Racconto di viaggio. Rotellando con Costa Crociere

Oggi vi portiamo in viaggio a bordo di Costa Fascinosa insieme a Fabrizio, alias Rotex, un nostro nuovo crocierista che vi avevamo già presentato in un precedente post. Rotex vive a Villadossola (Vb) e di mestiere è Responsabile delle Risorse Umane in un consorzio della sua provincia. È affetto da osteogenesi imperfetta ma ha una  malattia

ben  più grave: la “viaggite”. Proprio così! Non può proprio fare a meno di viaggiare e di condividere le sue esperienze in rete raccontandole da un punto di vista  speciale: quello della sedia a rotelle.

Per questo da anni gestisce un blog in cui racconta i suoi tour nel mondo per sensibilizzare le persone su questo argomento. Scrive anche per Vanity Fair e Turisti per caso. Dopo tante esperienze di viaggio insieme alla troupe di Rotellando, i suoi compagni di avventura, Rotex ha provato per la prima volta anche la crociera. Leggete alcuni estratti del suo bellissimo racconto, fra vita di bordo ed escursioni. 

“Ho sempre pensato che la crociera fosse una vacanza per vecchietti o per coppie in viaggio di nozze. 

Tuttavia, quando alla mia troupe di rotellando ha pensato di  di provare questa esperienza non mi sono tirato indietro. Un pò perché sono convinto che qualsiasi tipo di viaggio dipenda da come viene vissuto. E ho anche scoperto che la nave raccoglie tutto un mondo che non volevo assolutamente perdermi. Ci imbarchiamo da Venezia. All’ora del tramonto ci imbarchiamo sulla Costa Fascinosa, nave ammiraglia della Costa Crociere che ci ospiterà per questa crociera, per sette giorni nel Mar Mediterraneo. Mi rendo conto della sua grandezza e maestosità, è talmente imponente che sembra che ti voglia mangiare in un sol boccone, mi sento Pinocchio davanti alla balena.  Salendo a bordo, ti rendi conto che invece non verrai ingoiato, ma anzi, proprio lì potresti trovare quella sicurezza che a terra non trovi: devi solo lasciarti trasportare! 

La prima tappa è Bari, guardare le città dal mare da sempre una prospettiva diversa. Abbiamo poco tempo per visitarla. Iniziamo a fare un piccolo giro per le vie della Bari vecchia. La pavimentazione del centro è ottimale per le mie rotelle, entriamo nella Basilica in cui vi sono le reliquie di San Nicola che al di fuori del mondo cristiano ha dato origine al mito di Santa Klaus ovvero di Babbo Natale. Finita la visita ci aggiriamo per i vicoli, tra donne che fanno le orecchiette, profumo di pane e pizza e una sbirciatina all’interno delle case che sono al livello della strada.

La Costa Fascinosa sta nuovamente fischiando, si riparte….

A bordo, incontro molte persone dell’Equipaggio e a tutte loro faccio sempre la stessa domanda. “Ma non ti manca la vita a terra?, non ti mancano i tuoi affetti.

Chiacchierando con loro scopro che alcuni iniziano per caso e sanno che sarà solamente per una stagione, altri vogliono girare il mondo e conoscere nuovi luoghi e nuove culture, altri nascono in luoghi dove la vita di mare fa parte del loro DNA ed è il loro destino, altri non hanno altre scelte lavorative, altri vogliono scappare da quello che c’è a terra, altri vogliono ricominciare, altri vogliono iniziare, altri vogliono finire.

A tutti manca la terra ferma e i loro cari, atutti pesano le numerose ore di servizio, ma, allo stesso tempo, tutti si sentono protetti dalla nave. Molti di loro non possono più farne a meno. 

Parlo con il Comandante Ignazio Giardina che lavora a bordo delle navi Costa da 32 anni, di cui 12 come Comandante. Mi racconta che mantiene sempre i legami con la famiglia ma sente da sempre il richiamo delle navi. Incontro Tanya maitre de range in un dei tre ristoranti della nave. Per lei che è nata a San Paolo in Brasile, che ha appena compiuto 40 anni, che ha 4 figli già grandi e un matrimonio turbolento alle spalle, imbarcarsi sulle navi è stato motivo di rinascita

Parlando con loro, penso che unire la diversità e renderla normalità spesso pussa sembrare solamente un pensiero filosofico, i modi per renderlo visibili possono essere tanti. La nave è un mondo a parte e si ha la possibilità di ricreare una piccola isola in cui attuare i desideri che si hanno sulla terra.

Un mio desiderio sarebbe quello di muovermi in città accessibili come la nave, dove non ci sono scalini, al massimo qualche rampa, dove sei certo di poter andare al ristorante, al cinema e in piscina senza doverti informare se vi sono scale, scalette. Dove gli ascensori funzionano, in cui non ci sono strade con crateri e rischi di ribaltarti. Insomma un luogo in cui posso andare in giro a testa alta e guardare tutto quello che mi circonda senza avere la preoccupazione che una rotella entri in un buco. 

Ma queste balene del mare nascondono anche sensibilità ecologiche ed ambientali. Costa è stata la prima al mondo a ricevere per l’intera flotta la “Green Star” del RINA: l’importante riconoscimento certifica che le sue navi contribuiscono a mantenere puliti l’aria e il mare al di là di quanto richiesto dalle normative internazionali. 

Così come la possibilità di mangiare tutti insieme, anche con coloro che hanno delle intolleranze e delle allergie verso determinati alimenti. Già perché spesso chi ha problemi di questo genere evita di uscire a pranzo e a cena, perdendosi dei momenti di condivisione. 

Risalendo dal Mediterraneo, l’ultima tappa di questa crociera è Dubrovnik di fronte al nostro Gargano. Ci arriviamo con le scialuppe. Dubrovnik ha un bellissimo centro storico che rientra tra i Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco, è ben curato e sono state cancellate tutte le tracce dei conflitti passati e recenti. Si cerca di dimenticare, di coprire con nuova vita, nuovi incontri. 

Sarei rimasto a bordo per altre settimane: la terra e tutti i suoi casini è lontana e con il passare del tempo inizi a sentire in lontananza quel fantomatico richiamo del ferro.

Pare che ci sia tutto il mondo lì sopra e che gira proprio lì, in realtà forse ci si chiude fuori dal mondo e allora inizi a chiederti se veramente sei più libero in mezzo al mare oppure sulla terra ferma…

Quando ritorno da un viaggio o vacanza mi preme portarmi a casa dei legami, ricordi di persone e sguardi di complicità che sono durati trenta secondi oppure giornate.

I legami si costruiscono, con le chiacchierate come quelle fatte tutte le sere con Tanya ma anche con casualità come quella avvenuta con Edoardo, un commis di sala che mentre giravo per il buffet, cercando di acchiappare qualche cibaria tra turisti famelici, mi chiede se ho bisogno d’aiuto e mi racconta la sua storia: arriva dal Brasile è giovanissimo ed felice di questa esperienza bordo. 

La crociera è al termine. Venezia riappare all’alba e non al tramonto e mi rendo conto che sarà l’Equipaggio il “legame” di questo viaggio e il sorriso di Eduardo, di Tanya e di Paula saranno i miei souvenirs.

Autore dell'articolo: TurismoSociale

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