Monte Sole Bike Group

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Domani 25 maggio parte la V edizione del nostro festival, vi aspettiamo numerosi in piazza Re Enzo a Bologna, nel frattempo vi lasciamo con un’intervista degli studenti del Corso di Alta Formazione in Marketing e Comunicazione dei Consumi Sostenibili, promosso da Ces.Co.Com, Università di Bologna.

Questa V Edizione di IT.A.CÀ è molto in sinergia con la mitica due ruote tra il Contest #itacanbici, itinerari di cicloturismo ed convegni sulla bicicletta di conseguenza ne parliamo anche con le realtà che promuovono la bici come mezzo sostenibile e il movimento lento e ne fanno il loro simbolo di sensibilizzazione!

Oggi vi presentiamo il Monte Sole Bike Group, un’associazione che nasce a Bologna nel 1985 dall’esigenza di alcuni ciclisti, alpinisti e sportivi in genere che vedono nella mountain bike uno strumento innovativo e versatile, che consente di praticare uno sport all’aria aperta, lontano dal traffico motorizzato. La loro storia, così come l’approccio alla bicicletta, si evolve nel tempo coinvolgendo ciclisti di tutte le fasce d’età.

1. La bici può essere considerato il mezzo per antonomasia del turismo responsabile?

Sì, senza dubbio, la bicicletta non inquina, non fa rumore, non occupa molto spazio se non per poco più di quello che occuperebbe il solo conducente. Permette semplicemente di potenziare le capacità umane, estendendo il limite che l’individuo da solo può raggiungere. La bicicletta entra in punta di piedi nei luoghi che va a visitare.

Per essere completa la bicicletta ha però bisogno del treno, l’intermodalità treno+bici è condizione imprescindibile per il cicloturismo.

2. Come è cambiata negli anni l’immagine della nostra amica bicicletta?

Fortunatamente è cambiata in meglio, c’è grande attenzione al mondo della bicicletta. A volte è un’attenzione interessata, ma non importa, basta che se ne parli e soprattutto che si arrivi finalmente a considerarla un mezzo di locomozione e non un semplice divertimento per il tempo libero.

3. Si può parlare di turismo responsabile riferito ai vostri tour?

Rispondiamo a questa domanda con le stesse ragioni che ci hanno spinto ad aderire alla Rete Mobilità Nuova e alla manifestazione “L’Italia cambia strada” a Milano il 4 maggio 2013: “Il Monte Sole Bike Group – FIAB Bologna pratica il cicloturismo da 27 anni. Nel farlo ha sempre avuto ben chiara un’idea: il rispetto della natura e dell’ambiente. Per questo, nonostante le difficoltà, ha sempre anteposto l’utilizzo del treno al mezzo a motore negli spostamenti che la bicicletta da sola non può compiere.”

Aggiungiamo che la nostra associazione si è sempre impegnata a cercare di capire, di raccontare, di conoscere i luoghi che con la bicicletta raggiunge.

4. Quale viaggio in bicicletta consigliereste ai nostri lettori?

In bicicletta qualunque viaggio è consigliato. Quando si viaggia in aereo, o in auto ci si trova paracadutati in una realtà lontana, che si vede come di fronte allo schermo di un televisore. Quindi si può giudicare bello o brutto ciò che si vede come fosse un programma televisivo. In bicicletta si vive il paesaggio che si attraversa, se ne percepiscono gli odori, le sensazioni epidermiche, si conquista con fatica la meta, si incontrano le persone. Anche il posto più piccolo e insignificante può essere degno di memoria perché lo si vive pienamente. Ci sono luoghi di immensa bellezza a pochi passi dalle nostre città, basta pensare alle nostre colline che da anni frequentiamo nelle nostre gite, sempre imparando qualcosa di nuovo o alla Ciclovia della Seta, il percorso storico studiato dalla nostra associazione che unisce Venezia a Livorno. Infine vogliamo citare la rete Bicitalia promossa da FIAB che ha il compito di individuare i percorsi nel nostro paese e di renderli sempre più ciclabili.

5. In Italia esiste una coscienza politica/sociale sul ruolo della bicicletta come nei paesi del nord Europa? (piste ciclabili, cultura della bicicletta, concetto di movimento dolce ecc….)

Ci stiamo arrivando, con grande fatica ma siamo fiduciosi di poterci arrivare. Per farlo è necessario un cambio di mentalità: fino ad oggi le esigenze del traffico motorizzato sono state al centro dell’attenzione, bisogna imparare ad ascoltare anche le esigenze di chi si sposta in bicicletta. Un esempio bolognese: è da poco che le piste ciclabili sono rientrate nel piano di manutenzione ordinaria delle strade, questo significa che gli interventi di ripristino prima erano considerati straordinari mentre ora è possibile intervenire con una semplice segnalazione del cittadino. E’ qui che sta avvenendo e deve continuare ad avvenire il cambio di mentalità, i ciclisti devono far sentire all’Amministrazione la loro presenza e le loro esigenze, e l’Amministrazione deve imparare ad ascoltare queste esigenze.

Blog IT.A.CÀ
Gli studenti del CAF 

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Autore dell'articolo: TurismoSociale

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