Savona e la sua Musa ispiratrice

Alla curatrice brillano gli occhi. Il nuovo Museo della ceramica ha restituito alla città Palazzi splendidi, un centro museale d’eccellenza e soprattutto una parte importante della storia di Savona e Albisola. Quando le persone giuste sono nel posto giusto e al momento giusto, può succedere anche questo:

Un viaggio nel viaggio.

collezioneAllestito con raffinatezza, freschezza e cura di ogni dettaglio, la visita al Musa è un viaggio nel viaggio. Un viaggio nell’edificio del Monte di Pietà, sapientemente restaurato portando alla luce affreschi, testimonianze e iscrizioni dell’Alto Medioevo.

Di collezione in collezione si viaggia nella storia delle famiglie nobili, dei grandi collezionisti, degli artisti e le più moderne case di produzione. La produzione di ceramica savonese è una tra le più importanti del Mediterraneo perché per 600 anni è stata sempre all’apice del successo.

Ceramica savonese: 600 anni di successo.

Gli artigiani e le grandi case di produzione di Savona hanno inventato stili, reinventato usi e costumi, hanno esportato in tutto il mondo ma soprattutto hanno forgiato artisticamente una città e tutto il suo territorio.

Cecilia Chilosi, curatrice del Museo, insieme a Eliana Mattiauda, mi guida per i quattro piani che espongono quasi mille pregevoli pezzi. Il suo racconto mi appassiona subito, quando già nella prima sala mi mostra una sottocoppa incantevole, raffigurante il ratto di Europa, un rarissimo esempio datato e firmato dal pittore savonese Gio Agostino Ratti, uno dei maggiori interpreti della maiolica settecentesca. Mi racconta che si erano perse le tracce di questa sottocoppa, dipinta solo in tre esemplari, due dei quali conservati a Palazzo Madama e a Berlino. Quando una sera proprio lei, durante una cena a casa di amici,  si rese conto che aveva di fronte la preziosissima sottocoppa.

Ratto-di-Europa_MusaMi colpisce lo stile dell’istoriato barocco, felice incontro tra pittura e ceramica, in cui in un unico piatto si raccontano episodi mitologici, letterario e biblici.

Immagino queste tavole aristocratiche, meravigliosamente imbandite, in cui ogni portata veniva servita su sottocoppe, piatti da parata e zuppiere dipinte. A tavola, circondarsi di arte e affreschi, miti e bellezza e poterne goderne liberamente.

allestimento-MUsaQuando il gusto cambia, nelle fabbriche di Savona e Albisola si reinterpreta la tradizione sempre con successo. La moda naturalista dell’oriente, le maioliche che ricordano le azulejos ispano-islamiche, i motivi rinascimentali, il lusso francese, tutto concorre alla fama dei nostri ceramisti tra le aristocrazie d’Europa.

Con i grandi cambiamenti della società a fine ‘700, la ceramica entra anche nelle case borghesi e popolari, con la terracotta, la cosiddetta “terraglia nera” che avrà unsuccesso straordinario nelle esportazioni in Italia e Europa.

Ma dopo la terracotta scura e borghese, Musa ci riporta a sognare le grandi ville con giardini, e rimaniamo incantate davanti alla collezione del Principe Boncompagni Ludovisi di Firenze. Ritroviamo ninfe, putti e la grande bellezza della natura espressa in delicati toni pastello.

Ecco la collezione della Farmacia dell’Antico Ospedale San Paolo, un unicum per la raffinatezza delle pitture che per numero di vasi in cui si conservavano spezie e preparati medicamentosi.


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Dal barocco al futurismo.

Arriviamo nelle sale ariose e fresche del quarto piano dove si raccoglie il ‘900. Il grande fermento del futurismo e l’irruzione sulla scena artistica delle avanguardie. Il pittore  e ceramista Manlio Trucco reduce da esperienza nella moda parigina, porta ad Albisola l’estetica dell’art Déco. Tra i protagonisti di questa age d’or abbiamo Arturo Martini, Francesco Messina, Tullio e Torido Mazzotti. Gli anni venti ad Albisola sono una fucina creativa di design, funzionalità e sperimentazione. I maggiori scultori e pittori italiani, tra cui Fontana,  sono attratti ad Albisola, riconosciuta come il centro ceramico all’avanguardia a livello internazionale.

Cecilia mi racconta del mitico anno 1954 quando ad Albisola fu organizzato da Asger JornIncontro Internazionale della Ceramica” in cui parteciparono ad un esaltante confronto tra artisti espressionisti, avanguardie europee, spazialisti e surrealisti. Il mondo dell’arte si incontrava proprio qui.

Caleidoscopio di ceramica.

Quando pensavo di aver avuto già davanti ogni meraviglia del museo, si arriva ad una sfera luminosa che racconta in una infinità di piccoli schermi la magia della storia della ceramica. Un caleidoscopio di immagini prodigiose che sembra autocrearsi davanti ai nostri occhi. Sono le sale multimediali, fiore all’occhiello dell’allestimento.

Crediti e ringraziamenti.

Foto tratte dal sito http://www.museodellaceramica.savona.it
Il MUSA è stato realizzato grazie al Comune di Savona e alla Fondazione A. De Mari.
Un ringraziamento speciale a Cecilia Chilosi, carissima amica che ha trasmesso la sua energia e la sua solarità alla più grande passione.

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Autore dell'articolo: TurismoSociale

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