Il Turismo delle tre esse: Sociale, Sostenibile e Solidale

Queste le attuali forme di turismo emergenti riscontrate al recente convegno bresciano dal tema "Turismo: povertà e sviluppo. Come il turismo responsabile può influire sulla riduzione della povertà".
Alfredo Somoza, presidente AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile), introducendo i lavori ha affermato che dal 2002, come risultato della Dichiarazione di Quebec sull'ecoturismo e successivamente dal Summit mondiale dello Sviluppo sostenibile di Johannesburg, il turismo è stato dichiarato per la prima volta nei documenti ufficiali ONU "strumento per lo sviluppo sostenibile e come attività economica produttiva volta ad alleviare la povertà nei Paesi del Sud del Mondo".Ciò ha prodotto un cambiamento nel considerare il turismo non più come la "cenerentola" dei settori produttivi ma come mezzo di sviluppo per i Paesi del Sud del Mondo e di riduzione della povertà. Il ruolo del Turismo Sociale, come turismo consapevole, non per i poveri, ma attento al contesto in cui si pone è stato al centro dell'intervento di Luigi Bandiera, presidente Forum delle Associazioni di Promozione del Turismo Sociale. Riprendendo Norberto Tonini (presidente del BITS, Bureau International du Tourisme Social) che ha sintetizzato il codice etico del turismo con le tre "esse": "turismo Sociale, turismo Sostenibile, turismo Solidale, ovvero: turismo sociale significa turismo di tutti, turismo sostenibile significa turismo per tutti, turismo solidale significa turismo con tutti", Bandiera ha sottolineato l'importanza del territorio e dell'ambiente come asset fondamentale per attrarre il turista, il ruolo fondamentale dell'educazione nel campo del turismo per i giovani. Interpretare i cambiamenti in atto per fare azioni concrete verso la sostenibilità del turismo, il turismo come sistema riconosciuto e condiviso e l'importanza della collaborazione tra i vari attori del processo turistico sono le nuove sfide per il futuro del settore secondo Bandiera.L'intervento dell'antropologo Duccio Canestrini, docente all'Università di Lucca e di Trento ha riguardato il comportamento del turista analizzando i contrasti tra immaginario del turista occidentale e le realtà delle destinazioni. Attraverso alcune foto e vignette si è evidenziato il concetto di etnicità, dell'etica dello svago, dell'immaginario occidentale, del turismo come evasione dal lavoro, del turismo come festa della società industriale. "Nella pratica interculturale - ha affermato l'antropologo - occorre essere capaci di relativizzare la propria cultura (relativismo culturale) superando l'etnocentrismo, ossia il sentimento di chi considera la propria cultura, con le sue proprie caratteristiche e soprattutto valori, "al di sopra" di altre culture". Per iniziare un dialogo interculturale occorre liberarsi dei propri pregiudizi e dagli stereotipi ad essi collegati - ha concluso Canestrini.La professoressa Santagostino dell'Università Cattolica di Brescia ha evidenziato il rapporto tra Turismo responsabile e Marketing attraverso una ricerca condotta da Centrimark. La ricerca ha evidenziato tra l'altro l'attenzione della domanda e dell'offerta verso nuovi temi e nuovi valori ma anche il rischio attuale dello scarso orientamento al marketing degli operatori di Turismo Responsabile. I primi risultati della ricerca hanno mostrato il difficile rapporto tra turismo responsabile e il mercato turistico sia dal lato della domanda che dell'offerta. La Santagostino ha concluso infine sottolineando l'importanza dell'Università come motore di cambiamento e sviluppo attraverso la formazione e la ricerca.L'importanza della geografia del turismo, i concetti reddito e tempo libero, l'immagine di una destinazione, su come essa viene comunicata e percepita è stata sottolineata da Giuseppe Staluppi, direttore del Dipartimento di Studi Sociali Università degli Studi di Brescia, che ha concluso il convegno.Marcello Notarianni