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	<title>Turismo Sociale &#187; Turismo di territorio</title>
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	<description>Il Turismo sociale come strumento di incontro e di socializzazione.</description>
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		<title>Il bosco di Lombardia</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 21:15:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TurismoSociale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Turismo di territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo Sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[bosco]]></category>
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		<description><![CDATA[La Lombardia, nota più per la forte espansione urbana e industriale che per il territorio agroforestale, è invece una delle principali regioni per dimensioni di aree agroforestali: il 12% del territorio urbanizzato, ma circa il 25%, cioè un quinto della superficie territoriale, ben 618.000 ettari, è occupato da boschi. Il valore e le funzioni degli alberi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Lombardia, nota più per la forte espansione urbana e industriale che per il territorio agroforestale, è invece una delle principali regioni per dimensioni di aree agroforestali: il 12% del territorio urbanizzato, ma circa il 25%, cioè un quinto della superficie territoriale, ben 618.000 ettari, è occupato da boschi.<br />
<span id="more-1391"></span><br />
Il valore e le funzioni degli alberi e del bosco, protettivi, bioecologici e naturalistici, assumono oggi un’importanza almeno pari a quella del loro valore produttivo. In particolare, la loro presenza mette in risalto la bellezza dei luoghi e migliora l’ambiente, svolgendo un ruolo importantissimo per il benessere fisico e psicologico dell’uomo. Sono ben noti gli effetti sulla regimazione delle acque e sulla stabilità del territorio; molto importante, ed in fase di crescita, il contributo che la produzione legnosa forestale apporta alla filiera <strong>bosco–legno–energia</strong>.</p>
<p>I paesaggi caratterizzati da alberi e aree boscate sono più apprezzati di quelli che ne sono privi. L’esigenza di integrarli nell’ambiente fisico che ci circonda è ancora più sentita in una regione densamente abitata come la Lombardia, oltre che attuarne una corretta gestione, anche nell’ottica dello sviluppo della filiera forestale. La filiera che raggruppa l’insieme delle attività imprenditoriali, da quelle di selvicoltura a quelle di trasporto, lavorazione, trasformazione e commercio del legname e dei prodotti secondari del bosco, che attualmente significa anche occupazione, soprattutto nelle aree rurali, ed un&#8217;opportunità di sviluppo ecosostenibile e durevole.</p>
<p>Proprio per questi motivi Regione Lombardia, in collaborazione con <a title="Ente Regionale per i Servizi all'Agricoltura e alle Foreste" href="http://www.ersaf.lombardia.it/">E.R.S.A.F.</a>, redige periodicamente un rapporti sullo stato delle foreste di Lombardia, che viene aggiornato annualmente. Il rapporto raccoglie ed elabora i dati statistici disponibili sulle risorse forestali, sulla loro gestione e sulle potenzialità di sviluppo della filiera legno. Contiene inoltre una panoramica di tutti gli attori della filiera -imprese, associazioni, enti, ecc.- ed un’analisi delle interrelazioni della filiera forestale con il territorio e le attività umane.</p>
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		<title>PROGETTO: ADEGUAMENTO DEL CENTRO VISITE “CUPONE” DEL PARCO NAZIONALE DELLA SILA ALLE NECESSITA&#8217; DEI NON VEDENTI ED IPOVEDENTI</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 17:33:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TurismoSociale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parchi Nazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo Accessibile]]></category>
		<category><![CDATA[Ente Parco]]></category>
		<category><![CDATA[parco]]></category>
		<category><![CDATA[parco nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Sila]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Italiana Ciechi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Parco Nazionale della Sila desidera investire nel Turismo Accessibile, realizzando nei prossimi anni, a questo fine, servizi e impianti di vario tipo. La prima idea desidera portarla avanti con l&#8217;ausilio dell&#8217;Unione Italiana Ciechi – Sezione di Cosenza Essa ed è relativa ad un progetto che possa concorrere a sviluppare una cultura dell&#8217;autonomia e ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong><em>Parco Nazionale della Sila</em></strong> desidera investire nel <strong><em>Turismo Accessibile</em></strong>, realizzando nei prossimi anni, a questo fine, servizi e impianti di vario tipo. La prima idea desidera portarla avanti con l&#8217;ausilio dell&#8217;<em>Unione Italiana Ciechi</em> – Sezione di Cosenza Essa ed è relativa ad un progetto che possa concorrere a sviluppare una cultura dell&#8217;autonomia e ad attenuare le barriere percettive per i visitatori del Parco.<br />
<span id="more-1385"></span><br />
Il progetto consiste nel realizzare, all&#8217;interno del Centro Visite “Cupone”, cuore del Parco, situato in <em>Spezzano della Sila</em> e visitato ogni anno da oltre 250.000 persone, la tabellazione in braille delle strutture presenti (ed in particolare dell&#8217;orto botanico con schede dettagliate di centinaia di piante officinali) nonché dei percorsi guida (detti percorsi “Vettore”) che, posizionati sul terreno come pavimentazione, guideranno i non vedenti all&#8217;interno del Centro Visite.</p>
<p>Puoi anche tu contribuire a questo progetto, donando una cifra a tua scelta attraverso questa pagina.</p>
<p>Con la somma raccolta realizzeremo questa piccola, grande opera di civiltà i cui risultati saranno pubblicati su questo sito insieme all&#8217;elenco degli “Amici del Parco” che hanno aderito.</p>
<p>Per donare con bonifico bancario: BCC – Banca di Cosenza coordinate IBAN: IT 52 R 08531 80860 0080 0000 3503 intestato a Ente Parco Nazionale della Sila. Causale: &#8220;Donazione per tabellazione Braille&#8221;</p>
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		<title>Il Progetto Parchicard</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 18:26:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TurismoSociale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fiere Convegni Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Parchi Nazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[Parchicard è un progetto finanziato nel 2006 dal Ministero della Solidarietà Sociale e realizzato da CTS con la collaborazione dell’Associazione Carta Giovani e con il sostegno di partner quali Federparchi &#8211; Federazione Italiana Parchi e Riserve naturali e Federculture, Federazione Servizi Pubblici Cultura Turismo Sport e Tempo Libero. Obiettivo dell’iniziativa è quello di sviluppare all’interno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Parchicard è un progetto finanziato nel 2006 dal Ministero della Solidarietà Sociale e realizzato da CTS con la collaborazione dell’Associazione Carta Giovani e con il sostegno di partner quali Federparchi &#8211; Federazione Italiana Parchi e Riserve naturali e Federculture, Federazione Servizi Pubblici Cultura Turismo Sport e Tempo Libero.<br />
<span id="more-1383"></span><br />
Obiettivo dell’iniziativa è quello di sviluppare all’interno dei parchi nazionali forme di turismo sociale in grado di rispettare gli ambienti naturali e le esigenze dei singoli turisti, siano essi giovani, bambini, anziani o persone con disabilità. La presenza di ostacoli, di tipo economico, fisico o culturale e la mancanza di informazioni aggiornate e attendibili sui servizi presenti nelle aree protette infatti ne impediscono spesso la fruizione, specie da parte di chi necessita di strutture, servizi e in generale di un’accoglienza adeguata per potersi spostare. Con il Progetto Parchicard si vuole dare una risposta a tali difficoltà mettendo a disposizione dei cittadini 2 strumenti originali, la Parchi Card e la Guida ai Servizi nelle Aree Protette:</p>
<p>la Parchi Card è una Carta di servizi gratuita che offre al visitatore numerose agevolazioni presso gli operatori convenzionati per accedere a musei, alberghi e ristoranti, per acquistare i prodotti tipici locali e per utilizzare i servizi turistici, dai trasporti alle guide ambientali, nelle 22 aree protette nazionali coinvolte nell’iniziativa.<br />
La Guida ai servizi è distribuita gratuitamente assieme alla Card e risponde all’esigenza di trovare informazioni aggiornate sui servizi presenti nelle aree protette, sulle loro caratteristiche e sulle agevolazioni previste per il possessore della Card.</p>
<p>Nel circuito della card sono stati coinvolti quegli operatori che rispondono a criteri di sostenibilità ambientale, che promuovono una cultura dell’accoglienza, con particolare riferimento ai bambini, ai giovani, alle persone con disabilità e agli anziani e che adottano e comunicano in modo diffuso i valori culturali e naturalistici del parco.</p>
<p>Navigando in queste pagine è possibile trovare informazioni utili sulle aree protette coinvolte nell’iniziativa, sulle agevolazioni praticate dagli esercizi convenzionati e sulle modalità per scaricare la card, che una volta compilata è direttamente valida per accedere alle agevolazioni. Potrai in questo modo fruire di un’offerta diversificata, in cui accanto alla natura non mancano occasioni di benessere, sport, enogastronomia, didattica e cultura.<br />
Le Agevolazioni</p>
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		<title>Inverno 2012 al Rifugio Lagdei</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 17:46:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TurismoSociale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aree Marine Protette]]></category>
		<category><![CDATA[Parchi Nazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo di territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>
		<category><![CDATA[equo e solidale]]></category>
		<category><![CDATA[Piana di Lagdei]]></category>
		<category><![CDATA[Rifugio Lagdei]]></category>
		<category><![CDATA[week end]]></category>

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		<description><![CDATA[Suggestivi week end tra ciaspolate ed escursioni notturne. Tre mesi di proposte e iniziative per tutti i gusti, al Rifugio Lagdei dal 6 gennaio al 31 marzo 2012 Di fronte al Rifugio, a 1250 metri di altitudine, incorniciata da un bosco di faggi e conifere, si apre la splendida Piana di Lagdei. Ampi prati ideali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Suggestivi week end tra ciaspolate ed escursioni notturne. Tre mesi di proposte e iniziative per tutti i gusti, al Rifugio Lagdei dal 6 gennaio al 31 marzo 2012</strong></p>
<p><span id="more-1380"></span></p>
<p>Di fronte al Rifugio, a 1250 metri di altitudine, incorniciata da un bosco di faggi e conifere, si apre la splendida Piana di Lagdei.</p>
<p>Ampi prati ideali per una sosta rilassante, zone di torbiera ricche di emergenze naturalistiche, piccoli ruscelli in cui possono giocare i bambini.</p>
<p>Il Rifugio ospita un nuovo ed attrezzato <em>Punto Informazioni del Parco e da Lagdei</em> partono i principali sentieri che portano ai luoghi più belli dell&#8217;Appennino.</p>
<p>Itinerari più semplici e di grande pregio naturalistico possono essere percorsi con partenza ed arrivo al Rifugio.</p>
<p>Tappa ideale per trekking a piedi, a cavallo o in mountain bike.</p>
<p>Il Rifugio propone un calendario annuale di escursioni guidate, visite naturalistiche, attività di educazione ambientale per la scuola ed animazione per bambini.</p>
<p>In una saletta attrezzata (riservabile su prenotazione) si organizzano corsi e workshop a carattere ambientale</p>
<p>&#8220;Al <strong><em>Rifugio Lagdei</em></strong> cerchiamo di rispettare <strong><em>l&#8217;ambiente</em></strong>, i luoghi che ci circondano e soprattutto&#8230; i nostri ospiti.</p>
<p>Cosa facciamo concretamente? Semplice: diamo loro le stesse cose che scegliamo per noi.<br />
L&#8217; acqua di fonte dei nostri monti, una cucina con gli ingredienti della tradizione, semplici e genuini: cappelletti e tortelli fatti in casa, funghi porcini, selvaggina cucinata come vuole la tradizione, nessun dado o sapore &#8220;aggiunto&#8221;. Latte, parmigiano e tante altre cose vengono dall&#8217;agricoltura biologica.<br />
Il prosciutto è quello dolce delle nostre valli, i formaggi tipici, torte e spongate sono fatte in casa così come le marmellate e la farina di castagne.<br />
E per finire cioccolato e snack del mercato &#8220;<em><strong>equo e solidale</strong></em>&#8220;.</p>
<p>Diamo una mano all&#8217;ambiente che ci circonda con la raccolta differenziata ma anche con le nostre attività informative, ed evitando &#8220;l&#8217;usa e getta&#8221;: usiamo solo bicchieri di vetro e tazze di ceramica, niente lattine, piatti o bicchieri di plastica: meno inquinamento e Parco pulito!&#8221;</p>
<p>INFO RIFUGIO<br />
info@rifugiolagdei.it- Tel. 0521 889353 &#8211; Cel. 333 2443053</p>
<p>******</p>
<p>INFO INIZIATIVE IN CALENDARIO E REALIZZAZIONE INIZIATIVE PERSONALIZZATE<br />
escursioni@rifugiolagdei.it &#8211; cell. 389.5519311 &#8211; G.A.E. Antonio Rinaldi</p>
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			</div><div style="float:left; width:105px;padding-right:10px; margin:4px 4px 4px 4px;height:30px;"><script type="in/share" data-url="http://www.turismo-sociale.com/inverno-2012-al-rifugio-lagdei/" data-counter="right"></script></div>			
			</div><div style="clear:both"></div><div style="padding-bottom:4px;"></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Le Terme della Salvarola</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 21:47:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TurismoSociale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Turismo di territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>

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		<description><![CDATA[Si tratta di una ridente località su una verde collina nel comune di Sassuolo, a soli 20 minuti da Modena, 40 minuti dall&#8217;aeroporto di Bologna e 9 &#8211; 8 chilometri da Maranello. Le antiche Terme della Salvarola, già conosciute in epoca romana, dispongono di tre tipi di acqua: solfuro-carbonica, salso-bromo-iodica, solfuro-bicaronato-magnesica. Accanto alle tradizionali cure [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si tratta di una ridente località su una verde collina nel comune di Sassuolo, a soli 20 minuti da Modena, 40 minuti dall&#8217;aeroporto di Bologna e 9 &#8211; 8 chilometri da Maranello. Le antiche Terme della Salvarola, già conosciute in epoca romana, dispongono di tre tipi di acqua: solfuro-carbonica, salso-bromo-iodica, solfuro-bicaronato-magnesica. Accanto alle tradizionali cure inalatorie, le Terme possono offrire un attrezzato reparto di fango-balneo-terapia, cure ginecologiche e idropiniche, mentre nel grande parco potrete usufruire degli innumerevoli servizi del grande centro BALNEA. Le Terme sono convenzionate con il S.S.N.</p>
<p><span id="more-1375"></span></p>
<h4>Le acque minerali</h4>
<div>Le acque curative delle Terme della Salvarola di Sassuolo sono di tre tipi:</div>
<ul>
<li>acqua salsobromojodica, ipertonica e a basso contenuto di calcio.</li>
<li>acqua sulforea, ricca, assieme all&#8217;idrogeno solforato, anche di anidride carbonica e di bicarbonato di sodio.</li>
<li>acqua solfo-bicarbonato-magnesica fonte &#8220;ALFONSINA&#8221;, con notevole presenza di IONI BICARBONATO, calcio e magnesio. Queste acque scaturiscono nel territorio di concessione delle Terme della Salvarola.</li>
</ul>
<h4>Acque della Salvarola</h4>
<p>L&#8217;acqua salsobromojodica gode delle caratteristiche farmacoterapiche di queste acque. Essa è ipertonica e quindi applicata sulle mucose istituite una corrente seriosa all&#8217;interno verso i&#8217;esterno, ripulendole dai prodotti tossici e dell&#8217;edema infiammatorio. E&#8217; ricca di jodio e di bromo e possiede gli effetti risolventi propri d questi elementi. Essa è però quasi priva di calcio e percio assai meglio tollerata dalle mucose di quelle che tale elemento contengono, come le ricerche sperimentali specifiche hanno documenato.</p>
<p>L&#8217;acqua sulforea-carbonica è un&#8217;acqua preziosa nel campo inalatorio. L&#8217;idrogeno solforato sulle mucose provoca vasodilatazione e aumento del trofismo, l&#8217;anidride carbonica con l&#8217;azione anestetizzante sulle terminazioni nervose rende tollerata l&#8217;acqua anche delle forme spastiche o allergiche.</p>
<p>L&#8217;acqua sulforea -bicarbonato-magnesiaca trova per le sue caratteristiche purgative valido impiego nel trattamento delle diverse forme di stitichezza sia primitiva che secondaria a disturbi motori, a malattie organiche od a cure mediche chirurgiche.<br />
Tel 0536/987530 &#8211; 0536/987511 &#8211; Fax 0536/873242<br />
Net Fax 02-700535321<br />
Indirizzo: Via Salvarola 131<br />
<a href="mailto:info@termesalvarola.it">info@termesalvarola.it</a><br />
<a href="http://www.termesalvarola.it/">www.termesalvarola.it</a></p>
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		<title>La ciaspolata di Sant&#8217;Antonio Abate a Castelluccio di Norcia (Pg)</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 22:24:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TurismoSociale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Turismo di territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenica 15 gennaio 2012 una suggestiva escursione con le ciaspole da neve Tre ore di ciaspolate che attraversano suggestivi paesaggi dei monti Sibillini. Si parte alle ore 10.00 da piazza Fonte di Castelluccio di Norcia, per attraversare un suggestivo percorso di circa 3 km: la Strada dei deltaplanisti, La strega, Le Rascete, Le Prata, Valle delle Rascete, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Domenica 15 gennaio 2012 una suggestiva escursione con le ciaspole da neve</div>
<div>
<p><strong>Tre ore di ciaspolate</strong> che attraversano suggestivi paesaggi dei monti Sibillini. Si parte alle ore 10.00 da <strong>piazza Fonte di Castelluccio di Norcia</strong>, per attraversare un suggestivo percorso di circa 3 km: la Strada dei deltaplanisti, La strega, Le Rascete, Le Prata, Valle delle Rascete, la Faggeta di Canatra, Fonte di Canatra, Le Stabbiate, e poi fare ritorno a Castelluccio in piazzale della Fonte.<br />
<span id="more-1371"></span></p>
<p><strong>Caratteristiche:<br />
</strong>Altezza massima raggiungibile: metri 1550 S.l.m.<br />
Dislivello massimo: metri 130<br />
Difficoltà della ciaspolata: bassa.</p>
<p><strong>Abbigliamento consigliato:<br />
</strong>Scarpe da montagna, Cappello di lana, occhiali da sole, K.Wey, guanti, ciaspole e bastoncini.<br />
Per chi non possiede le ciaspole, è possibile noleggiarle a Castelluccio previa prenotazione.</p>
<p><strong>Appuntamento:</strong><br />
Domenica 15 Gennaio, ore 10.00, Castelluccio di Norcia.<br />
<strong>NB</strong>: Per partecipare alla ciaspolata, è obbligatoria l’iscrizione che comprende anche la quota per l’assicurazione. La quota per l’iscrizione è di € 10,00 per gli adulti e di € 5,00 per i bambini.<br />
Alle ore 12,00 in località Fonte di Canatra la Pro Loco preparerà un caldo Vin Brulè che sarà offerto a tutti i partecipanti.</p>
<p><strong>Per ulteriori informazioni e prenotazione:<br />
</strong>Guida Simone Gatto: mobile +39 3338077175; 3282864307<br />
e-mail: <a href="mailto:info@camosciosibillini.it">info@camosciosibillini.it</a></p>
<p>Per informazioni turistiche:<br />
<strong></strong><strong>Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica del Comprensorio </strong> Valnerina-Cascia<br />
Piazza Garibaldi, 1 &#8211; 06043 Cascia<br />
Tel. 074371147<br />
Sede Amministrativa: Via G. da Chiavano, 2 &#8211; 06043 Cascia<br />
Tel. 074371401 &#8211; Fax 074376630<br />
<a href="mailto:info@iat.cascia.pg.it">info@iat.cascia.pg.it</a></p>
<div></div>
</div>
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		<item>
		<title>Vacanze nel Salento: anche a Natale e Capodanno un turismo sempre gettonato</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 13:03:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EnricoNuzzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Turismo Artistico]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo di territorio]]></category>
		<category><![CDATA[puglia]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze in Salento]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci si aspetta di vedere una località prevalentemente balneare, come il Salento, pullulare di turisti e vacanzieri per lo più durante il periodo estivo. Questo perché parliamo di una terra che fa della bellezza delle proprie coste e dei colori delle acque marine che le bagnano il simbolo di un’intera penisola a forte vocazione turistica, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci si aspetta di vedere una località prevalentemente balneare, come il Salento, pullulare di turisti e vacanzieri per lo più durante il periodo estivo. Questo perché parliamo di una terra che fa della bellezza delle proprie coste e dei colori delle acque marine che le bagnano il simbolo di un’intera penisola a forte vocazione turistica, ma il Salento non è solo questo.<br />
Anche il periodo invernale, a discapito dei luoghi comuni, può rivelarsi molto piacevole per trascorrere delle piacevolissime <a title="vacanze Puglia" href="http://www.salentobooking.net" target="_blank">vacanze in Puglia</a>.</p>
<p><span id="more-1361"></span></p>
<p>Tutto il mese di dicembre, in particolare, ha fatto registrare un gran numero di presenze non solo a Lecce, ma anche nellevarie città d’arte di cui il Salento è particolarmente prosperoso. Otranto e Gallipoli, ad esempio, oltre ad essere due rinomatissime cittadine balneari che esercitano un grande richiamo per i turisti durante l’estate, sono due centri ricchi di fascino, ma anche di storia e di cultura. Pertanto propongono degli itinerari turistici che permettono di visitare le numerose testimonianze di un passato ricco di avvenimenti storici, come chiese, cattedrali e soprattutto i loro poderosi castelli affacciati sul mare, che un tempo servivano per riparare i cittadini dalle scorrerie dei pirati turchi. Inoltre le numerose stradine e vicoli stretti, piazzette e larghi, creano un’atmosfera suggestiva in grado di attirare turisti ogni mese dell’anno. Ma anche Specchia, Castro, Andrano, Tricase e tutti gli altri piccoli centri che costituiscono il denso reticolato del Salento, maritano una visita.</p>
<p>Senza dubbio Lecce, città del Barocco per eccellenza, è stata quella che ha fatto registrare il più alto numero di presenze nel Salento durante tutto il periodo natalizio, e resta il fiore all’occhiello dell’intera Puglia, a livello turistico, storico e culturale.</p>
<p>Le vie del centro hanno proposto addobbi natalizi molto caratteristici e un po’ ovunque sono state allestite le caratteristiche “luminarie”, addobbi luminosi decorativi tipici della cultura salentina, per coniugare la tradizione locale con l’atmosfera del Natale. I numerosi edifici barocchi, gli anfiteatri romani collocati in Piazza Sant’Oronzo, di fianco al mosaico della lupa posto al centro della omonima piazza, simbolo della città e alla statua di Sant’Oronzo, hanno offerto un sipario molto caratteristico durante i festeggiamenti di capodanno.</p>
<p>Considerando il periodo, di sicuro la formula più gettonata è stata “<a title="hotel salento" href="http://www.salentobooking.net/alberghi-hotel-salento" target="_blank">hotel Salento</a>”, ma anche bed and breakfast, residence e le numerose masserie presenti sul territorio, sono le strutture ricettive maggiormente in voga durante questo periodo dell’anno.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Itinerari religiosi in città e in provincia Bergamasca</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 16:36:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TurismoSociale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Turismo Artistico]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo di territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo religioso]]></category>

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		<description><![CDATA[Compresa tra l&#8217;ultimo lembo della pianura lombarda e la catena delle Alpi, la Bergamasca è terra di grande religiosità. Meno nota sicuramente rispetto ad altri luoghi, si impose all&#8217;attenzione quando nel 1958 venne eletto papa proprio un bergamasco, Giovanni XXIII. Incominciò un intensissimo afflusso di visitatori a Sotto il Monte, allora piccolo centro di campagna, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Compresa tra l&#8217;ultimo lembo della pianura lombarda e la catena delle Alpi, la Bergamasca è terra di grande religiosità.</strong><br />
<strong> Meno nota sicuramente rispetto ad altri luoghi, si impose all&#8217;attenzione quando nel 1958 venne eletto papa proprio un bergamasco, Giovanni XXIII.</strong><br />
Incominciò un intensissimo afflusso di visitatori a Sotto il Monte, allora piccolo centro di campagna, un po’ in piano e un po’ in collina, e l&#8217;opinione pubblica scoprì le radici di un papa straordinario, il quale dal Vaticano tornava costantemente con il pensiero alla Bergamasca, alla sua gente, alle sue tradizioni.</p>
<p><span id="more-1345"></span><br />
In provincia di Bergamo i soli santuari dedicati alla Madonna sono ben centosei.<br />
Alcuni sono notissimi, come quello di Nostra Signora della Fontana di Caravaggio, al quale giungono pellegrini da tutta Italia e da varie nazioni europee.<br />
Altri invece sono conosciuti in ambito regionale, come quello della Cornabusa, a Cepino, in valle Imagna, o della Beata Vergine delle Grazie ad Ardesio, in Val Seriana; altri ancora solo in ambito provinciale o locale. Per lo più fondati secoli fa, i santuari bergamaschi sono al centro di antiche e confermate tradizioni.<br />
Molte sono andate perse, altre si rinnovano ogni anno, espressione di una fede vera, profonda.<br />
La stessa che guida tanti pellegrini ai santuari grandi e piccoli, ricchi d&#8217;opere d&#8217;arte o semplici come sono le chiese di campagna, seguendo l&#8217;ordine delle feste e dei cieli stagionali.<br />
Non meno ricco il patrimonio religioso, d&#8217;arte e di storia delle centinaia di chiese che costellano il territorio bergamasco.<br />
<strong>Caravaggio</strong></p>
<p>Caravaggio è celebre perché vi nacque Michelangelo Merisi, detto appunto il &#8220;Caravaggio&#8221;, uno dei massimi maestri della pittura di tutti i tempi. La sua fama è tuttavia legata al grandioso santuario innalzato nel punto dove la Madonna, il 26 maggio del 1432, apparve ad una donna del luogo, Giovanetta Varoli. Subito sgorgò una sorgente ed ora alla fonte, segno sensibile di quel lontano evento, attingono milioni di pellegrini.</p>
<p>L’originario viottolo tra i campi di Caravaggio che conduceva al luogo del miracolo fu sostituito dallo splendido viale alberato che, largo quasi 30 metri, porta fino al santuario dalla statale Padana Superiore. Al centro dell&#8217;attenzione è il Sacro Fonte, collocato proprio sotto l&#8217;altare maggiore. Le statue della Madonna e di Giovanetta ricordano lo straordinario colloquio tra la Signora della Fontana e la contadina. Da sotto i piedi di Maria sgorga la sorgente, che fornisce acqua al Sacro Fonte e alle due piscine esterne.</p>
<p>Un milione e mezzo di pellegrini giunge ogni anno al santuario di Caravaggio. La punta massima (50-60.000 persone) il 26 maggio, anniversario dell&#8217;Apparizione.</p>
<p>Chiesa e convento di S. Bernardino furono innalzati nel 400 a Caravaggio per ricordare il frate francescano che aveva portato la pace tra le popolazioni locali. La chiesa è decorata con numerosi affreschi del ‘500.<br />
Nel santuario della Madonna delle Lacrime di Treviglio è invece custodita l&#8217;immagine della Madonna dalla quale, il 28 febbraio 1522, sgorgarono lacrime mentre le truppe francesi si accingevano a distruggere tutto. Il generale che li comandava fermò i soldati e Treviglio fu salva.<br />
<strong>Sotto il Monte Giovanni XXIII<br />
</strong><br />
A chi arriva dalla pianura il paese di Sotto il Monte Giovanni XXIII appare dominato dalla torre di S. Giovanni. In origine doveva essere un fortilizio, legato al primo formarsi del Comune, divenendo poi la torre campanaria della prima chiesa parrocchiale dedicata a S. Giovanni Battista. Demolito l&#8217;antico tempio quando si incominciò a costruire la nuova chiesa, rimase la torre-campanile, alta 11 metri, preziosa testimonianza d&#8217;arte romanica.</p>
<p>Nel crepuscolo del 29 ottobre 1958 il colle di S . Giovanni era punteggiato di falò. Gli abitanti manifestavano così la gioia del loro paese, scelto per dare i natali al Papa.<br />
Da allora Sotto il Monte è molto cambiato. Ma immutato è il ricordo lasciato da Giovanni XXIII, da tutti chiamato il &#8220;Papa buono&#8221;.</p>
<p style="text-align: left;" align="center">I luoghi che videro l&#8217;infanzia di Angelo Giuseppe Roncalli ed ai quali tornò sempre, fino al 1958, sono visitati ancora oggi da moltissimi pellegrini. Le mete più frequentate sono il Palazzo, la piccola cascina dove nacque e Ca’ Maitino, la dimora estiva dove soggiorno da vescovo e da cardinale.</p>
<p>Il Palazzo, dove Angelo Giuseppe Roncalli nacque il 25 novembre del 1881, è affidato ai Padri Missionari del Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime): è rimasto intatto con tutta la sua rusticità e l&#8217;aspetto tipico di un cascinale. Ca’ Maitino fu dimora estiva di mons. Roncalli da vescovo e da cardinale: le Suore delle Poverelle vi custodiscono memorie, oggetti personali e alcuni dei doni offerti al Papa.</p>
<p>L’abbazia di S. Egidio è tra i luoghi di Sotto il Monte che furono più cari a Papa Giovanni. Circondata da boschi e vigneti, fu costruita sulle pendici del monte Canto nel 1080; consacrata nel 1090, divenne sede del priorato cinque anni più tardi. La sua struttura è quella tipica delle chiese cistercensi protoromaniche.</p>
<p><strong>Pontida: Monastero benedettino</strong></p>
<p>La basilica di S. Giacomo, con a fianco il monastero benedettino, a Pontida, nel cuore della Val S. Martino. Le origini sono antichissime. Secondo la tradizione l&#8217;abbazia fu sede del celebre, giuramento (7 giugno 1167) tra le città lombarde contro l&#8217;imperatore.</p>
<p><strong>Foppenico: Santuario del Lavello</strong></p>
<p>Altro luogo della valle S Martino meta di pellegrini è il santuario del Lavello, a Foppenico di Calolziocorte</p>
<p><strong>Valle Imagna: Santuario della Madonna della Cornabusa</strong></p>
<p>Il santuario della Madonna della Cornabusa, in valle Imagna, situato dentro una vasta caverna, è, il più caratteristico di tutta la bergamasca. Da secoli è al centro della devozione degli abitanti della valle; meta di un gran numero di pellegrinaggi, una volta all&#8217;anno vi si raccolgono anche gli emigranti.</p>
<p>Per la sua fama vi giungono fedeli da altre regioni e da varie nazioni. Papa Giovanni XXIII fu particolarmente devoto alla Cornabusa, dove sostò in preghiera pochi giorni prima della sua elezione.</p>
<p>E anche uno dei motivi per cui il santuario è inserito negli itinerari che i pellegrini seguono alla ricerca dei luoghi cari a Papa Giovanni.<br />
Chiuso tutto l’inverno a causa della strada impervia, il santuario della Cornabusa viene riaperto ogni anno la festa del Lunedì dell&#8217;Angelo.<br />
Chi arriva per la prima volta, via via che si avvicina, nota il campanile, ma una volta giunto non trova traccia del santuario.<br />
Deve percorrere una strada tagliata nella roccia e solo al termine si apre davanti ai suoi occhi lo spettacolo di un grande antro. In passato c&#8217;era all&#8217;interno una chiesetta.<br />
Tra il 1350 e il 1400 la valle Imagna fu teatro di violentissime lotte tra Guelfi e Ghibellini.<br />
La storia del santuario della Cornabusa racconta che un’anziana donna cercò allora scampo in una grotta portandovi una statua della Madonna Addolorata, che vi rimase anche dopo il ritorno della pace.<br />
Anni dopo una pastorella sordomuta si addentrò nella grotta scoprendo la statua.<br />
Tornata a casa e acquistato l&#8217;uso della parola e dell&#8217;udito, raccontò il fatto ai familiari.<br />
Questi si fecero accompagnare alla grotta, constatando la veridicità del racconto. La notizia si diffuse per la valle e in breve nacque una viva devozione. Dentro la grotta fu costruita una prima cappella, poi ampliata e decorata.<br />
La statua della Madonna Addolorata è in legno e alta circa 80 centimetri.<br />
Sottoposta a studi accurati, è risultata d&#8217;origine toscana; di squisita fattura, si ritiene risalga al primo Quattrocento<br />
<strong>Bergamo: Santa Maria Maggiore<br />
</strong><br />
Considerata il più importante monumento di Bergamo, la basilica di S. Maria Maggiore venne edificata dai bergamaschi per voto alla Madonna. I lavori iniziarono nel 1137 e si protrassero per oltre mezzo secolo<br />
La basilica, che ancora oggi appartiene alla città, fu sempre più arricchita di opere d&#8217;arte.</p>
<p>Accanto agli antichi affreschi, lo splendido confessionale in legno capolavoro di Andrea Fantoni.</p>
<p>Alle preziose lavorazioni del coro si aggiungono le celebri tarsie, eseguite nel &#8217;500 su disegni di Lorenzo Lotto.<br />
La facciata del duomo realizzata nel secolo scorso.<br />
La grandiosa decorazione del coro in legno è stata portata a termine dal tedesco Gian Carlo San tra il 1693 e il 1698. Al centro spicca la cattedra vescovile eseguita da Andrea Fantoni nel 1705.<br />
L&#8217;arredo più prestigioso dell&#8217;altare maggiore nella Cattedrale di Bergamo è la preziosa croce d&#8217;argento, detta di Ughetto, che risale al &#8217;300.<br />
<strong>Bergamo: Santuari</strong></p>
<p>Il santuario della Vergine Addolorata, o dell&#8217;Apparizione, nel borgo di S. Caterina, a Bergamo. Il santuario della Madonna della Castagna, tra i boschi dei colli di Bergamo. Il santuario sul colle di Sombreno, a Paladina.</p>
<p><strong>Almenno S. Bartolomeo e S. Salvatore</strong></p>
<p>Pur non essendo al centro di venerazione, uno dei più importanti edifici religiosi della provincia di Bergamo è la Rotonda di S. Tomé.<br />
E cosi denominato, per la caratteristica architettura, un antichissimo tempietto che si trova in territorio di Almenno S. Bartolomeo.</p>
<p>Il santuario della Madonna del Castello di Almenno S. Salvatore venne innalzato dove già esisteva una antichissima chiesa. Nell&#8217;aprile del 1506 un muro di sostegno si scostò di un paio di metri rivelando una immagine della Madonna dipinta sulla facciata.<br />
<strong>Santuari in valle Brembana</strong></p>
<p>Il santuario della Madonna della Coltura di Lenna sorge dove un tempo c&#8217;era un&#8217;officina. Nell&#8217;ottobre dei 1580 un garzone vide illuminarsi di luce vivissima una immagine della Madonna affrescata all’interno di un magazzino.<br />
L’episodio si ripeté, tanto che il padrone e gli altri lavoratori se ne accorsero.</p>
<p>In segno di devozione e per le numerose grazie ricevute, fu deciso di costruire il santuario, il che avvenne 32 anni dopo. Vi spicca un grandioso altare in legno, al cui centro è custodito l&#8217;affresco miracoloso.</p>
<p>Il grande polittico con la Madonna e il Bambino affrescato nella chiesa dell&#8217;antico borgo di Cornello dei Tasso, in valle Brembana.<br />
L’interno della chiesa di Santa Brigida, prima chiesa parrocchiale di tutta la valle Brembana.<br />
Il santuario di Costa S. Gallo, sopra S. Giovanni Bianco<br />
<strong>Santuari in valle Seriana</strong></p>
<p>Il santuario di S. Patrizio, che spicca sul colle vicino a Colzate, visibile da chiunque percorre la valle Seriana tra Vertova e Casnigo, racchiude una chiesetta antichissima, che viene fatta risalire al 1200 o ai primi tempi del 1300. Isolato su pareti a picco tanto da sembrare un antico fortilizio il santuario venne costruito a partire dal 1580 e completato una ventina d&#8217;anni più tardi<br />
Ogni anno alla festa del Corpus Domini, si tiene a Gandino una grandiosa processione, alla quale prendono parte le Confraternite e gli abitanti di tutta la zona.<br />
Splendida la basilica di Gandino, dedicata a S. Maria Assunta.<br />
Il suo cospicuo patrimonio artistico e quello delle altre chiese di Gandino è raccolto nel Museo della basilica.</p>
<p>Il santuario della Madonna del Miracolo a Desenzano di Albino, in valle Seriana, è più conosciuto come santuario della Madonna della Gamba.</p>
<p>Infatti il 9 ottobre 1440 la Madonna comparve ad una giovane da tempo sofferente ad una gamba guarendogliela.<br />
Nell&#8217;estate del 1496 la Madonna apparve ad un contadino di Vall’Alta ad Albino, il quale. Preso da gran sete mentre lavorava con i due figli l&#8217;aveva invocata. La Madonna fece sgorgare dalla roccia una fonte da dove l&#8217;acqua continua a scorrere freschissima.<br />
Immerso nei boschi &#8216; il santuario della Vergine di Perello si trova sulla montagna sopra Selvino.<br />
Dopo che la Madonna era apparsa per 4 volte ad un contadino, il 19 luglio 1413 iniziò la costruzione della prima chiesetta<br />
Il 2 giugno 1511 un affresco della Vergine dipinto su una cappella lungo il fiume Serio, in località Campolongo di Ponte Nossa, fu visto lacrimare sangue.<br />
Ad una pastorella che voleva asciugare la lacrima, la Madonna chiese che fosse innalzata una chiesa.<br />
Durante la peste del 1630 gli abitanti di Pradalunga fecero voto di costruire un santuario sul Colle della Forcella, dove già esisteva una edicola con una immagine dell&#8217;Addolorata esistente nel santuario di Borgo Santa Caterina, a Bergamo.<br />
Il santuario della Madonna delle Grazie di Ardesio venne innalzato e col tempo ampliato e arricchito di opere d&#8217;arte sul luogo dove il 23 giugno del 1607 la Madonna apparve a due bambine in preghiera. Il prodigio si rinnovò ed ebbe inizio un processo canonico; gli abitanti di Ardesio poterono infine costruire una chiesa dove era avvenuta l’Apparizione.<br />
Alla primitiva chiesetta furono apportati abbellimenti e rifacimenti fino all&#8217;attuale splendido santuario, al quale affluiscono pellegrini anche dalle altre province.</p>
<p><strong>Altri santuari</strong></p>
<p><strong><br />
</strong>Il santuario della Madonna delle Rose di Albano S. Alessandro fu innalzato dopo il prodigioso soccorso avuto da due viandanti francesi sperduti nei boschi la notte del 3 gennaio 1418.<br />
La processione con la statua della Madonna è uno dei motivi di richiamo dei pellegrinaggi al santuario della Natività della Vergine, ad Ornica. La chiesa, situata in un luogo molto suggestivo, venne costruita nel ’700.<br />
Il santuario della Madonna della Torre a Sovere è considerato uno dei più antichi della Bergamasca.<br />
Si racconta che la sua origine sia dovuta all&#8217;imperatore Carlo Magno, nell’anno 801.<br />
L’8 aprile 1356 la Madonna apparve ad una contadinella che si recava nei campi alla Basella di Urgnano.<br />
Il prodigio si ripeté. Gli abitanti costruirono sul posto un santuario.<br />
Più noto come santuario della Madonna dei Campi, il santuario di Nostra Signora della Preghiera si trova nella campagna attorno a Stezzano, a 5 chilometri da Bergamo.<br />
Secondo la tradizione esisteva una cappella con l&#8217;immagine della Madonna, alla quale i contadini erano molto devoti. Un giorno di otto secoli fa, una donna vi scorse una gran luce e le apparve la Madonna con il Bambino. Fu costruita una chiesetta dove nel maggio del 1586 da un pilastro con affrescata la Madonna incominciò a sgorgare acqua; il 12 luglio successivo la Madonna comparve a due bambine di Stezzano.</p>
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		<title>Trovare &#8221; I luoghi della Fede&#8221; in Toscana</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 18:46:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TurismoSociale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Turismo di territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo religioso]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>

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		<description><![CDATA[I luoghi della Fede. Conoscenza, difesa e valorizzazione del patrimonio storico religioso della Toscana Dal 1995 al 2000 la Regione Toscana ha promosso e sostenuto il progetto &#8220;I luoghi della Fede&#8220;, la cui finalità era la valorizzazione del patrimonio storico-religioso della Toscana, come ben evidenzia il sottotitolo del progetto &#8220;conoscenza, difesa e valorizzazione del patrimonio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>I luoghi della Fede. Conoscenza, difesa e valorizzazione del patrimonio storico religioso della Toscana</h4>
<div>
<p>Dal 1995 al 2000 la Regione Toscana ha promosso e sostenuto il progetto &#8220;<a title="Luoghi della fede" href="http://www.regione.toscana.it/regione/export/RT/sito-RT/Contenuti/link/banchedatinascoste/visualizza_asset.html_21274281.html">I luoghi della Fede</a>&#8220;, la cui finalità era la valorizzazione del patrimonio storico-religioso della Toscana, come ben evidenzia il sottotitolo del progetto &#8220;conoscenza, difesa e valorizzazione del patrimonio storico religioso della Toscana.&#8221;</p>
<p><span id="more-1343"></span></p>
<p>Per la sua ampiezza, la sua durata nel tempo, il numero dei soggetti coinvolti, i risultati ottenuti, il progetto si presenta come uno dei più importanti realizzati nel campo dei beni culturali, e non solo a livello regionale.</p>
<p>L&#8217;idea di fondo del progetto &#8211; promuovere e valorizzare questo insieme di &#8220;luoghi&#8221; come un vero e proprio &#8220;museo diffuso&#8221;- ha avviato un&#8217;operazione di riscoperta e di rilettura culturale con un taglio di alta divulgazione, che ha coinvolto enti pubblici privati,istituzioni e associazioni culturali.</p>
<p>Nella <a title="Luoghi della fede" href="http://www.regione.toscana.it/regione/export/RT/sito-RT/Contenuti/link/banchedatinascoste/visualizza_asset.html_21274281.html">banca dati</a> si trova gran parte dei materiali testuali e iconografici raccolti nel corso del progetto.<br />
È possibile fare due tipi di ricerche:</p>
<ul>
<li>una ricerca geografica a partire dalla mappa sensibile della Regione, selezionando la provincia, l’area storico geografica, il comune, la località;</li>
<li>una ricerca tematica, che consente di selezionare un edificio in base al nome proprio o ad una parola chiave.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le notizie sono sintetiche e solo per alcuni edifici ritenuti di particolare rilevanza storica e artistica (circa 100) esistono schede con una descrizione più ampia. Alcune schede sono accompagnate da immagini dell’edificio o di opere significative collocate all&#8217;interno della struttura. Per i capoluoghi di provincia e per alcune altre importanti città della Toscana sono state realizzate delle mappe per localizzare gli edifici.</p>
<p>Oltre alla banca dati, il progetto ha prodotto una guida generale (pubblicata nel 1997), una collana di venticinque volumi dedicati ciascuno ad un’area geografica (pubblicati tra il 1999 ed il 2000) e due volumetti, uno riportante i dati tecnici della campagna fotografica (“I segni del progetto”) e uno dedicato agli “Itinerari nella Toscana del Giubileo”.</p>
</div>
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		<title>I Viaggi del GOEL &#8211; Speciale Natale 2011</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 08:57:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TurismoSociale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Turismo di territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo responsabile]]></category>

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		<description><![CDATA[Un Natale insolito, lontano dalle luci delle città. La frenesia cede il passo al sogno di un Natale incantato, tra antichi borghi e paesaggi da favola, in cui lo spirito si concilia con il corpo, riscoprendo gusti e ritmi a dimensione d&#8217;uomo. Speciale Natale 2011 Tweet]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un Natale insolito, lontano dalle luci delle città. La frenesia cede il passo al sogno di un Natale incantato, tra antichi borghi e paesaggi da favola, in cui lo spirito si concilia con il corpo, riscoprendo gusti e ritmi a dimensione d&#8217;uomo.</p>
<p><a title="Speciale Natale 2011" href="http://www.turismo.responsabile.coop/newsletter/natale2011.html" target="_blank">Speciale Natale 2011</a></p>
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