Amarcord XXV° di Exodus, Carovana 2009, il “peso” del Cammino

Agès – Castrojerìz (75 km)
Nuvole su di noi e non sono solo in cielo. Qualche difficoltà motivazionale rallenta la partenza di oggi.
Tra un capriccio e l’altro solo alle nove le nostre ruote girano in direzione Burgos e per arrivare a Castrojerìz.
Non piove ma il grigio del cielo sembra riflettersi nell’animo di qualcuno di noi. C’è tensione in gruppo ma si procede velocemente.
La pioggia ci coglie solo nel chilometro che precede il nostro arrivo al camping di Castrojeriz. Fortunati ma anche bravi perché se fossimo andati più lentamente ci saremmo realmente bagnati.
Uno spaghetto alla carbonara, che condividiamo con gli Hospitaleri che ricambiano con della cioccolata e pomeriggio dedicato al dialogo. Ci sono delle situazioni da chiarire, decisioni da prendere entro sera.
Il cammino di William

Questa è, per me, la Carovana della conferma. Quella che mi dirà se davvero sono e sarò definitivamente sulla retta via. Il cammino attuale è l’esatta metafora del mio percorso umano. Tanta fatica e sofferenza, tante delusioni e tante gioie.
Vivere questa esperienza con mio padre a fianco non rende le cose più semplici ma è uno stimolo in più che se non sfruttato a dovere può rivelarsi un’arma a doppio taglio. Mi spinge a dare il massimo e non commettere gli errori del passato.
L’affiatamento che si respira in carovana mi esalta e mi porta quasi a respingere la mia natura riservata che talvolta non mi permette di esternare le mie emozioni, le mie sensazioni. Io spero di riuscire, un giorno, a dire: ” Papà scusa, ti voglio bene” senza vergognarmi di restituirgli tutto l’affetto che mi ha sempre dato.
Santiago de Compostela, sarà il primo trampolino di lancio per concretizzare il mio futuro.

Castrojeriz – Calzadilla de la Cueza (70 km)
“Muori e diventa”, così era scritto su uno dei tarocchi sul Cammino di Santiago che Giancarlo ci ha fatto pescare dal mazzo a colazione.
La frase di Goethe racchiude il senso del nostro viaggio. Tutte le altre calzavano a pennello a ognuno di noi.
Gabriel, Marina e loro figlio Robert, gli hospitaleri, ci regalano delle cartoline suggellando la grande disponibilità offertaci.
Anche Castrojeriz è alle spalle quando dopo pochi chilometri di statale imbocchiamo il cammino dei pellegrini. La Carovana manca di due elementi oggi: Josè e Mohamed raggiungeranno a piedi Santiago, da veri pellegrini, per ritrovare il significato profondo di questa esperienza dopo qualche sbandamento.
Fra dieci giorni li ritroveremo e se avranno interpretato bene il senso di questa prova, torneranno fra noi.
I tratti in sterrato dl cammino, che si alternano all’asfalto, rendono la tappa di oggi simile ad una Parigi – Roubaix piuttosto che alla Strade Bianche. Oltre trenta dei settanta chilometri totali fra le pietre hanno esaltato il gruppo che ha raggiunto rapidamente Calzadilla de la Cueza, piccolo centro, dove sorge anche una villa romana con dei mosaici.
Poco più di quattrocento chilometri ci separano da Santiago e siamo ormai a metà strada, sempre più coinvolti, sempre più motivati.

Autore dell'articolo: TurismoSociale

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