I Della Robbia in Toscana: itinerario tra natura e ceramiche

Chi erano i Della Robbia? Una delle famiglie più importanti nella scena fiorentina (e toscana) del Quattrocento e del Cinquecento. Scultori e artisti specializzati nella tecnica della terracotta invetriata, i componenti della famiglia sono diventati il simbolo delle maioliche colorate, chiamate oggi robbiane, appunto.

Quello che vi proponiamo noi oggi è un itinerario alla scoperta dei capolavori de i Della Robbia ad Arezzo e dintorni.

Nella celebre città etrusca, il Museo Statale d’Arte Medievale e Moderna è il naturale inizio di un itinerario che, nella sua ricchezza artistica, permette di scoprire le terrecotte robbiane della Cattedrale, quali la monumentale pala della Santissima Trinità tra i Santi Bernardo e Donato di Andrea della Robbia.

Santa Maria in Gradi, Arezzo [Photo Credits:  Anguskirk]

Santa Maria in Gradi, Arezzo [Photo Credits: Anguskirk]

Pochi passi separano la Cattedrale dalla chiesa di Santa Maria in Gradi dove, nella Cappella Carbonati, la bottega di Andrea sviluppò il tema iconografico della Madonna della Misericordia con linee morbide e delicate. La Casa Museo di Ivan Bruschi, nello scenografico Palazzo medievale del Capitano del Popolo, ospita nelle sue collezioni un busto di terracotta invetriata raffigurante il Redentore realizzato da Giovanni della Robbia.

Il Casentino è la valle in cui il visitatore può ammirare più che altrove le terrecotte robbiane, circa cinquanta, concentrate nei luoghi cari alla spiritualità francescana e camaldolese.
Andrea della Robbia lascia nel convento de La Verna le sue opere migliori, la sua impronta stilistica che lo renderà celebre. Le chiese, le pievi, i palazzi e i castelli medievali disseminati nel territorio recano, ancora oggi, affascinanti testimonianze della scultura invetriata e dipinta.

I Della Robbia ad Arezzo [Photo Credits:  Marco Corsi]

I Della Robbia ad Arezzo [Photo Credits: Marco Corsi]

Tra le morbide colline del Chianti e i rilievi del Pratomagno, il Valdarno è la vallata in cui l’arte dei Della Robbia ha lasciato grandi testimonianze.
Sebbene la maggior parte delle loro opere sia a carattere religioso, non mancano esempi di soggetti araldici come quelli degli stemmi che decorano la facciata di Palazzo d’Arnolfo a San Giovanni Valdarno.
Montevarchi, località caratterizzata da eleganti palazzi in stile liberty, ospita una delle opere più significative di Andrea della Robbia, il Tempietto robbiano, eseguito per la chiesa di San Lorenzo e oggi collocato nel Museo di Arte Sacra della Collegiata.

La Valdichiana, territorio ricco di storia e tradizioni culturali, offre ai visitatori un itinerario particolare, alla scoperta di opere robbiane recentemente oggetto di studio e interventi di restauro.
Foiano della Chiana è una tappa fondamentale dell’itinerario robbiano con la ricomposizione temporanea, nella chiesa di San Francesco, della Crocifissione tra i dolenti e Santi, che si offre agli occhi del visitatore come evento imperdibile.

Dettaglio della Trinità, Arezzo [Photo Credits:  renzo dionigi]

Dettaglio della Trinità, Arezzo [Photo Credits: renzo dionigi]

La Valtiberina offre un percorso interessante e ricco di opere dei Della Robbia e della bottega dei Buglioni.
Nel borgo medievale di Anghiari, la pala della Madonna della Misericordia, situata nella chiesa di Santa Maria delle Grazie e la lunetta con Gesù e la Samaritana al pozzo di Benedetto Buglioni nel Museo di Palazzo Taglieschi, sono le prime tappe del percorso robbiano nella valle.
A Sansepolcro l’arte robbiana si svela nel Museo Civico: di grande suggestione è la Natività, opera della bottega di Andrea, caratterizzata dall’ambientazione naturalistica della scena.

 

Seguire questo percorso può essere l’occasione per apprezzare antiche tradizioni che ancora oggi rimangono vive nell’artigianato locale come il panno casentinese, il ferro battuto e la pietra lavorata.

Autore dell'articolo: TurismoSociale

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