Bologna – Portland unite dalla due ruote > venerdì 17 ottobre 2014

Si può viaggiare con tanti mezzi: treno, bici, autobus, aereo (inquinantissimo, ahimè); oppure si può viaggiare attraverso le persone, ascoltando le loro storie, vedendo i loro volti e cercando di carpire in un solo pomeriggio un pezzettino del luogo da cui provengono.

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*Foto by Marco Carè 

È quello che ci è successo ospitando la delegazione di Portland, città dell’Oregon che da dieci anni è gemellata con Bologna: ogni anno l’associazione LavitaBella e l’associazione Yoda organizza esperienze di scambio per ragazzi delle scuole superiori con accompagnatori di tutte le età.

Quest’anno, per festeggiare il decennale, la visita della delegazione è stata condita di saporiti itinerari ed esperienze, così ci siamo ritrovati a fare un Bike To Art per mostrare le meravigliose opere del progetto Frontier – la linea dello stile agli abitanti di una delle città più bike friendly degli USA. Portland è considerata infatti la capitale americana delle biciclette, con la recente benedizione del sito Bicycling.org che l’ha definiti “Best Bike City”, nonostante le numerose salite e le distanze da infiniti orizzonti.

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*Foto by Marco Carè 

A Portland la cultura del ciclismo urbano è ispirata dall’attività di numerosi gruppi di attivisti, da portali di riferimento come Bikeportland.org, o come Cyclingportland.com, dove è possibile recensire gli itinerari o suggerirne di nuovi. Mentre ci aggiravamo tra i muri dipinti del quartiere San Donato, uno di loro mi chiede dove comprare un jersey-souvenir di Bologna: per chi non fosse pratico, il jersey è la maglie di tessuto tecnico che si utilizza nel ciclismo sportivo, e che spesso è personalizzata con stampe particolari.

Ho controllato: ovviamente a Portland il jersey turistico esiste, ed è venduto nei negozi di souvenir. Scherzando, ho dovuto rispondere che di solito i turisti in Italia acquistano dei piatti con il nome della città dipinto: anche i nostri souvenir dicono che in Italia si viene solo per mangiare.

Qual è l’immagine che ci piace dare del nostro paese? Immersi tra la storia recente delle opere dipinte da Dado, M-City, Phase 2, Etnik, Peeta e gli altri, i nostri ospiti hanno potuto vedere le piccole periferie italiane, con la loro vita di quartiere (scolaresche in uscita da scuola in via Beroaldo) e le loro strade piene di odori (il panettiere arabo di via Ristori) e la curiosità degli abitanti: «Cosa state facendo? Ah, visitate i muri?!».

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*Foto by Marco Carè 

Dal Quartiere San Donato torniamo verso il centro storico, la bellezza delle nostre strade porticate non riesce a nascondere il traffico isterico del venerdì pomeriggio, per fortuna il gruppo è rilassato e chiacchiera piacevolmente tra una pedalata e l’altra e il servizio d’ordine è impeccabile. Approdiamo nell’area alla Manifattura delle Arti per vedere le ultime opere di Rae Martini e Lokiss, nella suggestiva commistione tra il restauro di via Azzo Gardino e le nuove opere.

La luce del tramonto bolognese ci accompagna al termine del percorso su uno splendido sfondo.

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*Il video è stato realizzato da Flashvideo | Bologna > codecTV 

Blog IT.A.CÀ
Simona Larghetti
Marirosa Iannelli 
#Salvaciclisti – Bologna 

Autore dell'articolo: TurismoSociale

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