Arte, cultura e gastronomia in Sicilia: Palermo e Catania

Sono i centri più grandi della Sicilia, ma di certo non solo per questo Palermo e Catania si contendono gran parte dell’incoming turistico della regione.

Cambiano, tra le altre cose, le preferenze dei turisti nella scelta delle strutture ricettive; prevale nel capoluogo etneo il binomio Agriturismo Catania, dovuto al forte richiamo proprio della cucina etnea. Vogliamo allora parlare della cucina palermitana? Come spiegare il fatto che nel capoluogo siculo agli agriturismi vengono preferiti i b&b Palermo? E’ presto detto. La migliore cucina, a detta di molti, a Palermo, si gusta per strada: arancine, panelle, crocché, pane con la milza, “stigghiole” e chi più ne ha più ne metta.

La rivalità, per così dire, non è quindi solo gastronomica o calcistica; con una proposta completa ed esclusiva, le due città maggiori dell’isola registrano ogni anno un numero di visitatori superiore a qualunque altra città della Sicilia puntando forte sulla componente storico culturale e su elementi geografici in parte anche simili.

Se infatti si può dire senza timore di smentita che Palermo è la culla della cultura siciliana, è altrettanto vero che Catania e la sua provincia hanno parecchie frecce al loro arco per concorrere con il capoluogo. Puntare sul barocco, per Catania, non sarebbe una buona mossa per acquisire un certo vantaggio, visto l’enorme patrimonio che anche Palermo conserva, alla luce dei 600 anni di dominazione spagnola che ci hanno regalato capolavori come Casa Professa, San Domenico, gli oratori e i palazzi storici. Di certo invece può puntare su un elemento geografico che non solo Palermo gli invidia, ma gran parte d’Europa e del mondo. Stiamo parlando del vulcano Etna, “a muntagna” nel gergo catanese, la fucina di Efesto secondo il mito.

Resta il fatto che Catania non può prescindere dal suo vulcano, che, insieme al resto degli elementi storici e culturali, per carità, ha fatto la fortuna del capoluogo e di tutta la provincia.

Palermo, di contro, può contare sul centro storico più grande d’Europa, tanto per gradire, e su una storia di circa 3.000 anni “scritta” in ogni strada, palazzo, chiesa, monumento. A partire dalle mura della prima fondazione fenicia, ancora visibili in parte nel cuore del centro storico, passando per le domus romane di piazza Vittoria, e ancora i mercati arabi, le chiese arabo normanne, i palazzi chiaromontani e lo sfavillante barocco spagnolo, per concludere in bellezza con il liberty palermitano che rese Palermo, sul finire dell’Ottocento, uno dei più ricercati salotti d’Europa.