“PUTROPPO TI AMO”, PACINI E LA “SUA” SIENA

Siena e la sua storia, i monumenti, le tradizioni e l’arte. Potremmo prendere a modello la Maestà, opera del senese Duccio per raccontare con un aggettivo una fra le città toscane più importanti per cultura e ricchezza. Il Palio o le banche sono la grande anima di una Siena che ne nasconde altre, le custodisce nel quotidiano. Sfuggenti al cittadino travolto da una quotidianità distorta dal tempo, che scorre veloce, forse troppo. Le contraddizioni e le diverse angolazioni urbane di una Siena “vera” sono il cuore della nuova opera di Federico Pacini. “Purtroppo ti amo” edito da Quinlan è un gesto d’amore, un bisbiglio di rabbia che nel rumoroso silenzio di un presente decadente fissa il momento. Un campo di calcio solitario, un prato senza attori fra gli alti palazzi. Istantanea senza tempo come quel vecchio tavolo da ping pong in un oratorio vuoto, così come senza giocatori “vivono” il campo da tennis e quello di calcetto. Sono solo alcuni frammenti sportivi di un racconto fotografico fatto di volti e periferie, mestieri e insegne. L’arte di Siena è presente ma torna solo nella sua accezione turistica, confusa nella reale rappresentazione di luoghi che mostrati nel loro presente comunicano un passato e mandano un messaggio. “Purtroppo ti amo” è un atto d’amore e un buffetto di rimprovero da artista, Federico Pacini, senese, che settecento anni dopo la Maestà di Duccio regala con la sua fotografia una maestosa realtà. Le foto raccontano Siena ma, toltI i riferimenti inequivocabili alla città toscana, i temi sono universali e concentrici. Al termine della visone delle 114 foto di questa nuova raccolta serve tornare indietro, riguardare Siena per poi guardarsi intorno, con un occhio diverso.

http://www.aroundphotography.it/vetrina.asp?cod=28

http://www.federicopacini.it/biography/?lang=ENG

 

Autore dell'articolo: TurismoSociale

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