Steve McCurry 1980-2009. Sud-Est

“Ho voluto trasmettere al visitatore il senso viscerale della bellezza e della meraviglia che ho trovato di fronte a me, durante i miei viaggi, quando la sorpresa dell’essere estraneo si mescola alla gioia della familiarità.” Steve McCurry

Vincitore di molti premi fotogiornalistici (tra cui alcuni World Press Photo Awards, il premio Nobel della fotografia), membro dell’agenzia Magnum dal 1985,  nonchè autore del celeberrimo reportage sulla ragazza divenuta icona del conflitto afghano sulle pagine del National Geographic nel mondo, Steve McCurry è uno dei maestri contemporanei del fotogiornalismo.

Nella suggestiva cornice medievale del Palazzo della Ragione, un’eccezionale raccolta di oltre 240 scatti del grande fotografo americano accompagna il visitatore in un racconto che si snoda attraverso volti, colori, paesaggi e luci pervasi da una magica atmosfera, che segnano l’identità di paesi come l’Afghanistan, l’India, il Tibet, la Birmania, colti attraverso l’obiettivo di uno dei grandi del fotogiornalismo. La mostra è la narrazione del viaggio silenzioso che Steve McCurry ha più volte intrapreso nel Sud e nell’Est del mondo, dove si è trasformato in osservatore per renderci testimoni di luoghi che sembrano incrociare il nostro sguardo.

Il percorso espositivo rompe il tradizionale rapporto frontale con il visitatore: nel suggestivo allestimento di Peter Bottazzi ragazze afgane, monaci e bambini tibetani si animano in una fitta foresta di alberi metafisici dove tutto è sospeso, dove si arrivano a percepire i rumori e gli odori del luoghi rappresentati. Lo spettatore diventa così parte della realtà, mescolandosi alla bellezza del racconto fotografico e del mondo incontrato da McCurry.

La mostra è articolata in sei sezioni tematiche. L’altro presenta una delle cifre più caratteristiche dell’arte di McCurry, i volti, che parlano di vite, luoghi, emozioni catturati in uno luogo remoto e liberati altrove. Il protagonista invisibile della sezione successiva è il Silenzio, materia sottile capace di esaltare i momenti di intimità e di raccoglimento dell’uomo davanti alla grandiosità della natura e al mistero del vivere quotidiano. Tornando da un viaggio in Tibet, era il 10 settembre 2001, Steve McCurry assiste, il giorno dopo, alla distruzione delle Torri Gemelle dalla finestra del suo studio di New York. Un passaggio improvviso e scioccante, che introduce alla sezione dedicata alla Guerra, dove le fotografie rappresentano la tragedia, il dramma dell’umanità contro l’umanità.  L’uscita dalla guerra è nella Gioia, immortalata da Steve McCurry in scenari di allegria, intensità di colori, vita che scorre e fluisce.  La quinta sezione, dedicata all’Infanzia, riporta lo spettatore a riflettere su uno dei temi più drammatici della storia dell’umanità: lo sfruttamento dei bambini e la piaga dei bambini-soldato.

Chiude la mostra la sezione dedicata alla Bellezza, nella quale si incontrano tre ritratti di giovani ragazze, tra cui il celebre scatto della bambina afgana dagli occhi verdi, diventata ormai un’icona dell’opera di McCurry e della fotografia contemporanea.

Ad arricchire il percorso un ulteriore sezione dedicata ai “cortometraggi” dove sequenza ininterrotte di fotografie compongono narrazioni di vita e di umanità

Dove

Palazzo della Ragione-Piazza E Via Dei Mercanti, 1 MILANO

Quando

Dal giorno 10/11/2009 al giorno 31/01/2010
Dalle ore 09:30 alle ore 19:30

Quanto

Da 3,00 euro a 8,00 euro
€ 8,00 intero | € 6,50 ridotto under 18 e over 65, gruppi di minimo 15 – massimo 25 persone, titolari di coupon e convenzioni | € 3,00 ridotto speciale scuole | Gratuito per minori di 6 anni, un accompagnatore per gruppo, due insegnanti accompagnatori per classe, giornalisti, disabili e accompagnatore