rendere esigibile nel nostro Paese il diritto alla bellezza ed alla conoscenza per tutti.

Le persone sono una sorta di mosaico multicolore dove ogni tassello è diverso, prezioso, insostituibile. Basta che ne manchi una però, per turbare un’armonia fatta di colori dalle infinite sfumature e da misure e superfici diverse che solamente insieme raccontano la trama racchiusa nell’intera composizione. Crediamo che il progetto possa rappresentare un tessera preziosissima per comporre, anche attraverso l’accessibilità universale, il mosaico della diversità umana e del dialogo interculturale ed interreligioso come volano di una nuova economia del benessere diffuso.

Autore: Don Valerio Pennasso e Dino Angelaccio

Autore dell'articolo: TurismoSociale