Pedalalenta

Cari amici di IT.A.CÀ come avevamo annunciato in un post precedente oggi pubblichiamo la prima intervista fatta dagli studenti del CAF – Corso di Alta Formazione in Marketing e Comunicazione dei Consumi Sostenibili, promosso da Ces.Co.Com (Università di Bologna) a realtà e associazioni che si occupano di turismo responsabile e sostenibilità.

Quindi diamo il via a questa collaborazione lasciandovi al vostro weekend con un’intervista ad Andrea Ballandi, presidente dell’Associazione I Pedalalenta che dal 2001 promuovono sul territorio di Castel Maggiore (BO) l’uso della bicicletta lungo tragitti percorribili da tutti senza particolari doti agonistiche.

Pedalalenta lavorano per tracciare percorsi, per ricavare itinerari nel paesaggio urbano, per una città pedalabile. Sostengono la bicicletta come mezzo di trasporto, di socializzazione, di rispetto e di cultura; non credono nell’agonismo fine a sé stesso, del primo che arriva, ma supportano la logica del gruppo, dell’esperienza condivisa e dell’aiuto reciproco. I Pedalalenta sono per la bicicletta quello che lo slow-food è per il cibo, il gusto del e nel fare, l’assaporare i momenti, il vivere ad un’altra velocità.

1. La bici può essere considerato il mezzo per antonomasia del turismo responsabile?

Definirla “mezzo per antonomasia del turismo responsabile” potrebbe essere una visione decisamente egocentrica, pardon, ciclocentrica. E’ sicuramente candidata, per le sue caratteristiche di basso impatto ambientale ed alto impatto emozionale, ad uno dei ruoli di protagonista, in uno scenario nel quale tutti gli attori danno il meglio di sé proprio quando collaborano tra loro in una rete di reciproci scambi.

2. Come è cambiata negli anni l’immagine della nostra amica bicicletta?

L’immagine della bicicletta è in costante evoluzione e segue filoni molto differenti tra di loro. Uno dei filoni sui quali lavoriamo da sempre è la quotidianizzazione del mezzo ciclistico. La nostra missione, sottolineata anche nel nostro slogan ”ciclismo quotidiano“, è quella di dare un’immagine della bicicletta come di un mezzo utilizzabile a trecentosessanta gradi e perfetta trecentosessantacinque giorni l’anno, sia che ci si vada al lavoro, in vacanza, a scuola, a passeggio, a far compere, a prendere un aperitivo con gli amici.

3. Si può parlare di turismo responsabile riferito ai vostri tour?

Speriamo proprio! Altrimenti saremmo sulla strada sbagliata.

4. Quale viaggio in bicicletta consigliereste ai nostri lettori?

Decisamente “la via del Mare“, il percorso che proponiamo quasi ogni anno che unisce Bologna al Mare Adriatico in due giorni trascorsi a contatto con la natura, tra i fenicotteri e la storia (dai moti garibaldini alle bonifiche del delta padano). Percorso che poi, visto che tocca alcune fra le principali direttive ciclistiche Nord/Sud, può essere esteso da un lato fino a Ferrara e Venezia, dall’altro fino a Ravenna e a tutta la riviera romagnola e marchigiana.

5. In Italia esiste una coscienza politica/sociale sul ruolo della bicicletta come nei paesi del nord Europa? (piste ciclabili, cultura della bicicletta, concetto di movimento dolce ecc….)

I paesi del Nord Europa sono decisamente più avanzati di noi, sia dal punto di vista organizzativo (pensiamo all’immensa rete ciclabile tracciata da ANWB in Olanda) che culturale (basta vedere la strategicità che il trasporto ciclistico ricopre nella considerazione degli utenti della strada e dei politici dei paesi settentrionali e il rispetto che viene riservato ai ciclisti ed alle loro esigenze). Ma questo ci dà, anche se il ritardo è forte, un buon vantaggio: abbiamo tante esperienze alle quali ispirarci. C’è da dire che qualche timido segnale si sta vedendo anche da noi, pensiamo ai tentativi di pedonalizzazione del centro storico di Bologna (che dalla fase sperimentale dovrebbero entrare in una fase più organica) e le recentissime attenzioni che il Comune sta dedicando alla creazione di percorsi alternativi nel caso di indisponibilità delle ciclabili. Non è ancora abbastanza, ma crediamo che più la base dei cicloutenti si allargherà più le istituzioni non potranno fare a meno di iniziare a considerarci una grande opportunità da non trascurare.

Foto che al meglio rappresenti la vostra realtà •• I Pedalalenta sulla Via del Mare, davanti all’Ostello di Campotto.

Blog IT.A.CÀ
Gli studenti del CAF

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