Grotte del Friuli Venezia Giulia

Il nostro viaggio da blogger per caso sottosopra ci ha permesso di degustare alcuni dei prodotti tipici del Friuli Venezia Giulia,  ma anche di scoprire il lato più nascosto di questa regione di confine.

Il Friuli Venezia Giulia è ricco di cavità naturali, ne sono state rilevate circa settemila ed è stato stimato che rappresentano solo il 10% delle grotte presenti sul territorio regionale. Di questa piccola percentuale, le grotte visitabili si contano sulle dita della mano, ma non sono per questo meno sorprendenti.

Pianificando il nostro weekend da #BloggerPerCaso abbiamo consultato la sezione “punti di interesse” presente sul sito www.turismofvg.it, perché permette di visualizzare su una mappa le località divise per temi ed argomenti. Nella sezione “grotte” ho trovato quelle accessibili da tutti:

  • Grotta di San Giovanni d’Antro
  • Grotta Verde di Pradis
  • Grotta Torri di Silvia (FVG card)
  • Grotta Gigante (FVG card)
  • Grotta Nuova di Villanova (FVG card)

Se, invece, siete degli specialisti di complessi carsici ed esplorazioni speleologiche potreste anche spulciare il sito web del catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia (http://www.catastogrotte.fvg.it/). Io l’ho fatto per pura curiosità ed ho scoperto una cavità con un nome davvero inconsueto: “Abisso dei Led Zeppelin”.

Purtroppo non siamo speleologi ed abbiamo dovuto scartare la discesa hard-rock, optando invece per la Grotta Verde di Pradis, che ci ha incuriosito con il suo nome esotico, e la Grotta Gigante, che detiene un Guinness World Record.

La Grotta Gigante si trova nei pressi di Trieste e venne esplorata nel 1840 durante le ricerche del fiume sotterraneo Timavo. L’attuale ingresso venne ampliato nel 1904 e nel 1908 vennero terminati i lavori che permisero l’apertura al pubblico.

La grotta è facilmente raggiungibile in auto e con i mezzi pubblici (basta prendere il bus n°42 da Trieste); all’interno del centro accoglienza è allestito il Museo Scientifico Speleologico (ad ingresso libero) visitabile nei giorni di apertura della grotta. La Grotta Gigante di Sgonico è la caverna più grande del mondo tra quelle accessibili ai turisti e detiene il Guinness dei Primati dal 1995 grazie alla sua sala principale, il cui volume complessivo è di 366.000 m³.

Grotta Gigante Friuli Venezia Giulia scale

Prima di entrare abbiamo visto il video che mostra David Cusanelli, base jumper italiano, mentre realizza un’impresa quasi impossibile: lanciarsi con il paracadute all’interno della grotta. Avete capito bene, lancio con il paracadute dentro una grotta, la Grotta Gigante. Questo vi fa capire davvero quanto sia imponente. Non è la sola impresa sportiva da record che ha ospitato, da poche settimane il campione italiano di bike trial è riuscito a completare la risalita in bici dei 500 gradini – dislivello 114 m – della grotta. All’ingresso viene segnalato che ce ne sono 500 a scendere e altrettanti a salire ed anche questo è un dato impressionante, ma vi assicuro che si affrontano senza problemi anche perché sarà la bellezza della grotta a togliervi il fiato.

Questa cavità è interessante e affascinante per la grandezza e per la ricchezza delle sue stalattiti e stalagmiti. La visita guidata vi svelerà la storia, i segreti e le curiosità della Grotta Gigante, ma esistono altre modalità per conoscere e vivere questo luogo. In grotta vengono organizzati degli eventi davvero unici: aperitivi, concerti di musica medievale e gare sportive. Queste iniziative hanno un fascino mistico e assolutamente peculiare. Uno degli eventi tradizionali è la celebrazione della befana: gli speleologi da trent’anni propongono al pubblico un pomeriggio di intrattenimento e forti emozioni calandosi in costume dal soffitto della grotta.

Visite guidate, eventi e ricerca scientifica. Nella Grotta Gigante vengono condotte preziose ricerche in collaborazione con istituzioni scientifiche di grande importanza internazionale. I lunghi cavi che vedete nella grotta compongono un pendolo geometrico, il più lungo al mondo, che monitora ogni minimo movimento delle pareti, amplificando gli spostamenti di ben 40.000 volte.

Grotta Gigante Friuli Venezia Giulia 150 scalini

Le sorprese non finiscono qui. Per raccogliere, elaborare e condividere in tempo reale i dati per le ricerche scientifiche è stato necessario portare all’interno della cavità la fibra ottica e così lo staff ha pensato di aggiungere un router per permettere ai visitatori di connettersi gratuitamente alla rete wi-fi. È possibile quindi condividere le proprie sensazioni e le immagini della grotta nel momento stesso della visita.

Le nostre aspettative sono state superate, questo luogo magnifico merita di essere visitato ed anche una deviazione di percorso. Il nostro consiglio è andare verso l’orario di chiusura (ultimi due turni) per assaporare in tranquillità la magia di questo luogo, oppure di vivere la Grotta Gigante in modo unico, durante uno degli eventi organizzati periodicamente.

Grotta Gigante Friuli Venezia Giulia forme

La Grotta Verde di Pradis invece ci ha un po’ spiazzati, capovolgendo le nostre aspettative. Nonostante il nome, la grotta non è l’aspetto più interessante di questo sito naturalistico o almeno non lo è stato per noi. L’appellativo “verde” non è così esotico come ci aspettavamo ed è legato all’inventiva di un prete. Nel 1964 il parroco di Pradis di Sotto, Don Terziano Cattaruzza, decise di trasformare il posto in un luogo di culto e attrattiva turistica, dedicando la grotta più grande alla Madonna e illuminandola con neon verdi. Durante la Messa Natalizia del 24 Dicembre 1968, la Grotta è stata denominata “Tempio Nazionale degli speleologi”. Ad oggi, è rimasto solo un neon verde posizionato dietro la statua della Madonna, mentre il resto della grotta è illuminato con una luce neutrale.

Grotta verde Friuli Venezia Giulia

Grotta Pradis Friuli Venezia Giulia

Per noi è stato molto più interessante il percorso che conduce fino alla forra del Torrente Cosa. Le cavità che circondano la Grotta Verde erano abitate da uomini e animali preistorici e all’interno sono stati rinvenuti numerosi reperti che sono esposti al museo di Pradis di Sotto. Scendendo la scalinata che porta nei meandri dell’orrido, abbiamo ammirato l’imponenza del fenomeno erosivo del Torrente Cosa che si è fatto spazio nelle rocce calcaree. Ci sono numerosi antri che si affacciano sulle pareti rocciose ed alcuni sono antiche testimonianze di affluenti sotterranei ormai estinti. Ci sono diversi percorsi e uno di questi porta sopra la cascata creata dalle acque del Rio Mola. Qui ci siamo soffermati alcuni minuti per ammirare la bellezza di questi luoghi, dove hanno vissuto i nostri antenati.

Rio Mola Torrente Cosa Friuli Venezia Giulia

Questo percorso ci ha portato in luoghi millenari, dove è la natura a fare da padrona. A posteriori mi è dispiaciuto non visitare il complesso di Villanova, quindi vi consiglio di aggiungerlo al vostro itinerario, noi lo teniamo a mente per il prossimo viaggio in Friuli Venezia Giulia.

Photo Credits: Alessandro e Kinzica http://blog.100days.it/

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Autore dell'articolo: TurismoSociale

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