Nuvole bianche, sopra il cielo di Napoli

Sentire che dal petto sale come un gonfiore e la voglia di lasciare fluire le emozioni. Questo il filo conduttore che ci ha seguito nel
week end di Muoversi a Napoli 2013. Seguire il filo dei progetti e perdersi in una Napoli assolata. La carica emotiva che ci hanno trasmesso gli incontri e le persone di questi due giorni sono un piccolo detonatore.
Padre Alex Zanotelli in chiacchiera libera al quartiere Sanità ci ha incitati a credere in un altro turismo, ad investire nella nostra Italia, a perseverare nella coerenza dei propri ideali, di iniziare a rivolgere lo sguardo oltre che al sud del mondo al nostro Sud, alle periferie, alle storie di coraggio e resistenza nei territori.
L’Italia che vive di buon turismo, un sogno a portata di volontà.
A San Giovanni al Porto, Carmela ci ha raccontato storie di ragazzi, ridare il sorriso e la speranza, oltre alle apparenze lavorare sui contenuti ed azioni quotidiane. I “figli in famiglia” sono una piccola oasi di amore in mezzo al cemento e al degrado, dove ognuno può ritagliarsi il proprio attimo di celebrità, essere per gli altri e con gli altri.
In viaggio verso Castelvolturno, la domenica, arriviamo alla “Casa del Bambino”. Tutti in cerchio e Filippo ci lancia un segnale di stanchezza di sofferenza per un territorio ferito a morte, la speranza sono attimi di luce e di azione relazionale, per dei ragazzi che non hanno nulla, figli di un sogno spento in un frammento di tempo. Un buco nero di territorio, inquinato e deriso. Dalla coop AltriOrizzonti tocchiamo la stoffa africana che si trasforma con arte e volontà in vestiti, i dettagli
sorriso delle donne è travolgente, essere impresa è dura, ma lasciare tracce e costruire reti di relazioni è la parola d’ordine, nero-bianco-nero e mille tracce di
Organizzata, in volata verso Casal di Principe, in auto in un deserto di cemento, terra e asfalto arriviamo in questo borgo piacevole. Peppe inizia, come un torrente in piena, il suo fluire di parole e storie, i matti che abitano sopra al primo piano, il ristorante che serve squisitezze, il percorso di fatica per vendere il “Pacco” , da 300 a 14000 pezzi nel giro di 7 anni, un successo. Dentro il pacco di tutto, da gustare da leggere da respirare. NCO va avanti con mille progetti e
voglia di rendere fertile ciò che ancora di buono c’è, 4 raccolti all’anno sono una storia di terre da recuperare e preservare.
Ci salutiamo ognuno sperso a recuperare il suo mezzo per tornare alle proprie dimore. Ma un pezzo di noi vaga, quasi disperato, tra Napoli e i suoi quartieri, Castelvolturno e Casaldiprincipe. Cerca di capire come dare un piccolo contributo di relazione a chi ci ha chiesto di rimanere in contatto, la rete imbriglia e fa sognare. Tutti. Inesorabilmente.

Enrico

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