Amarcord XXV° di Exodus, Carovana 2009, si entra in Francia

Ventimiglia – Cannes (80 km)
Latte e biscotti. Sono appena le otto e il gruppo si lascia alle spalle Ventimiglia mentre ancora pioviggina.
Il tempo sembra diventare più clemente col passare dei chilometri che ci avvicinano alla Costa Azzurra, meta da sogno.
Eccoci finalmente in Francia, stavolta non rimetteremo piede in Italia che a settembre, ci mancherà il nostro caro vecchio stivale.
Si respira ancora aria di casa per molti chilometri ed è impossibile, passando per Nizza, non pensare a Garibaldi, che ivi nacque e tanto soffrì per la sua annessione alla Francia nel 1860. Anche il ciclismo deve qualcosa a Nizza, infatti, oltre ad essere da molti anni sede di chiusura della breve corsa a tappe, la Parigi – Nizza, diede i natali, nel 1889, ad Armando Cougnet, direttore della Gazzetta dello Sport ma soprattutto storico ideatore e patron del Giro d’Italia. Gli dobbiamo un grazie.
I carovanieri respirano aria di nobiltà sfiorando Montecarlo, e inalano polvere di stelle passando sulla Croisette di Cannes. Il mare è uno spettacolo, nei porti sono ancorati yacht lussuosi che rapiscono gli sguardi dei ragazzi. Quanto lusso, tutto il contrario dell’essenzialità che rappresenta questa Carovana.
Dormiamo poco più avanti a Mandelieu La Napuole, su un’insenatura che porta appunto il nome francesizzato della nostra città campana. Non c’è paragone, Napoli e il suo golfo sono di un altro pianeta.
Spaghetti al peperoncino e bistecche al sangue sono un toccasana, come la doccia calda e il meritato riposo.
Cannes – La Cavaliere sur Mer (110 km)
La frazione di oggi è stata una di quelle che in gergo si chiamano interlocutorie. Semplice trasferimento per il gruppo che ha comunque goduto del panorama della Costa che fondeva l’azzurro del mare al verde della vegetazione e ogni tanto presentava il marrone di alcuni costoni rocciosi che, prepotenti, si alzavano a picco sul mare. Si smarrisce la strada poco dopo Saint Tropez, altra località modaiola, ma per fortuna troviamo l’orientamento e il nostro campeggio.
Quando la tappa non ha nulla da dire, l’attenzione ricade sempre sui protagonisti di questa storia, di vita e di sport.
I nomi li avrete già sentiti ma iniziamo ad aggiungere qualche nota per delineare meglio i “campioni” che animano questa corsa.
Per cavalleria partiamo dalle tre donne: Ester, 26 anni di Rieti, Fiorella (Fiore)18 anni di Firenze come Giada che di anni ne ha 24. Sono il tocco rosa della nostra carovana. Un manipolo di giovanissimi composto da Niccolò 15 anni di Firenze, Mohamed 18 anni, d’origine marocchina ma dallo slang toscano, Kevin, che compirà 19 anni il 16 aprile, è un Tanzaniano della Val Camonica, Alessio 20 anni della provincia di Chieti, Gianluca, 22 anni di Salò, William di Sora, chiude il vivaio con i suoi 23 anni.
Io, Domenico di Santa Croce Camerina in provincia di Ragusa, apro il quartetto dei più esperti, diciamo così, con i miei 29 anni, Josè è un veronese di 31 anni, Vittorio di Cassino e Claudio, romano, hanno 33 anni.
Giancarlo e Antonio sono i più maturi del gruppo con i loro 52 e 62 anni. Giancarlo è di Napoli, Antonio è di Sora. Qualcuno penserà che abbia evitato di utilizzare il termine anziani per rispetto o per fare una cortesia. Nulla di tutto questo, l’età anagrafica è indiscutibile ma dovreste conoscerli, il loro spirito è giovane, come e più del nostro talvolta.
Adesso avete un quadro generale di una delle Carovane più giovani, per età media che Exodus abbia mai mandato in giro. Anche questo è un segnale di fiducia, affidare la Carovana del XXV anno ai giovani significa infondere fiducia e responsabilità nelle nuove generazioni che, superati i problemi, potranno aiutare chi verrà dopo.

Cavaliere sur Mer – Bouilladisse (70 km)
Si sarebbe tranquillamente potuto parlare di un’altra tappa di spostamento per il gruppo se sul finale di oggi non fosse intervenuta una fitta pioggia. La giornata, grigia fin dal mattino, ci ha risparmiato fino a Tolone, che abbiamo superato con qualche difficoltà, causa solite perdite di orientamento. Fra le varie deviazioni, una ci ha portato alle pendici del Mont Faron, arrivo classico della Parigi – Nizza e talvolta scalato anche al Tour de France. E’ il gigante che veglia su questa città marittima.
Decidiamo di dirigerci verso Marsiglia ma una burrasca ci coglie poco dopo Tolone e solo per fortuna troviamo riparo sotto un gazebo di una piccola boulangerie sulla statale 8.
L’intensità dell’acqua non cala e noi dovremmo percorrere ancora 35 chilometri, troppo audace continuare.
Giancarlo, in avanscoperta alla ricerca di un tetto per la notte, ci dice di caricare tutte le bici sui mezzi e salirci noi stessi per proseguire.
Ecco che sotto la pioggia si attiva la perfetta collaborazione del gruppo, con Josè a smontare le ruote anteriori alle bici che Claudio e Gianluca montano sul furgone, Vittorio e Mohamed issatisi sul camper cercano di fissare al meglio quattro bici col filo dei panni, tutti a dare una mano dove serve. A missione compiuta, e coi mezzi stracarichi per via di 9 persone sul camper e 4 sul furgone, giungiamo prudentemente a Bouilladisse, paesino che altro non è che sede del nostro albergo.
Per la cena Giancarlo ci offre un piatto unico molto completo con cuos cous, carni e un formaggio di pecora provenzale. Domani si cercherà di superare Marsiglia e il suo agglomerato urbano molto congestionato, speriamo bene.
Bouilladisse – Septemes les Vallones (35 km)
La missione di oggi era quella di districarci al meglio fra la periferia e i sobborghi di Marsiglia per evitare il centro città.
Continui saliscendi fra la vegetazione, ma ad un certo punto una sorpresa: un ciclista, in sella ad una Colnago da corsa, ci affianca in discesa e ci invita a prendere il caffè poco più avanti, a casa sua.
Ci apre le porte della sua abitazione rustica e accogliente, dove è allestito un bancone da bar professionale dietro il quale si piazza e inizia la preparazione.
Tra una tazzina e l’altra si comprende meglio quale miracolo abbia compiuto la strada. Un invito, un ristoro, un’incitazione, tanti sorrisi. Non avremmo vissuto questo momento se non fossimo stati appunto per strada, in cammino.
Prima di andare via, una sorpresa, notiamo una foto nella quale spicca Bernard Hinault con la sua maglia di Campione del Mondo, in posa con una squadra che annoverava anche Fignon. Ci incuriosiamo, chiediamo e il gentile signore ci svela di essere stato un professionista, Gilbert Cervera. Un cinquantenne in perfetta forma, miracoli della bici.
Ricambiamo tanta gentilezza facendogli dono delle magliette Colnago e con un sorriso ci augura un buon viaggio. E’ ancora molto lungo.
Si prosegue ancora per pochi chilometri prima che Giancarlo trovi il campeggio nel paesino di Septemes les Vallones. Grande impegno e cooperazione massima fanno si che in mezzora siano piantate tende e issata la copertura, purtroppo la pioggia ci sconvolge i piani perché le invade di acqua e fango.
Mentre si pensa ad una soluzione alternativa per la notte, arriva la seconda sorpresa di oggi. Giancarlo ha preso in aeroporto a Marsiglia il papà di Niccolò, Celeste Pin,capitano e bandiera della Fiorentina che cena e dorme con noi e domani salterà in sella per pedalare in gruppo fino a domenica, ci da la carica.

Autore dell'articolo: TurismoSociale

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