Pesca, enogastronomia, turismo: la Merkel come anticipatrice

Dalla pesca al turismo, per poi passare al pesca turismo. Dall’agricoltura all’edilizia, per poi passare all’enogastronomia. Ad Ischia, nel corso del tempo, la società e l’economia sono cambiate insieme agli ischitani, che dapprima agricoltori e pescatori, si sono dedicati all’arte dell’accoglienza: il turismo. Che ha inevitabilmente segnato economia, paesaggio ed abitudini con il diffondersi degli hotel, dei ristoranti e di tutte quelle strutture che costellano l’universo imprenditoriale turistico isolano.

In una posizione geografica privilegiata, dalle mille risorse paesaggistiche e naturali, circondata dal mare, i turisti hanno vissuto ad Ischia stagioni indimenticabili per più motivi. Fondamentale la natura selvatica e incontaminata, le acque pulite, la cucina della cultura contadina e marinara, i vigneti dai quali sgorga il DOC, il sottosuolo magmatico, il clima, la socievolezza. All’aumentare dei flussi turistici, sono state fatte corrispondere in maniera esponenziale sempre più posti letto negli hotel. Ischia si converte all’edilizia, in modo particolare nella stagione invernale.

La crisi sopraggiunge. Le possibilità economiche e burocratiche di costruire vanno scemando fino all’epilogo dei giorni nostri, in attesa di un piano casa che molti ischitani auspicano ma che tarda ad arrivare, anche per causa di forze maggiori. Condono è ormai una parola che appartiene al passato, e il volerlo riapplicare suona ormai come un revival. La parola mediatica che ha la meglio ultimamente è piuttosto “demolizioni”, che non fanno neanche tanto più paura dopo lo spettacolo delle demolizioni naturali ad opera del terremoto.

L’illuminazione, l’input ad un turismo migliore, ci viene come in passato dalla Germania, da quei tedeschi fautori del turismo responsabile. Amante della natura, rispettoso, equilibrato, ecologico, disponibile. Non sempre facoltoso, soprattutto quando arrivano ad autobus. Ma i grandi hotel, si sa, si riempiono solo con grandi autobus. Ma ora che la qualità si misura con la quantità di natura a disposizione di un territorio, questi grandi hotel possono essere riempiti dagli europei tutti, che non sono molto diversi dai tedeschi né dal cancelliere che li rappresenta.

Angela Merkel stamane è uscita non in yacht, ma in peschereccio, ed ha goduto del mare, della brezza, dei pesci. Una goduria che si è prolungata ad ora di pranzo, tra una sauna ed un massaggio. Non abbiamo bisogno di molto altro cemento per fare turismo di qualità. I turisti, quelli intelligenti, cercano in un luogo paesaggi, tradizioni, cultura. A Sant’Angelo si è passati nei decenni dalla pesca al turismo. Una turista  che già frequentava il borgo durante le primavere, ancor prima di diventare personaggio politico tedesco, ha fatto riscoprire ai santangiolesi, e agli ischitani tutti, cosa vogliono davvero i turisti.

Dalla pesca al pescaturismo il passo è breve ed istintivo, forse inconsapevole. Accompagnare l’ospite in barca e pescare insieme la cena. Forse è un lusso che i pescatori locali non concederebbero a chiunque. Imbarcarsi su un peschereccio potrebbe essere un’opportunità riservata a pochi, almeno per ora. In questo pazzo mondo, le cose più semplici sono privilegi di lusso. Ecco perchè Ischia non è un’isola low cost, o per lo meno non è solo un’isola low cost. Ha le potenzialità per essere isola di lusso e non lo sa. E nemmeno sa che turismo ed enogastronomia di qualità si basano su agricoltura e pesca. Ma del resto anch’io sono ora alle prese con un computer e non con le reti. Invidiando la Merkel.

Fonte:  www.ischiablog.it