Evviva i matti che hanno capito cos’è l’amore…

Mike a Pitigliano

Ciaooo, uffa di nuovo il lunedì e di nuovo io qui davanti al mio piccì che penso a dove portarvi oggi e contemporaneamente a dove scappare io la prossima volta già con l’ansia e la sicurezza che la prossima domanda che i miei amici mi faranno sarà “dove si va a Capodanno?!”

Ma oggi ancora non ne voglio parlare, oggi vi voglio raccontare di quando sono stata da Mike il mi amico toscano de Grosseto che lavora a Sorano in banca, e dovrebbe essere mega serio ma non lo è, e vive ormai a Pitigliano da quasi un anno.

Ed è proprio carina questa Pitigliano, tutta fatta di stradine ad archi e casette che si arrampicano sulla parete di tufo, e con un balcone che se guardi giù ci vedi tutta la vallata ed il panorama sembra non voler finire mai!

E Mike qui ha un minimonolocale nella viuzza principale, che per entrarci ti devi arrampicare a delle scale dentro la roccia, e poi quando ci sei dentro le finestre guardano al centrocentro che la mattina sembra che i bambini che urlano verso la piazza siano lì accanto a te.

Ma è davvero bella l’atmosfera fra profumo di Morellino, campagna di pioppi, pecore e sole, cave di tufo e balconi di storia antica che guardano i ricordi di quello che qui c’era prima.

E pranziamo vicino a Pitigliano da un amico di Mike che ci fa la fiorentina succosissima, e poi il pomeriggio lui mi porta a Sorano che dice “Francy ti voglio faccapì perché si dice che Sorano è il paese dei matti”.

E a Sorano, minimini paese di quattromila abitanti, Mike è davvero un’autorità che lui lavora nella banca che è l’unica della zona e dentro sono solo in tre: il proprietario, Mike e il cassiere.

E mentre camminiamo verso uno spettacolare balcone che guarda la campagna verde e gialla tutti i paesani lo salutano “Salve signor Moretti”, “Ciao Mihele sicchè non sei tornato a Grosseto?”, “Ciao Mihele mi garba l’amica tua”.

Ed io rido rido che pensare a Mike come un’autorità mi fa proprio ridere, lui che passava le nottate irlandesi con me in tuta fra birre e pazzi a cantare a squarciagola passeggiando per Cork.

E poi ci sediamo in uno dei bar del paese, quello proprio di fianco alla banca di Mike, e ci prendiamo un caffè io e un limoncino lui e poi, così a caso, parte lo show fra gente e strana e racconti di Mike.

Tutto inizia quando un omone con la barba ed il vocione si siede dietro di me e Mike mi dice “Francy non parlà delle cose tua” e mi spiega che quell’omone lì è l’amante della barista, che pare si incontrino nel retro del bar dove ci sono i videogiochi due volte al giorno perché tutte e due sono sposati e non si deve sapere ma in realtà lo sanno tutti, e tutto il resto del tempo lui stia fuori ad origliare i discorsi degli altri per poi intervenire sparando grandi massime di vita.

E poi al secondo limoncino di Mike mi ferma un signore con la pancia tondatondatonda ed i baffi di vino rosso e inizia a dire qualcosa veloceveloceveloce che non capisco, e allora Mike lo fa sedere al nostro tavolo ed inizia a tradurmi quello che dice questo buffo signore che si chiama Pippo e vuole farmi sapere che da giovane, prima di avere l’incidente, lui era pieno di donne, e lì nel paese era davvero conosciuto e le donne belle le aveva conquistate tutte quante, anche quelle sposate, e che se avesse avuto qualche anno in meno allora avrebbe conquistato anche me!

E chi lo sa forse è davvero così! Che io penso sempre che gli uomini di una volta, quelli che zappavano la terra e sapevano cosa voleva dire essere davvero felici con e per quello che si ha, oggi non ci sono più! E noi povere trentenni zitelle ci ritroviamo circondate da figli di mammà che stanno in casa fino a 35 anni, non sanno farsi nemmeno il caffè e non hanno mai nulla di veramente interessante da dire!

E poi mentre Pippo si mangia le parole, c’è qualcuno che inizia a spostarmi i piedi con una scopa e non capisco, poi mi chino giù con la testa e vedo un altro omone grassograsso che mi guarda strano e mi dice “devo spazzare ti devi spostare” e fa così con tutti, e passa da un tavolo all’altro, e poi spazza la strada, e poi spazza sotto le macchine, e sopra i marciapiedi della via, e poi ricomincia…

E Mike mi dice che quello è Giorgione che non so cosa gli sia capitato ma ogni mattina alle 6 si alza e inizia a spazzare la città fino alle 9 di sera, e tutti lo sanno, e per tutti è normale, e la salumiera gli fa un panino, e al bar gli danno un bicchiere di vino e lui continua a spazzare ogni giorno e nessuno si ricorda più da quando succede così.

E poi prima di lasciare il bar dei matti Mike va a pagare ed io lo aspetto fuori, e sulla panchina di fianco all’entrata ci sono due signori con le guance grosse che guardano fisso fisso verso un punto a caso nell’iperuranio e nulla sembra distrarli nemmeno Giorgione che spazza, Pippo che urla, o io che gli chiedo se stanno bene, loro, ad occhi sgranati, continuano a guardare un punto laggiù da qualche parte…

E allora quando Mike esce dal bar mi dice che loro sono Gianni e Giannetto che stanno sempre in quella posizione, e guardano sempre da quella parte e non si capisce bene cosa e allora io penso che forse quello che fissano loro noi non lo potremo mai vedere davvero, e forse un po’ mi dispiace perché ho sempre creduto che i matti in fondo siano dei sognatori incantati che vivono nei loro desideri e scappano dalla realtà, e allora a volte invece che volerli guarire io vorrei poterli capire.

Viva Sorano e i matti che, come dice un cantante che non mi piace ma in questo caso ha ragione, hanno capito cos’è l’amore!!!

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