“Il sasso in bocca”: rassegna letteraria contro la mafia

Venerdì 14 giugno in Consiglio regionale  al via “Il sasso in bocca”, la prima rassegna letteraria che si svolgerà all’interno della Bottega dei saperi e dei sapori della legalità “Dodò Gabriele”. Palazzo Campanella aprirà le porte, il prossimo venerdì 14 giugno alle h 18:00, all’inaugurazione della ricca kermesse culturale, organizzata dalla Cooperativa Soc. I-Chora in collaborazione con il coordinamento reggino di Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie.
Il titolo che dà il nome alla stagione di incontri, è tratto dall’omonimo film d’inchiesta diretto da Giuseppe Ferrara, a sua volta ispirato al celebre libro di Leonardo Sciascia “Il giorno della civetta”. Il sasso in bocca, calcando le scene dei set, porta a conoscenza del grande pubblico l’usanza barbara e mafiosa di tappare la bocca a chi osa aprirla, anche timidamente; segnando il confine, sebbene a tinte fosche, tra omertà e denuncia, tra ciò che può essere detto e ciò che va taciuto. Astraendo di poco, si può notare come lo slogan utilizzato miri ad accostare le parole ai sassi, alle pietre, per prendere in prestito l’espressione di Carlo Levi. Grevi e ruvide, per certi versi, memori e durature, per altri. Le parole alla base del nostro linguaggio hanno una straordinaria carica umana ed emozionale; stigmatizzando un concetto: le parole appaiono come la pelle dei nostri pensieri, che dall’universale mondo delle idee si traslano sul piano del reale e quindi dell’espressione. Le Parole maleducate, di maniera, dotte, banali, di plastica o di pancia, al vento o su un foglio, dettano le linee guida di quelle che saranno le nostre azioni e le conseguenti contr-azioni in chi ascolta. Per questo motivo è importante comunicare bene, perché chi lo fa, comunica se stesso. Pertanto l’obiettivo di questa rassegna è capire dal racconto degli stessi scrittori, la vita delle loro opere, delle loro parole, secondo il tematico fil rouge della legalità. Legalità tanto inflazionata quanto tradita.  Si valuti, inoltre, il binomio pietre-parole a proposito della Memoria. Lo stesso artista tedesco Gunter Demnig realizzò i suoi stolperstein, le sue pietre d’inciampo, in ricordo dei cittadini deportati nei campi di streminio nazisti, nel 1995,  partendo da Colonia fino ad arrivare in Italia, a Roma, nel 2012, come nella più antica prassi del popolo di Abramo e Mosè. L’asse tracciato allora pare quasi un sillogismo: parole- pietre- memoria, da cui trae origine la rassegna letteraria che vedrà l’avvicendarsi di numerosi personaggi: il 14 giugno sarà il momento di Mimmo Gangemi, giornalista e scrittore, il cui libro il Giudice Meschino, sta dando linfa all’omonima fiction che si sta girando in Calabria per Rai1; il 21 giugno ci sarà ospite Claudio Cordova, redattore responsabile de Il Dispaccio ed autore de Il sistema Reggio, suo ultimo lavoro; per il mese di luglio, invece, interverranno: il 5 Fabio Buonofiglio, autore di Ndrangheta (ex) padrona e giornalista di Altre Pagine; il 12 Nino Amadore, eminente giornalista del Dorso Sud de Il Sole 24-Ore ed autore di testi di successo come La Calabria sottosopra; il 19 toccherà a Francesca Chirico, autrice di Io parlo e redattore dell’archivio web multimediale di Stop ‘ndrangheta. Chiuderanno questa prima fase di appuntamenti:  l’insigne inviato de L’Espresso Lirio Abate, l’1 agosto, con il suo urlo intitolato Fimmini Ribelli;  mentre il 6, sarà la volta di Enzo Ciconte, scrittore del recentissimo Politici e malandrini ed autorevole docente universitario di Storia della criminalità organizzata. Non resta quindi che assaporare il piacere di queste buone letture in compagnia dei loro autori, cercando di portare a casa una fetta di sapere in più, da diffondere responsabilmente nel quotidiano, perché si affermi non a chiacchiere, ma mediante gesti autentici, la cultura e la pratica della legalità

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