L’AgenSIR e il volto umano dell’altro Francesco

Sarebbe più giusto dire che Francesco Totti e il Sir, il Servizio di Informazione Religiosa si sono scoperti a vicenda ma in fondo, si conoscevano già. Parliamo di un “incontro” avvenuto a margine della consegna a Milano del Premio Facchetti – il bello del calcio, che ha visto vincere proprio il capitano della Roma. Fedeltà alla maglia. Impegno nel sociale. Queste, in sintesi, le motivazioni scritte da Gianfelice Facchetti per cui Francesco Totti,  a 20 anni dal suo primo gol, riceve il Premio. Il capitano della Roma è emozionato quando sale sul palco e ringrazia la famiglia Facchetti, che è presente anche con i bambini, i nipoti di Giacinto, di tre e cinque anni. Ad attenderlo il direttore della Gazzetta dello sport Andrea Monti.  In sala il presidente del Coni Giovanni Malagò, il presidente della Figc Carlo Tavecchio, l’ex ct della Nazionale Marcello Lippi, Adriano Galliani, Claudio Lotito. Il gotha del calcio rende omaggio ad uno dei suoi protagonisti sul campo. Ciò che succede fuori dal rettangolo di gioco è lo stesso Totti ad accennarlo dopo aver affermato di voler donare l’assegno di 10.000 € del Premio Facchetti il bello del calcio all’ospedale pediatrico Bambino Gesù: “Desidero aiutare chi è in difficoltà. Un gesto che mi gratifica me prima di tutto. Sono numerose le iniziative benefiche portate avanti dal capitano della Roma ma mi piace farlo privatamente. Aiutare chi ha più bisogno di aiuto senza troppi clamori. C’è una fondazione del Coni con cui collaboro. Ma appunto, con semplicità. Dopo la premiazione Totti ha insistito per salutare un ragazzo malato di distrofia muscolare che era in sala e aveva difficoltà a raggiungere. Il capitano ha regalato alla Fondazione Cannavò una sua maglia autografata che sarà venduta per devolvere in beneficenza il ricavato.

Un’immagine privata differente da quella grintosa, talvolta esuberante del Totti calciatore che avvicina l’uomo ai principi religiosi comunque umanamente condivisi. Così come il suo “omonimo” e quasi concittadino Papa Francesco è un’icona di sensibilità e unità familiare (parla anche della preoccupazione nel portare i figli allo stadio stigmatizzando ogni forma di violenza). Il Francesco Totti “privato” è sicuramente il messaggio che l’Agensir, l’agenzia di stampa dei vescovi, ha colto e che vuole diffondere. Sarebbe bello che sempre di più gli organi di stampa cattolici parlassero di un’altra “fede”, quella sportiva, soprattutto se attraverso i gesti di un campione veicola messaggi che si conciliano alla fede cristiana. Perché anche papa Francesco, ha parlato spesso della responsabilità degli sportivi e Totti, forse, sotto questo aspetto, adesso ha una responsabilità in più.

Autore dell'articolo: TurismoSociale

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