I Cellotex notturni e meditativi di Alberto Burri

Trenta opere esposte a Modena sintetizzano la ricerca artistica dell’artista umbro degli anni Ottanta, tra semplificazione della forma e purezza del colore

Un dialogo tra forme sinuose e morbide, superfici opache e lucide, monocromatiche e colorate, che catturano la luce o la lasciano scivolare: questa ricerca artistica, che ha caratterizzato l’ultima parte del percorso creativo di Alberto Burri, è al centro della mostra in programma dal 13 marzo al 1° maggio alla Galleria ModenArte di Modena.

La giovane galleria emiliana, nata nel 2005 e già affermata a livello nazionale e internazionale, con sedi anche a Venezia e Boca Roia in Florida, ospita nei propri spazi espositivi un percorso che si sofferma sulle opere più meditative e notturne della ricerca artistica di Burri sulla forma e sulla materia.
Alberto Burri. Cellotex. La strategia della materia” racconta attraverso trenta opere, dieci celebri Cellotex, alcune serigrafie e una piccola bruciatura, il periodo degli anni Ottanta, caratterizzato dalla semplificazione della forma e dalla purezza del colore.
Alberto Burri, artista che ha fatto della sperimentazione sui materiali e sulle proprietà della materia la sua ricerca principale, dagli anni Settanta e poi nel decennio successivo opera su di un nuovo materiale di supporto, povero e di uso industriale: il Cellotex. Questo impasto realizzato con segatura e colle, che viene usato in edilizia per la coibentazione dei tetti, offre a Burri un supporto sensibile su cui intervenire concolori monocromatici a formare campiture lucide e opache o scorticando la superficie mettendone a nudo la fibra sottostante.
Le tele di questa serie, raggiungono una semplificazione estrema con la scelta del colore nero che ricopre totalmente la superfice. I Cellotex neri, descritti dall’artista con il titolo Annottarsi sono opere meditative e notturne in cui Burri esemplifica al massimo la sua ricerca sulla forma e sulla materia.

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