Itinerari religiosi in città e in provincia Bergamasca
Compresa tra l’ultimo lembo della pianura lombarda e la catena delle Alpi, la Bergamasca è terra di grande religiosità.
Meno nota sicuramente rispetto ad altri luoghi, si impose all’attenzione quando nel 1958 venne eletto papa proprio un bergamasco, Giovanni XXIII.
Incominciò un intensissimo afflusso di visitatori a Sotto il Monte, allora piccolo centro di campagna, un po’ in piano e un po’ in collina, e l’opinione pubblica scoprì le radici di un papa straordinario, il quale dal Vaticano tornava costantemente con il pensiero alla Bergamasca, alla sua gente, alle sue tradizioni.
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I luoghi della Fede. Conoscenza, difesa e valorizzazione del patrimonio storico religioso della Toscana
Dal 1995 al 2000 la Regione Toscana ha promosso e sostenuto il progetto “I luoghi della Fede“, la cui finalità era la valorizzazione del patrimonio storico-religioso della Toscana, come ben evidenzia il sottotitolo del progetto “conoscenza, difesa e valorizzazione del patrimonio storico religioso della Toscana.”
Itinerario delle chiese votive e campestri: alla ricerca del particolare
Il territorio del Friuli Venezia Giulia è ricco di piccole chiese campestri, sorte per sostenere l’opera di cristianizzazione delle campagne che qui avvenne molto lentamente per la tenace sopravvivenza di antichi culti agrari pagani. Non hanno grandi pretese stilistiche o estetiche, ma sono molto graziose nella loro semplicità ed espressione della vita religiosa di una comunità rurale e più in generale della cultura popolare.
Celebrazioni in onore di San Francesco d’Assisi
Il 3 ottobre le celebrazioni avranno luogo presso la basilica di Santa Maria degli Angeli (edificata nel XVI secolo) che ingloba la Cappella del Transito, primitiva infermeria francescana dove il Santo morì proprio la sera del 3 ottobre 1226.
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Marcia Perugia-Assisi per la pace e la fratellanza dei popoli
“Un solo essere, purché sia intimamente persuaso, sereno e costante, può fare moltissimo, può mutare situazioni consolidate da secoli, far crollare un vecchiume formatosi per violenza e vile silenzio” queste le parole pronunciate da Aldo Capitini, primo organizzaore della marcia, che ne esprimo il senso più profondo.


