Amarcord XXV° di Exodus, Carovana 2009, Pasqua a Lourdes prima del Cammino

Lanne – Lourdes (15 km)

I pochi chilometri da coprire, la mattina del Venerdì Santo, hanno tutto il sapore di un avvicinamento spirituale ai giorni del Triduo Pasquale che passeremo a Lourdes, quasi una processione.
Pedaliamo a rischio pioggia ma arriviamo intonsi nel paesino incastonato alle pendici dei Pirenei.
Da mezzogiorno in poi l’acqua diverrà protagonista della giornata. Benedetta, quella che sgorga dalle fonti a fianco alla Grotta, meno gradita quella che, impietosa, cade dal grigio cielo e che, temiamo, ci accompagnerà per tutto il fine settimana.
Riusciamo a sopportare bene le gocce di pioggia grazie alla serenità che questo luogo promana.
Veniamo rapiti dalla gente raccolta nelle varie cappelle, in preghiera, commossa per una grazia ricevuta o da chiedere alla Nostra Signora di Lourdes. Quella Madonna apparsa alla piccola Bernadette Suobirous, ora Santa, ormai 151 anni fa e che da allora ha compiuto 67 miracoli certificati ma migliaia di grazie testimoniate dalle altrettante incisioni marmoree di ringraziamento che ricoprono le mura del Santuario.
Grazie, mercì, gracias, thanks, danke e tanti altre frasi per ricordare la nascita di un figlio fortemente desiderato, una guarigione, una via da ritrovare, questa è la nostra grazia.
Lo stesso trasporto ci assale anche quando la carovana, a piedi, lambisce le pareti della Grotta delle apparizioni. La gente sfrega le mani sulla roccia, quasi a carpirne la natura miracolosa, così come le sciarpette azzurre, il colore della cintura della Madonna secondo le visioni di Bernadette e l’iconografia cristiana.
Un giovane sulla sedia a rotelle sospinta dai genitori, ci spiega il senso di tutto ciò che stiamo vivendo e ci invita a non mollare per le nostre debolezze.
A sera, Giancarlo propone una Veglia tutta nostra perché abbiamo bisogno di scavarci dentro e capire dove stiamo andando prima ancora di partecipare ad una funzione religiosa di cui non avremmo potuto comprendere a pieno il senso. La Veglia ci è utile e ci fa ripartire per un progetto e svuotato di alcuni dubbi e incertezze. E’ tardi, quasi la mezzanotte del Venerdì, Nostro Signore è morto ma aspettiamo la Resurrezione. Noi, un passo alla volta….

Lourdes – Sabato Santo, tirando fuori la testa dal sacco a pelo e fissando il soffitto rabberciato del modesto capanno in cui alloggiamo, ci scappa da ridere ma siamo consci di aver approcciato bene le Celebrazioni Pasquali, col giusto spirito.
Andiamo in paese e dribblando i tanti negozi di oggettistica sacra visitiamo il museo di Bernadette e il Tresor, che contengono cimeli importanti per la cristianità.
Al termine delle visite, Giancarlo imbocca la ripida salita della Via Crucis, lo seguiamo, dobbiamo percorrerla.
Alla prima stazione, alcune statue rappresentano il Processo a Gesù, condannato a morte.
Per raggiungere il teatro della rappresentazione, trenta gradini bianchi compongono la Scala Santa, che i pellegrini scalano in ginocchio, pregando.
Piove, la scala è bagnata ma i fedeli sono tanti e superano anche la malattia pur di raggiungere l’ultimo gradino e rendere omaggio al Cristo.
Ester, Kevin e Vittorio, sentono il bisogno della “scalata” e spediscono, qui da Lourdes, le proprie preghiere. Ci auguriamo che giungano al destinatario, che vengano accolte.
Pranzo nel rispetto dell’astinenza e a sera ci avviamo verso la Basilica di San Pio X. Un tempio di moderna concezione che lascia sbalorditi per estensione. Il nostro appuntamento con Don Saverio, sacerdote italiano a Lourdes, è per le 20. I ragazzi devono essere istruiti perché parteciperanno attivamente alla funzione. Tutti indossano una tunica candida e ad ognuno è assegnato un ruolo: Josè e Vittorio porteranno sull’altare le brocche di Acqua Benedetta, Fiorella, Alessio, Giada, Gianluca, William e Kevin l’incenso.
Cerimonia solenne e multiculturale, commovente la nutrita presenza di persone che il miracolo lo compiono ogni giorno, convivendo con l’invalidità o con la malattia senza imprecare, senza piangersi addosso e con la voglia di ringraziare Dio per quello che è sempre un dono prezioso, la vita.
Con la Resurrezione di Nostro Signore termina la funzione e, ancora in Basilica, ci scambiamo gli auguri, più veri e sentiti che mai.
Con ancora negli occhi la moltitudine di fedeli raccolti in preghiera nella Basilica di San Pio x, diecimila presenze, inizia la nostra domenica Pasquale.
Preparativi per la partenza di domani e piccole riparazioni ci portano all’ora di pranzo.
Giancarlo opta per un ristorante. La scelta ci regala oltre ad un banchetto delizioso, un frangente di normalità e piacevolezza che ci rende quasi dimentichi dei problemi, per un paio d’ore solo gioia, come una famiglia allargata.
Il pomeriggio, dopo la spedizione delle cartoline alle famiglie, pensiamo bene di apprendere dalla pellicola cinematografica, parte della storia di Bernadette. Nella sala che scegliamo, proiettano uno dei due film di Jean Delannoy dedicati alla vita della Santa. Ne “La passion de Bernadette” è narrata la clausura a Nevers fino alla morte, con l’attrice, Sydney Penny, che interpreta al meglio la purezza e l’umiltà della giovane suora. Nessun miracolo, il suo candore era miracoloso.
Più tardi, alle pareti di uno dei tanti piccoli musei del borgo, scorgo anche una foto che celebra un passaggio del Tour de France qui a Lourdes, era il 1935 e a Parigi trionfò Romain Maes davanti al nostro Ambrogio Morelli. Anche la bici nella storia di Lourdes.
Cena e pensiero già al domani, a breve intraprenderemo il Cammino di Santiago, una storia nella storia.
Lourdes – Saint Jean Pied de Port (65 km)
Un sole ritrovato bacia la giornata di Pasquetta quasi a concederci la classica scampagnata.
Sembreremmo gitanti ma siamo pellegrini. Lourdes ci saluta col suo volto più umano e commovente, una frustata ai nostri problemi comuni è osservare il sorriso dei bimbi in carrozzina che solcano il suolo della piazza sospinti dall’affetto di genitori, amici o parenti.
Loro credono in qualcosa di profondo, nella quotidianità di un gesto, nella gioia per ogni giorno vissuto.
Difficile trattenere le lacrime, semplice chiedere alla nostra anima di pensare sempre a loro, quando le nostre difficoltà sembrano sovrastarci.
Pronti via e solchiamo le caratteristiche stradine pirenaiche verdeggianti e colme di pascoli. Il nostro obiettivo di oggi è limare gli ultimi chilometri che ci separano dall’inizio del cammino francese per Santiago de Compostela.
Ne percorriamo in bici circa sessantacinque, poi, usufruiamo dei mezzi per evitare strade troppo pericolose e giungere a Saint Jean Pied de Port con l’illuminazione del sole.
Serata tranquilla e finalmente, ci siamo, domani inizia il cammino.

Autore dell'articolo: TurismoSociale

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