Buon Anno a DUBLINO!

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Ho sempre sognato di svegliarmi il primo dell’anno avvolta dalla soffice coperta del cielo irlandese e pensare che se l’1 Gennaio sono lì allora forse quello sarà davvero il mio anno e non ho bisogno di oroscopi, premonizioni, congetture e scaramanzie… perchè se in quel momento sono lì allora tutto andrà a posto senza bisogno di Paolo Fox e colleghi.

E finalmente è capitato… c’ervamo tutti il 31 dicembre a Dublino io, Rocco, Andrea, Giulio, Luciuzza, quel pazzo di Nicola, Martino e la mia Marjù, ci eravamo dati appuntamento al Four Court Hostel sul fiume Liffey, ostello della gioventù dove l’unico irlandese è l’uomo delle pulizie e tutto il resto sono francesifinlandesiamericaniaustralianispagnoligiallinerieblu… e poi c’eravamo noi nella camera da 8 con i nostri letti a castello che erano 5 anni che non ci ri-dormivamo assieme in un ostello via senza pensieri.

E ognuno ormai ha la sua vita Rocco in Belgio, Marjù in Bretagna quasi-sposata, Andrea serio ingegnere sistemato, Martino a Bruxelles, Luciuzza convivente, Nicola serio dirigente di seria azienda, Giulio inventore di sudokubi internazionali, ed io che passo il tempo in giro per l’Europa a scrivere quello che vedo pensando a quello che non c’è più… ma quel 31 dicembre a Dublino eravamo ancora noi i matti, sognatori, leggeri e liberi stupidi amici che avevan vissuto un anno a Cork lontani dal mondo reale.

Ed è bello così perchè poi se Dublino e l’Irlanda te le vuoi godere davvero noi sappiamo come si fa, basta abiti eleganti, basta cene di lusso, tbasta acchi e cravatte, basta centianaia di euro per locali super yeah, se sei a Dublino il 31/12 fai come noi: tuta, scarpe da ginnastica, vestiti a strati, mente libera, cappello da lepricano verde prati prima delle Cliff…e via pronti per il pub crawl, il folle giro dei pub e la gara a chi finisce l’ultima birra!

E così si parte dal Four Court Hostel tutti in fila col cappello verde, io e Andrea capofila con anche la bacchetta da lepricani che diciamo sempre che più che da lepricani è una bacchetta cattura yellow e ogni volta che si sente odore di fritto suona, Giulio dietro che di birre ne ha già bevute 3 all’ostello, Nicola manonellamano con una finalndese a caso conosciuta in ostello che grida “we are here only for the beer!”, Luciuzza che lo sorveglia e fa da trauttrice che è sempre stata l’unica a sapere davvero l’inglese, Marjù che canta con me “always the same they have no brain”, e Rocco con il suo berretto che ha rubato alle Aran.

E iniziamo dalla zona di Temple Bar dove però attenti che c’è sempre troppppo turismo e non riesci a ordinare nemmeno un glass di birra in un’ora di fila, e allora noi a Temple Bar mica ci infiliamo nei pub, noi restiamo sulla strada, Rocco si trasforma in Rocco Relativo, si mette nell’angolo fra due pub, gira il cappello da lepricano a terra verso il cielo ed inizia a cantare tuttttetutttetuttte le canzoni di Tiziano Iron che lui lo imita davvero bene, e noi sempre in fila facciamo i finti passanti che si fermano e dicono in italiese oh what a wonderful singer e gli mettiamo a turno 5 centesimi nel berretto…

e poi Andrea si mette a ballare, e noi anche, e balliamo e facciamo i cori il 31 Dicembre su di una strada di Dublino a pochi passi da Temple Bar, e allora i passanti che vedono non lo sanno mica che Rocco non è un artista ma un biologo e che noi non siamo passanti ma stupiditaliani nostalgici, e allora anche questi passanti ballano con noi, e un irlandese rosssorossorossso mette un’euro nel cappello di Rocco e noi scappiamo tutti via.

E su e giù per i ponti, e attraversiamo il Liffey e ci infiliamo nei pub tradizionali quelli dove anche a capodanno ci trovi solo gli irlandesi veri ed ognuno ordina una birra diversa io la mia Beamish, che a Dublino la trovi proprio solo a capodanno, Martino la sua Guinnes, Nicola la Kilkenny, Andrea la Murphy che però dice non sa di niente meglio ordinarne due direttamente, e Giulio ancora Guinnes che si è messo a fissare due gialle ubriche e gli continua a chiedere se son gemelle che dice lui “minchia le gialle sono tutte uguali”, e Luciuzza sta parlando con il cameriere e Rocco ci prova con una donnona in tanga che è già dilaniata da un pezzo, e intanto le birre diventano due a testa, e poi tre, e poi usciamo che mi cavo il piumino che non fa mica tanto freddo adesso a Dublino!

E continiamo a provare le birre dei pub, e saliamo verso il centro su O’Connel Street, e salutiamo i passanti, e finiamo anche in un mega locale a 4 piani con gli alberi di Natale che illuminano i balconi e si mescolano alla nebbiolina, al profumo di stout e a quello di zucchero, e ormai siamo alla settima birra e quando continuiamo io faccio la pipì, Martino ciondola con la testa che di solito dopo 5 birre si stende prrrrono e russa, Nicola ha già conosciuto un’altra finlandese, una spagnola e un’inglese, Giulio mi segue stretto stretto che mi dice che lo sa che fra poco cado, Rocco ha imbroccato una di Galway e l’ha pure convinta che lui è un chirurgo famoso perchèno?! Marjù ha i capelli che si confondono agli spruzzi di cielo di notte e si è unita al gruppo di bambini che cantano …and a happy new year …sulle strade vicini agli alberi di natale veri, e Andrea ora non è più lui ma canta come Olmo sulla strada “tuasuagiù sempre più tua!”.

Ed io rido e non so che ore sono e non me ne frega niente, e le nostre menti si sono svuotate e ri-riempite di Irlanda ed è come se i 5 anni non fossero mai passati, ed è come se da Cork fossimo andati direttamente a Dublino senza passare mai più dall’Italia, ed è come se lo nostre vite fossero sempre state lì, come se non esistesse nient’altro se non la voglia di stare assieme, come se il lavoro, le punte, gli strippi, i problemi, le parnoie, i pensieri, la noia della routine non ci fossero mai state, come se i 5 anni in Italia fossero stati solo un incubo notturno di quelli che quando vivevo in Irlanda facevo ogni volta che di notte sognavo di essere in Italia e poi bastava svegliarsi respirare l’alba viola e blu che prufumava d’oceano e l’incubo se ne tornava via da dove era venuto…

E speravo solo che non tornasse mai più!

E poi all’improvviso sentiamo le campane di Christchurch che in mezzo alla mega folla di gente, fra danze e musiche folk ci dicono che mezzatonne è già qua, e ci abbracciamo e Marjù mi salta addosso col suo profumo di fiori e immergo la faccia nei suoi riccioli mentre urla Happy new year!, e ce lo diciamo tutti Buon Anno tuttituttitutti quelli che sono lì con noi a caso che per i 5 minuti dopo la mezzanotte di Capodanno diventi amico di tutti quelli che hai attorno…

E poi continuiamo il giro dei pub e non mi ricordo chi ha bevuto l’ultima birra e nemmeno lui se lo ricorda, e torniamo all’ostello che sono le sei, e ci sistemiamo nei nostri letti a castello che ancora cantiamo e Nicola ride, e Luciuzza grida domani guido io, e Giulio non vuole dormire e mi lancia i fiammiferi nel letto, e Martino è già prrrrrono nel mondo dei sogni, e Andrea ha ancora un bottiglia di qualcosa in mano, e Marjù si mette il suo pigiama di veli colorati, e Rocco è nella hall con un’americana a cui ha detto di essere un famoso attore italiano, ed io penso solo che è il primo dell’anno, sono in Irlanda, e sono felice!

Buon anno!

di Francesca Barzanti (Viaggiatore.net)

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