Palmanova-Aquileia-Cividale del Friuli: un itinerario d’arte, storia e sapori – parte 2

Dopo la prima tappa a Palmanova, siamo pronti per proseguire il nostro tour da blogger per caso!

Il sabato mattina si prospetta intenso: dopo aver ritirato le FVG Card all’Infopoint, ci aspetta una passeggiata in compagnia di Elena, una giovane, bella, ma soprattutto preparatissima archeologa che ci guida alla scoperta di Aquileia, patrimonio Unesco dal 1998 e tra i più importanti siti archeologici dell’Italia Settentrionale.

Con lei ci addentriamo nella storia di questa importante colonia romana, a partire dal suo nome, che non deriva da aquila, come si potrebbe pensare, bensì da acqua, per le numerose falde acquifere sotterranee ma soprattutto per il fiume Natiso cum Turro, ora scomparso, ma all’epoca largo 48 metri e navigabile per 10 km, su cui i Romani avevano costruito un porto fluviale di importanza strategica per il trasporto di merci dal mare verso il nord e l’oriente. Insomma, un vero centro nevralgico dell’Impero Romano!

Con Elena percorriamo il perimetro dell’antico Foro di Aquileia, e ci addentriamo nella zona del Porto Fluviale, lungo la Via Sacra, restando ammirati (ancora una volta) di fronte alla grande maestria ingegneristica dei Romani. Se non avete possibilità di fare una visita guidata ad Aquileia, vi consiglio comunque di approfittare delle audioguide dell’Aquileia Walking Tour, per apprezzare a pieno la passeggiata in quest’area archeologica di grande suggestione.

L'antico porto fluviale di Aquileia

L’antico porto fluviale di Aquileia

Ci dirigiamo poi verso Piazza Capitolo, sulla quale si affaccia un vero gioiello d’arte e storia: il complesso monumentale paleocristiano, con la spettacolare Basilica patriarcale di Santa Maria Assunta, tra le più antiche chiese d’Europa. Il suo mosaico pavimentale (risalente al 313 d.C.) è unico al mondo per dimensioni e ricchezza di simbologia. Con l’aiuto di Elena scorgiamo in questo enorme tappeto di tessere le figure dell’accoglienza, ovvero i volti dei probabili finanziatori della costruzione della Basilica (prevalentemente donne!); e poi i principali episodi della storia di Giona, la simbologia del gallo e della tartaruga (luce vs tenebre!), il buon pastore, e ancora un’infinità di specie animali portatrici di precisi significati religiosi nell’epoca paleocristiana. Bellissimi mosaici sono visibili anche nella Süd Halle (Aula Meridionale del Battistero), tra cui uno spettacolare pavone, e all’ingresso del Campanile, guardando verso il basso, prima di iniziare la ripida scalata che porta fino a 73 metri di altezza…noi ce la siamo sentita!

Basilica e vista dal Campanile

Basilica e vista dal Campanile

Al termine del nostro tour guidato restiamo ancora un po’ in Piazza Capitolo, punto nevralgico della città. Anche qui fervono i preparativi per la Unesco Cities Marathon del giorno dopo: ad Aquileia ci sarà l’arrivo dei maratoneti! Proprio qui in piazza incontriamo uno degli organizzatori dell’evento, che ci racconta come questa iniziativa sia nata quasi per caso (dopo aver scoperto che tra Cividale del Friuli e Aquileia ci sono esattamente 42 km, ovvero la distanza ideale per una maratona), ma come oggi stia assumendo una rilevanza turistica, oltre che sportiva. Beh, d’altra parte è proprio il fil rouge del nostro itinerario! I partecipanti previsti per questa seconda edizione sono circa 700: dobbiamo dunque prepararci ad essere travolti da un fiume di maratoneti il giorno dopo a Cividale del Friuli!

Relax intorno alla Basilica

Relax intorno alla Basilica

Il nostro pranzo questa volta è più veloce ma altrettanto gustoso: poco distante da Piazza Capitolo c’è l’Augusta MusiCafè, un fast food di ispirazione slow, dove ci si può ristorare con piatti locali e ottimi panini a km 0. Se invece avete un po’ più di tempo, potreste andare a tavola con gli antichi romani…dove? Ad esempio al ristorante La Colombara, dove il proprietario ci ha raccontato di un lungo lavoro di recupero di ricette antiche, un’iniziativa sicuramente originale per offrire ai turisti un’esperienza diversa del territorio e della sua storia. Prenotando con un po’ di anticipo (se siete almeno in 10 è meglio), potrete sperimentare pranzi o cene a base di antiche pietanze romane…noi lo faremo sicuramente la prossima volta!

Ultimo suggerimento enogastronomico: la Taberna Marciani, nelle vicinanze del Museo Archeologico Nazionale, dove si può rivivere l’atmosfera di una tipica taberna romana. Il locale prende il nome da Marciano, oste aquileiese del II sec d.C.; l’arredamento, curato nei minimi dettagli, declina in chiave moderna elementi dell’antichità, un luogo davvero piacevole dove assaporare prodotti locali: taglieri freddi ma soprattutto un’ampia selezione di vini del territorio, tra cui il Refosco, lo Schioppettino, il Picolit e il Verduzzo.

Taberna Marciani ad Aquileia

Taberna Marciani ad Aquileia

 Nella Taberna Marciani siamo stati ospiti di Emanuele, che potremmo definire l’anima più giovane e proattiva di Aquileia dal punto di vista della promozione di questo territorio attraverso iniziative di vario genere. Una per tutte, Tempora in Aquileia: una rievocazione storica romano-celtica, animata da 600 rievocatori provenienti da tutta Europa, e che nella scorsa edizione ha contato circa 30.000 presenze durante i 3 giorni dell’evento. La prossima si svolgerà dal 20 al 22 giugno 2014: davvero una buona occasione per organizzare una visita alla città, con full immersion tra storia, tradizioni e leggende dell’Aquileia antica!

Prima di lasciare la città c’è un’ultima cosa da fare: provare ad incontrare il fumettista Francesco Tullio Altan, noto ai più come l’ideatore della celebre Pimpa, e che abbiamo scoperto vivere ad Aquileia! Già fantastichiamo sulle domande da fargli, su bozzetti e tavole inedite che magari può farci vedere…ma sfortunatamente al telefono non ci ha risposto nessuno. Ci hanno poi detto che era in Brasile in quei giorni. Che gran peccato!

Altan e i suoi personaggi - foto da blog.letteraltura.it

Altan e i suoi personaggi

Intanto si è fatta quasi sera, ed è tempo di partire, di andare verso nord, e verso il confine. La destinazione ormai la conoscete: Cividale del Friuli!

Forse perché ho sempre pensato al Friuli più come montagna che mare, arrivando a Cividale ho avuto subito la sensazione di essere in un luogo familiare, caro alla mia immaginazione. Se dovessi descrivere con una metafora ciascuna città del nostro itinerario, direi che Palmanova è un piccolo scrigno pieno di soprese, Aquileia una sorprendente caccia al tesoro, Cividale del Friuli un’inaspettata collezione di pietre preziose.

Ci accoglie un’aria frizzantina, in questa cittadina sul fiume Natisone. È quasi sera, e ci dirigiamo subito alla Casa del Poeta, un piccolo appartamento in pieno centro che abbiamo prenotato per la notte. Lasciate le valigie, usciamo per una prima ricognizione e per la cena: anche in questo caso scegliamo un ristorante tipico, “Al Monastero”, per gustare ancora una volta i cjalcions e altre delizie! Un breve giro nella suggestiva ed elegante Cividale notturna e poi a riposare, il giorno dopo sveglia di buon’ora per non perdere la partenza della maratona!

[continua…]

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