La grazia francescana ispirò Thomas Lizst

Scoprendo la vita e le opere di San Francesco da Paola e la moltitudine di epigoni che ha incontrato, specialmente nel periodo rinascimentale e nell’ottocento, vale il principio dell’eruzione gesuita: “La vita di un Santo è come un fertilizzante che si propala nell’infinita del tempo “.
Ancora non sono tanti quelli che conoscono la dedizione che uno dei più grandi musicisti dell’impero austroungarico, Thomas Lizst,

Thomas Lizst

dimostro verso la figura di Francesco tanto da sceglierla, insieme al Santo d’Assisi, come soggetto di due delle sue opere più struggenti, create nel periodo del misticismo.
L’ode a San Francesco di Paola che cammina sulle acque fu composta da Lizst durante il periodo di fervore religioso .
Lo straordinario musicista ungherese si era avvicinato alla fede tanto di ricevere la tonsura e gli ordini minori , sino a diventare terziario francescano.
In quegli anni  molti lo chiamavano Abate Lizst, tanto si era strutturata la sua vocazione diventando assorbente e dettandone i contenuti musicali, più ancora della conversione del Manzoni che fu un altro momento cruciale del diciannovesimo secoli.
Erano i primi anni del 1860 e Lizst era già riconosciuto come uno dei più grandi compositori del pianeta.
Anni prima aveva composto autentici capolavori come il poema sinfonico Mazeppa, La Sonata , il Totetanz.
Il genio magiaro scelse i due Francesco, per le sue due odi con un richiamo onomatopeico e cementificando l’umiltà del patrono d’Italia con lo spirito della carità del fondatore dei minimi Del patrono calabrese rimase affascinato per la complessità della sua vita e per la somiglianza die suoi miracoli con quelli del Cristo: le resurrezioni, innanzitutto, e il camminar sulle acque come il Maestro.

San Francesco da Paola

Lo spartito sembra ripercorrere nelle note la gestalt francescana , la grazia umile e misericordiosa che si eleva e diventa spirito annullando ogni differenza gravitale e unendosi a Dio.
Un andante che raggiunge alcune note maggiori e che ritorna nella triade del sol mi , quasi a voler rappresentare la discesa del Santo tra le acque.
E’ la scena che rapisce Lizst: un uomo misericordioso raggiunge l’ascesi totale confondendosi con Cristo e arrivando a fare ciò che solo Lui e Mosè nella storia avevano fatto.
L’amore per la figura di Francesco non si fermò solo alla sua immagine
L’”abate” ungherese ebbe modo anche di andare a visitare Alfonso Rendano, a Carolei, quasi a simboleggiare il suo rapporto con la Calabria e con Cosenza , confrontandosi con il musicista cosentino ed omaggiandolo.
La testimonianza dello spartito è un’aggiunta di prestigio all’ideatore della Charitas che la Francia ama ed a cui i tedeschi trapiantati dall’Italia hanno persino dedicato una famosa birra.
La grandezza di Francesco da Paola, la sua metafisica funzione di dotto ispiratore della carità sono perle disseminate lungo l’arco dell’Italia, della Francia.
Di questo imitator Christi, la cui Basilica sovrasta da secoli una delle Piazze più belle del mondo, a Napoli , rimane il lievito di sapienza e di umanità che appartiene in primo luogo ai calabresi e alla loro capacità di renderne attuale e visibile l’opera.

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