Castelli della Sabina

5-castello-di-catino-veduta1Le rocche, i castelli e i paesi fortificati della provincia di Rieti si trovano tutti a sud della città nell’area geografica della Sabina, disposti quasi a formare e a costituire un emiciclo da sud est fino a sud ovest, spesso a controllo delle vie di transito che da Roma portavano ai varchi appenninici.
L’itinerario comincia con una destinazione nei pressi del Lago del Salto ad una quarantina di chilometri da Rieti. A Fiamignano si trova infatti il Castello di Poggio Poponesco, costruito nel XII secolo in seguito alla dominazione Normanna, il cui elemento architettonico saliente è costituito da una grande Torre quadrata e dalle abitazioni costruite nella roccia e, in seguito, abbandonate.
Si prosegue a sud verso il confine con l’Abruzzo e, dopo il piccolo centro abitato fortificato e quasi inespugnabile di Castel Menardo, si giunge a Corvaro in zona Borgorose dove si trovano i castelli di Corvaro, Torano e Collefegato, costruiti tutti e tre intorno al XII secolo a poca distanza l’uno dagli altri, spesso in lotta tra loro e collegati al destino politico dell’Abbazia di Farfa ovvero della dominazione Normanna sulla zona. Non lontano si possono poi ammirare i Monti della duchessa, area paesaggistica e naturalistica di grande interesse.
Dai territori di Borgorose ci si spinge a sud ovest per circa trenta chilometri in direzione di Roma e si giunge a Collalto Sabino con una splendida, imponente fortezza baronale ed un borgo medievale reso particolarmente suggestivo dal grado di conservazione dell’abitato, risalente al XII secolo, e dalla sua collocazione in alto tra il verde dei boschi di castagno.
Si attraversa poi la Sabina più decisamente verso ovest. Si prende la via Salaria vecchia e si arriva nell’abitato di Castel San Pietro non distante da Poggio Mirteto. In alto sul piccolo borgo si erge un castello che rivestì una certa importanza in epoca medioevale e fu abitato, tra le altre, dalle famiglie Orsini e Farnese. Nel Seicento il Castello perse le sue funzioni militari e venne progressivamente ristrutturato fino ad assumere la forma attuale di borgo cittadino. All’interno dell’edificio centrale sono interessanti gli affreschi alle pareti ed i soffitti lignei.
Poco distante si trova la cittadina di Montopoli Sabina il cui castello, detto il Bucciniano, nel Medioevo, godeva di chiara fama in tutta la zona; oggi questo prestigio è rinnovato da una bella festa che, nel mese di maggio, ricostruisce e ripercorre gli antichi fasti.
Una deviazione riporta in direzione di Rieti per visitare l’altro centro fortificato di sicura bellezza e rilevanza di tutta la zona Rocca Sinibalda. Prima di arrivarci, provenendo a Montopoli, è d’obbligo una visita a Montenero Sabino, paese situato su un pendio con in cima un bel castello ristrutturato poi a palazzo baronale. Giunti quindi a Rocca Sinibalda si può godere del panorama sulla Valle del Turano affacciati dai bastioni delcastello fatto costruire nel XVI secolo dal cardinale Alessandro Cesarini.
Il castello fu progettato dall’architetto senese Baldassarre Peruzzi che volle rappresentare, nella pianta, un’aquila dalle ali spiegate. Visto da fuori, il castello regala mirabili suggestioni con i suoi torrioni e le alte mura;l’interno è costituito da due cortili e da tre appartamenti principali con le pareti arricchite da affreschi.
Questo viaggio a ritroso nel tempo si chiude ad Orvinio, dove l’imponente palazzo baronale si integra con il centro storico di grande interesse. L’edificio, di origine tardo-rinascimentale, fu ampiamente restaurato e trasformato in una residenza signorile.
L’itinerario potrebbe prevedere ancora delle deviazioni tornando indietro e dirigendosi in direzione dell’Umbria per visitare Roccantica  – paese fortificato con vicoli, scale, piazze e palazzo signorile – e Labro incantevole sito da cui si gode una meravigliosa vista sul Lago di Piediluco collocato strategicamente a controllare la via di collegamento verso Terni e Leonessa . Nel borgo di Labro è da non perdere la Rocca Albornoziana del Trecento che, da sola, giustifica la visita.

Autore dell'articolo: TurismoSociale