La Pasqua in Italia

Paolo VeroneseVisitare l’Italia nel periodo di Pasqua è un’occasione da non perdere: da Nord a Sud, paesi e città sono invasi da feste popolari, processioni, riti religiosi, rappresentazioni sacre, sagre e tradizioni folcloristiche che ricordano la Passione di Cristo.
Nel corso della Settimana Santa vengono rappresentati, di volta in volta: l’Ultima Cena, la Lavanda dei Piedi, il Trasferimento all’Orto del Getsemani, il tradimento di Giuda con la cattura di Gesù, il processo, il Calvario, la morte di Gesù, la Deposizione, la Sepoltura e la Resurrezione.
Il Giovedì Santo (24 marzo) è la serata dedicata alla “celebrazione eucaristica” con la visita ai Sepolcri (il Sepolcro racchiude il Corpo di Cristo) che vengono realizzati in ogni parrocchia. Il momento ricorda la ricorrenza dell’Ultima Cena.

Il Venerdì Santo è il giorno di lutto assoluto, le strade si illuminano di fiaccole e vengono attraversate da svariate processioni e vie crucis.
Il Sabato Santo a mezzanotte le campane annunciano al popolo la Resurrezione: momento di grande gioia che ha il suo culmine nella Domenica. Dopo il lungo periodo di Quaresima si consuma l’agnello pasquale e si distribuiscono uova e dolci a forma di colomba. L’uovo, simbolo della vita che si rinnova e auspicio di fecondità, è collegato al significato della Pasqua come la festa della primavera e del rifiorire della natura.

Tante quindi le manifestazioni in tutta Italia.
Nel Nord, da non perdere a Bormio (Sondrio), la tradizione dei Pasquali: si tratta di un vero e proprio rito propiziatorio per l’arrivo della primavera, durante il quale vengono benedetti 5 agnellini, al contempo, si svolgono anche gare tra le contrade.
Spostandoci nel centro-nord, tra le celebrazioni pasquali che hanno come protagonista l’uovo ricordiamo quella di Urbania (Pesaro), dove si svolge il gioco chiamato “Punta e cul”, ispirato ad antiche usanze contadine, e la Sagra e il Palio dell’uovo a Tredozio (prov. Forlì) con giochi, battaglie e sfilate di carri allegorici.

La colomba è invece protagonista della famosa celebrazione dello Scoppio del Carro a Firenze, che risale ai tempi della prima crociata. Un  carro viene trasportato da buoi bianchi dal Piazzale del Prato fino al Duomo di Firenze e una colomba, che altro non è che un razzo dalle sembianze di un bianco piccione, incendia i fuochi d’artificio contenuti nel carro. La tradizione vuol che se lo scoppio risulta perfetto per Firenze si preannuncia un anno positivo.
In Abruzzo, a Sulmona, per la Pasqua si rinnova il rito di origine medievale della “Madonna che scappa” che si svolge tra l’acquedotto romano e il Monte Marrone, nel Parco Nazionale della Maiella; un corteo festoso percorre le vie della città accompagnato dal suono delle campane e dai fuochi d’artificio.

Caratteristica anche la settimana Santa nelle due isole del Golfo di Napoli, Procida e Ischia, con celebrazioni di antiche origini. In particolare a Ischia  ricordiamo la Corsa dell’Angelo che si svolge a Forio e risale al 1600: la rappresentazione riproduce il momento dell’incontro tra la Madonna e il Figlio Risorto.
Scendendo in Puglia, ricca di fascino è la Settimana Santa di Ruvo (Bari), con suggestive  processioni che datano al 1600.
Anche in Calabria a dominare sono le tradizioni e la cultura popolare. È così a Civita e a Frascineto, dove si tengono le Vallje, danze e canti popolari in Arbresh (arbëreshë), canti in albanese, che, composti nell’ottocento, si ritrovano anche nella processione del Venerdì Santo a Spezzano Albanese (CS).
In Sardegna i riti della Settimana Santa sono molto suggestivi, tra i più peculiari, c’è il rito della Scrocifissione a Oliena (Nuoro): uomini e donne vanno alla ricerca del Cristo Risorto facendo tappa in tutte le chiese del paese tutti i giorni fino al Sabato quando la statua del cristo viene ritrovata.

Anche la Sicilia partecipa alle festività pasquali con riti derivanti da usi e costumi locali, da antichissime e radicate tradizioni. Pellegrinaggi e cortei di uomini o di animali mascherati sfilano per le strade delle città. Grande è la partecipazione di tutto il popolo che vive in prima persona le processioni e le sacre rappresentazioni. Da non perdere i riti risalenti al tempo della dominazione spagnola di Enna, La Real maestranza a Caltanissetta, la processione dei Misteri a Trapani e le celebrazioni a Prizzi e a Adrano, in cui compaiono le maschere della Morte e dei Demoni.

Per tutti coloro che durante la settimana santa visiteranno Roma, da non perdere assolutamente la suggestiva via Crucis e la Santa Messa nella domenica di Pasqua nella suggestiva cornice di San Pietro.

Autore dell'articolo: TurismoSociale