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	<title>Turismo Sociale &#187; turistico</title>
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	<description>Il Turismo sociale come strumento di incontro e di socializzazione.</description>
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		<title>INTESA CONFERENZA STATO-REGIONI PER I PROGETTI DI ECCELLENZA DEL TURISMO</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 16:23:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Conferenza Stato-Regioni riunitasi il 29 aprile ha dato l&#8217;intesa al protocollo condiviso del Ministro del Turismo e dagli assessori regionali che regola l&#8217;erogazione di finanziamenti destinati a progetti di eccellenza nel settore, che le Regioni presenteranno al Ministro del Turismo, recependo anche le progettualità di soggetti pubblici e privati. Il testo prevede l&#8217;individuazione del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Conferenza Stato-Regioni riunitasi il 29 aprile ha dato l&#8217;intesa al  protocollo condiviso del Ministro del Turismo e dagli assessori  regionali che regola l&#8217;erogazione di finanziamenti  destinati a progetti  di eccellenza nel settore, che le Regioni presenteranno al Ministro del  Turismo, recependo anche le progettualità di soggetti pubblici e  privati.</strong><br />
<span id="more-879"></span><br />
Il testo prevede l&#8217;individuazione del carattere di  eccellenza per i progetti in favore di: turismo congressuale e  fieristico; turismo e natura; turismo religioso, valorizzando in  particolare le radici storiche e cristiane; turismo sociale, con  particolare riferimento ai circuiti di turismo accessibile o sociale,  comprendenti località di mare, montagna e laghi; turismo culturale,  città d&#8217;arte e patrimonio diffuso, valorizzando il patrimonio artistico e  storico del Paese attraverso nuovi itinerari che tocchino località che  non hanno ancora conosciuto uno sviluppo maturo del turismo culturale;  turismo balneare e montano, nonché di laghi e fiumi, con particolare  riferimento alle realtà minori; turismo della salute e benessere;  sviluppo di servizi turistici nel Mezzogiorno e nelle aree depresse o  colpite da eventi calamitosi; sviluppo del potenziale turistico ancora  parzialmente inespresso, con particolare riferimento all&#8217;offerta di  itinerari di turismo enogastronomico, turismo sportivo e golf, turismo  legato allo shopping e al lusso delle  grandi città, turismo giovanile,  turismo delle famiglie; realizzazione di nuovi porti turistici e  progetti di servizio alle strutture turistiche portuali; realizzazione  di circuiti ed itinerari di offerta turistica alla quale possono  accedere anche turisti con il proprio animale domestico al seguito.</p>
<p>&#8220;Sono  molto lieta che si sia concluso l&#8217;iter da me iniziato per destinare  questi 118 milioni di euro al finanziamento di un settore strategico  come il turismo, che presenta grandi potenzialità ancora inespresse e  che può ambire ad essere il volano per la nostra economia&#8221;, ha  dichiarato il Ministro Brambilla.</p>
<p>&#8220;Ritengo, inoltre, di  particolare rilievo il fatto che tutti i progetti che sono stati  selezionati quali destinatari del finanziamento del Ministero del  Turismo vanno nella direzione di una destagionalizzazione necessaria per  questo settore. Aggiungo, infine, che il contributo economico erogato  dal Ministero del Turismo andrà a coprire ben il 90% dell&#8217;intero costo  di ognuno dei progetti che saranno finanziati&#8221;.</p>
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		<title>Agevolazioni per le gite nel versante lucano</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Apr 2009 20:35:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TurismoSociale</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(infoParco) &#8211; ROTONDA (PZ) – Sono stati pubblicati i bandi per la concessione di contributi per soggiorni e gite nel territorio lucano del Parco del Pollino. Il Consiglio direttivo del Parco Nazionale del Pollino, riunitosi ieri, ha, infatti approvato il bando per incentivi al turismo scolastico, per la terza età e per i diversamente abili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(infoParco) &#8211; ROTONDA (PZ) –</strong> Sono stati pubblicati i <a href="http://www.parcopollino.it/index.php?option=com_content&amp;view=category&amp;layout=blog&amp;id=58&amp;Itemid=63">bandi</a> per la concessione di contributi per soggiorni e gite nel territorio lucano del Parco del Pollino.<br />
Il Consiglio direttivo del Parco Nazionale del Pollino, riunitosi ieri, ha, infatti approvato il bando per incentivi al turismo scolastico, per la terza età e per i diversamente abili per la Basilicata. Il programma, già avviato per la provincia di Cosenza in collaborazione con l’Amministrazione provinciale, viene quindi esteso anche alla provincia di Potenza con un intervento finanziario di 150mila euro.<br />
<span id="more-712"></span><br />
“Abbiamo così – hanno commentato il presidente del Parco, Domenico Pappaterra e il vice presidente, Francesco Fiore – equilibrato l’offerta avviata nel 2008, com’era nelle nostre intenzioni sin dall’avvio del programma che ha prodotto ottimi risultati in Calabria e che siamo certi funzionerà anche sul versante lucano del Parco”. “Un risultato – ha aggiunto Fiore – conseguito grazie anche all’impegno del presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo e degli uffici del Parco”.</p>
<p>Soddisfazione per l’estensione del programma alla Basilicata è stata espressa dall’assessore al Turismo del Comune di Rotonda, Giuseppe Bonafine che si è fatto interprete delle richieste degli operatori turistici lucani: “A loro nome – ha dichiarato Bonafine – esprimo soddisfazione per essere riusciti a portare a compimento l’intesa che consente di estendere le agevolazioni già previste per la provincia di Cosenza al territorio lucano. L’azione importante a sostegno del settore turistico del comprensorio del Parco arriva – ha commentato Bonafine – in un momento di difficoltà e rappresenta una prima risposta a delle azioni organiche che le comunità locali insieme all’Ente di gestione metteranno in campo”. Bonafine ha, inoltre, ringraziato dell’impegno profuso il direttore del Dipartimento della Giunta regionale della Basilicata, Angelo Nardozza, l’assessore provinciale al Turismo, Carmine Rossi e il presidente del Parco, Pappaterra.</p>
<p>Durante il Consiglio il presidente del Parco ha comunicato che il bilancio 2009 è stato approvato definitivamente. L’organo del Parco si è quindi soffermato sulla discussione sulle ipotesi di modifica del Piano di controllo del Cinghiale, modifica ritenuta necessaria per ottimizzare la sperimentazione in atto e raggiungere quindi migliori risultati al fine della tutela delle colture agricole.</p>
<p>Subito dopo il Consiglio direttivo si è riunita, a Castrovillari, la Comunità del Parco, presieduta da Sandro Berardone, che ha avviato la consultazione dei sindaci sulla zonizzazione. L’ipotesi allo studio dell’Ufficio del Piano, che sta recependo le istanze delle Amministrazioni locali, sarà illustrata nella prossima riunione dell’Assemblea prevista per il 28 aprile.</p>
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		<title>Subacquea e disabilità: una realtà in crescita</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Mar 2009 16:11:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Voluta dal Dipartimento Turismo della Regione Liguria per la promozione dell’ambiente marino, è già diventata una realtà d&#8217;eccellenza la Palestra Subacquea di Arenzano (Genova), inaugurata nel 2008 per valorizzare il luogo dove dal 1991 giace la petroliera Haven, affondata dopo il noto incendio e la conseguente esplosione. Realizzata nelle acque antistanti il porto turistico, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Voluta dal Dipartimento Turismo della Regione Liguria per la promozione dell’ambiente marino, è già diventata <strong>una realtà d&#8217;eccellenza </strong>la <strong><a class="si_sup_link" title="[Apre una nuova finestra] [Apre il sito della Palestra]" href="http://www.palestrasubarenzano.com/" target="_blank">Palestra Subacquea di Arenzano</a> </strong>(Genova), inaugurata nel <strong>2008 </strong>per valorizzare il luogo dove dal 1991 giace la petroliera <strong>Haven</strong>, affondata dopo il noto incendio e la conseguente esplosione.<br />
Realizzata nelle acque antistanti il porto turistico, la struttura è di facile accesso e rappresenta un innovativo esempio di <strong>impianto sportivo subacqueo in un ambiente naturale</strong>, costituendo un’offerta turistica unica in Italia nell’ambito della subacquea. L’iniziativa fa parte del progetto interregionale <em>Palestre subacquee</em>, nato dalla collaborazione tra Liguria e Sardegna, con il sostegno del Ministero delle Attività Produttive.<br />
<span id="more-697"></span><br />
Proprio a tale struttura sarà dedicato il convegno che si terrà ad <strong>Arenzano</strong>, <strong>lunedì 30</strong> e <strong>martedì 31 marzo</strong> (Auditorium Muvita Science Centre), con il titolo <em>Turismo d&#8217;eccellenza: la palestra subacquea di Arenzano</em>, organizzato dall&#8217;Assessorato Comunale allo Sport, con il patrocinio dell&#8217;Assessorato al Turismo della Regione Liguria e del CoNISMa (Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare).<br />
In tale contesto un importante spazio sarà dedicato <strong>anche alla disabilità</strong>, con l&#8217;intervento di <strong>lunedì 30 </strong>(ore 15.15), curato di <strong>Aldo Torti</strong>, presidente di <a class="si_sup_link" title="[Apre una nuova finestra] [Apre il sito di HSA Italia]" href="http://www.hsaitalia.it/" target="_blank">HSA Italia</a> (Handicapped Scuba Association), sul tema <em>Subacquea e disabilità. Una realtà in crescita verso un turismo più accessibile</em>.<br />
«Vista l&#8217;importanza di tale convegno &#8211; spiega lo stesso Torti &#8211; si tratterà certamente di un&#8217;ottima occasione per parlare dello <strong>sviluppo che ha avuto la subacquea dedicata alle persone con disabilità </strong>in Italia e all&#8217;estero». <em>(S.B.)</em></p>
<p><em></em></p>
<div class="si_sup_box">Per ulteriori informazioni:<br />
<strong>- Palestra Subacquea di Arenzano, tel. 010 91381, </strong><a href="mailto:info@palestrasubarenzano.com">info@palestrasubarenzano.com</a><br />
<strong>- HSA Italia (Handicapped Scuba Association), tel. 02 537299, </strong><a href="mailto:info@hsaitalia.it">info@hsaitalia.it</a>.</div>
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		<title>Il successo turistico dell&#8217;Albania</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 14:48:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TurismoSociale</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Albania diventa una meta turistica, non solo per gli stessi albanesi, ma anche per gli stranieri. Punti di forza: infrastrutture migliorate, prezzi low cost e nuove politiche sui visti. Ancora assenti, però, adeguata promozione e politiche votate allo sviluppo del turismo L&#8217;Albania inizia a diventare una meta turistica. E&#8217; questa la conclusione delle autorità albanesi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Albania diventa una meta turistica, non solo per gli stessi albanesi, ma anche per gli stranieri. Punti di forza: infrastrutture migliorate, prezzi low cost e nuove politiche sui visti. Ancora assenti, però, adeguata promozione e politiche votate allo sviluppo del turismo   L&#8217;Albania inizia a diventare una meta turistica. E&#8217; questa la conclusione delle autorità albanesi e degli esperti di marketing turistico. Una volta uscita dalla cronaca nera dei media europei, mentre gli stereotipi negativi vengono consegnati al passato, l&#8217;Albania ritorna a essere una sconosciuta alle porte dell&#8217;Unione Europea, e come in molti amano definirla “l&#8217;ultimo mistero” di questa parte del mondo. L&#8217;estate 2008 si è conclusa con un bilancio positivo in ambito turistico, notevolmente superiore a quello degli anni scorsi.<span id="more-63"></span></p>
<p>Tra le mete preferite del turismo albanese al primo posto si trovano la natura e il mare, e per i vacanzieri del fine settimana anche le città d&#8217;arte. Le spiagge più frequentate sono state, come al solito, quelle di Durazzo, meta preferita dal &#8220;turismo patriottico&#8221; kosovaro, e tutta la costa meridionale, da Valona a Saranda. Molto meno frequentate le spiagge dell&#8217;Albania settentrionale. Questa parte del paese, nonostante le splendide montagne, rimane la meno frequentata e la meno esplorata anche dagli stessi albanesi. Tra le città d&#8217;arte la più visitata è stata Kruja, che ospita il castello dell&#8217;eroe nazionale Skanderbeg, poi Berat, da poco diventata patrimonio culturale dell&#8217;Unesco, Argirocastro, Butrint e Apollonia. Numerosi sono stati i turisti che hanno incluso un breve itinerario albanese durante le loro vacanze in Grecia o in Montenegro.</p>
<p>Secondo dati ufficiali l&#8217;Albania, tenendo conto di tutti i suoi punti di frontiera, è stata visitata nel periodo giugno-agosto da un milione e mezzo di persone, di cui 942 mila di nazionalità albanese e il resto di provenienza straniera. Tra gli stranieri un ventaglio di nazionalità, in particolar modo nord-europei ed est-europei dell&#8217;ex blocco socialista. Ma la cifra, molto ottimistica, rischia di venir confusa con quegli albanesi che, ormai cittadini degli stati di adozione, si recano in Albania per le vacanze di routine nel proprio paese. Bisogna considerare anche l&#8217;imprecisione delle statiche albanesi, un vero tallone d&#8217;Achille del paese, che indiscriminatamente calcolano tra i turisti anche gli albanesi entrati o usciti nel paese in questo periodo per diversi motivi e che trascorrono in Albania anche il resto dell&#8217;anno. Al tempo stesso, non si è in grado di dichiarare quanto sia valso alle casse albanesi il turismo degli ultimi mesi, e tanto meno di specificare quanto è stato speso al giorno da determinate categorie di turisti. Tuttavia, nonostante le critiche che gli esperti del turismo hanno fatto per la mancanza di una classificazione statistica, rimane il fatto che il turismo in Albania segna una notevole crescita rispetto al passato.</p>
<div class="img_table">La novità di quest&#8217;anno è stato il fatto di essere riusciti ad andare oltre il turismo patriottico, proveniente dal Kosovo e dalle località albanofone della Macedonia. Per la prima volta l&#8217;Albania è stata inclusa nelle offerte di vacanza delle agenzie turistiche serbe, mentre quelli che si incontravano più spesso nelle spiagge del sud albanese, e in particolar modo a Valona e dintorni, erano macedoni slavi. I media albanesi hanno dedicato numerosi reportage ai macedoni che hanno scoperto quest&#8217;anno le spiagge del sud. Le opinioni sono state delle migliori, sia sulla qualità delle spiagge che sul servizio e sull&#8217;accoglienza albanese, tanto da far promettere a molti il ritorno; c&#8217;è stato invece da ridire sulla parte mancante dell&#8217;autostrada Fier – Valona, e sulle difficoltà linguistiche dei macedoni in un paese non slavo.</div>
<p><!-- img_table --><br />
Secondo le opinioni degli esperti, espresse in vari dibattiti televisivi, risulta che anche gli albanesi iniziano a preferire le vacanze nel proprio paese, dimostrando che la smania degli anni passati di vacanze turche o croate sta leggermente diminuendo.</p>
<p>Tra le cause della notevole crescita del turismo In Albania ci sono naturalmente le infrastrutture notevolmente migliorate, che rappresentano però solo i primi risultati di quell&#8217;enorme cantiere che è oggi l&#8217;Albania. Altri motivi sono stati di tipo economico, la recessione degli ultimi mesi, e i prezzi molto alti dei paesi vicini hanno fatto sì che l&#8217;offerta turistica albanese, decisamente <em>low cost</em>, risultasse più appetibile. Secondo esperti albanesi ha rappresentato un vantaggio anche il fatto che quest&#8217;anno dell&#8217;Albania si è parlato molto sui media internazionali, in occasione della proclamazione dell&#8217;indipendenza del Kosovo, dei negoziati di adesione del paese alla Nato, fatti che hanno aumentato la curiosità per il &#8220;Paese delle aquile&#8221;. Anche gli ultimi sviluppi nei Balcani hanno influenzato l&#8217;orientamento dei turisti dei paesi vicini, come la disputa sul nome tra la Macedonia e la Grecia, che ha portato i turisti macedoni ad optare per l&#8217;Albania.</p>
<p>C&#8217;è davvero poco invece da elogiare nella promozione turistica, che lascia ancora molto a desiderare. Le strategie dello stato albanese per la promozione del turismo sono poco strutturate e molto dispendiose. E&#8217; difficile trovare dépliant o informazioni turistiche sul paese, mentre l&#8217;unico sforzo internazionale fatto dallo stato albanese è stato uno spot di qualche minuto, molto costoso, trasmesso per un paio di mesi dalla CNN, che mirava a illustrare le attrazioni turistiche albanesi, però in modo molto anonimo e poco convincente. Nel paese mancano centri di informazione, e nonostante il governo abbia più volte dichiarato la priorità del turismo, è evidente che tutte le strutture turistiche sono gestite dall&#8217;imprenditoria privata, fuori dai piani regolatori o dalle politiche riguardanti le località turistiche. Ciò fa sì che spesso i turisti si lamentino delle troppe discoteche all&#8217;aperto, o di città fatte a misura di giovani, poco accoglienti per le altre fasce d&#8217;età.</p>
<p>Ha sicuramente avuto un riscontro positivo la politica dell&#8217;abolizione dei visti, definitiva o temporanea per il periodo estivo, oltre che per i paesi dell&#8217;Unione Europea anche per i vicini balcanici, chiudendo un occhio davanti alle mancate politiche bilaterali.</p>
<p>Proprio la questione dei visti è stata al centro di diverse reazioni dell&#8217;ambasciatore russo in Albania, Aleksandr Priscepov, che ha più volte invitato il governo Berisha ad abolire i visti per i cittadini russi, che sono enormemente interessati all&#8217;Albania, a visitare le sue attrazioni turistiche e ad investire. I cittadini russi iniziano comunque a visitare il paese, passando per il punto di frontiera tra il Montenegro e l&#8217;Albania in cui non è richiesto il visto, mentre nel nord del paese vi sono già dei terreni che sono stati acquistati da cittadini russi.</p>
<p>L&#8217;Albania fatica a sbarazzarsi delle conseguenze del suo lungo isolamento e a costruirsi una cultura turistica, lasciata per ora tutta in mano ai privati. Ma secondo le stime dell&#8217;Organizzazione mondiale del turismo, il paese è destinato a migliorare velocemente dato il suo enorme potenziale che, se abbinato a politiche adeguate, inserirà il paese nel novero dei vicini &#8220;turistici&#8221; mediterranei.</p>
<p><span class="article_header_date">15.09.2008</span> scrive <span class="article_header_author"><a href="http://www.osservatoriobalcani.org/article/author/view/75">Marjola Rukaj</a></span></p>
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		<title>La Cina è vicina?</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Aug 2008 11:38:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TurismoSociale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Turismo responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[Guilin]]></category>
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		<category><![CDATA[mobilità]]></category>
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		<description><![CDATA[di Anna Grazia Giulianelli Quattro amiche alla scoperta della Cina imperiale fra meraviglie, curiosità, paradossi e perplessità. Siamo quattro amiche che da tempo fantasticano un viaggio in Cina. Scegliamo un Tour di 16 giorni attraverso la Cina imperiale che prevede molti spostamenti interni con pullman, treni, aerei. Siamo curiose ed emozionate di fronte a questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Anna Grazia Giulianelli</em><br />
<em>Quattro amiche alla scoperta della Cina imperiale fra meraviglie, curiosità, paradossi e perplessità.</em><br />
<span id="more-6"></span><br />
Siamo quattro amiche che da tempo fantasticano un viaggio in Cina. Scegliamo un Tour di <strong>16 giorni</strong> attraverso la Cina imperiale che prevede molti spostamenti interni con pullman, treni, aerei.</p>
<p>Siamo curiose ed emozionate di fronte a questo grande Paese, il terzo al mondo per estensione geografica, dopo Russia e Canada, e culla di una <strong>straordinaria ed antichissima civiltà</strong> la cui prima dinastia, con documenti scritti, risale al 2700 a.C.</p>
<p>Dopo una attenta valutazione con la nostra agenzia di fiducia, prenotiamo, segnalando la presenza di una viaggiatrice con difficoltà motorie.</p>
<p>Atterriamo a <strong>Běijing</strong> (Pechino, la capitale del nord) che non smentisce la sua fama: enorme, grigia e ventosa. Facciamo un giro panoramico con una sosta in <strong>piazza Tienanmen</strong>. Fa un freddo polare in questo deserto di cemento che facciamo fatica a girare tutto.</p>
<h4><strong>Disorientate</strong></h4>
<p>Ci rendiamo conto, con una sorta di straniamento, che non abbiamo nessuna possibilità di comprendere la <strong>lingua</strong>, scritta o parlata, che siamo in mezzo ad un popolo diverso, con consuetudini diverse (dal timbro della voce all’abitudine di sputare in terra), in una dimensione che <strong>non ha paragoni</strong> con le nostre città.</p>
<p>Le raccomandazioni della responsabile del gruppo sono d’obbligo: nei momenti liberi fare attenzione ed uscire dall’hotel con le indicazioni scritte in cinese, perché <strong>pochi parlano inglese</strong> ed in generale i taxisti conoscono solo il cinese.</p>
<p>La sistemazione in albergo è confortevole, la camera comoda, il bagno grandissimo. Forse pensano che le <strong>persone in carrozzina</strong> abbiano solo bisogno di spazio, il che è anche vero, ma facciamo fatica a spiegare al personale che, senza una sedia di plastica, è <strong>difficile fare la doccia</strong>. La prima sera troviamo una soluzione d’emergenza. La sera dopo arriva uno sgabello imbottito (stile impero), rivestito da un sacchetto di nylon. La terza e ultima sera arriva la sedia da giardino, nuovissima!</p>
<p>Il programma è serrato ma, già con il primo tempio, scopriamo che persino i luoghi di culto cinesi più accessibili hanno <strong>un gradino per ogni ingresso</strong>, un dente in legno dai 10 ai 20 cm circa, difficilissimo da superare con la carrozzina. Si tratta di una barriera simbolica per tenere lontani i diavoli ma tiene lontana anche me! Così la responsabile propone di trovare per ogni escursione impegnativa un <strong>aiutante</strong>, al quale darò una mancia giornaliera concordata dalla guida locale. Si rivelerà una buona soluzione, sono tutti molto gentili anche se non hanno un’idea di come gestire la carrozzina né è possibile intendersi, ma questo fa parte dell’avventura.</p>
<p>La <strong>Città Proibita</strong>, il Palazzo Imperiale d’Estate, il <strong>Tempio del Cielo</strong> sono le mete dei primi giorni in questa città: si respira una strana atmosfera, un odore di aglio e insieme di legno, andiamo con folle di turisti cinesi tra queste meraviglie e scopriamo che quasi tutti i templi sono <strong>bruciati</strong> anche più volte e sono stati ricostruiti. Impossibile distinguere le parti riprodotte dagli originali: questi cinesi erano bravissimi a copiare e rifare già nell’antichità!</p>
<h4><strong>La Grande Muraglia</strong></h4>
<p>L’escursione alla Grande Muraglia ci lascia tutti ammutoliti. Lo spettacolo delle montagne con questo “merletto” di pietra è <strong>indimenticabile</strong>. Il gruppo fa un percorso scosceso e lascia me con l’assistente in una parte meno impervia (si fa per dire). L’assistente si offre per portarmi a cavalluccio ma, finita la prima rampa, è violaceo per cui, a gesti, gli propongo di portare solo la carrozzina, preferisco arrangiarmi <strong>aggrappata al corrimano</strong> che corre lungo la scalinata in un tratto restaurato.</p>
<p>Dalla grande folla dei visitatori della Muraglia, passiamo al silenzio delle <strong>Tombe imperiali</strong> della <strong>Dinastia Ming</strong> e della <strong>Via Sacra</strong>: un grande viale alberato con enormi statue di animali a guardia delle tombe degli imperatori.</p>
<p>Ancora non lo so, ma questo sarà uno dei pochi siti (un altro è nella città proibita) in cui troverò un <strong>bagno per disabili</strong> funzionale. Scopriremo che il simbolo della carrozzina è conosciuto ed anche diffuso ma raramente corrisponde ad un servizio o ad un percorso rispondenti alle necessità.</p>
<p>L’ultima escursione, rigorosamente in <strong>risciò</strong>, è nel vecchio quartiere di Pechino, attraverso i suoi affascinanti <strong>hutong</strong>, stretti vicoli abitati dalla parte più povera della popolazione, oggi diventati monumento nazionale grazie all’impegno dei cittadini che si sono opposti al loro abbattimento.</p>
<h4><strong>L’Esercito di Terracotta</strong></h4>
<p>Seconda tappa <strong>Xī’ān</strong>, famosa in tutto il mondo per l’<strong>Esercito dei Guerrieri di Terracotta</strong>.</p>
<p>Il volo aereo è tranquillo ma nemmeno la guida cinese riesce a fare capire agli addetti dell’aeroporto che la mia carrozzina non può viaggiare fra i bagagli ingombranti. Il mio mezzo di locomozione <strong>sopravviverà incolume</strong> ai diversi voli e lo ritroverò miracolosamente intero fino al rientro.</p>
<p>Xī’ān è una delle più antiche ed importanti città della Cina. Visitiamo le antiche mura della Dinastia Ming, la Pagoda della Grande Oca Selvatica, la Grande Moschea e ci perdiamo nel suk del quartiere musulmano, ma la visione dell’Esercito di terracotta <strong>da sola vale il viaggio</strong>. Un lungo ballatoio, con scale che raccordano i diversi livelli, ci consente di guardare questi enormi soldati, tutti sull’attenti, uno diverso dall’altro, come un vero esercito. Al centro vediamo <strong>scavi</strong> (i lavori procedono di notte) per recuperare altre figure. In giro per la città facciamo una sosta per il bagno e, fiduciosi, entriamo in un <strong>centro commerciale</strong> avveniristico. Ben indicato, vediamo il bagno con il disegno della carrozzina sulla porta, ma l’unica differenza sta nel fatto che per i disabili è previsto il WC, mentre gli “abili” hanno a disposizione tazze basse, dove occorre accovacciarsi come su una turca!</p>
<p>L’esperienza ci svela le ragioni per le quali raramente al simbolo corrisponde un servizio igienico adeguato: a questa latitudine disporre di un WC è un <strong>fatto straordinario</strong> che a volte, forse per la sicurezza dei disabili (sic!), ha staffe di acciaio ai lati che rendono praticamente impossibile il trasferimento dalla carrozzina. Per fortuna in albergo i servizi sono <strong>piuttosto funzionali</strong>. In tutto il viaggio utilizzeremo sempre camere per persone in carrozzina, mai completamente attrezzate ma <strong>comunque accessibili</strong>.</p>
<h4><strong>Nanchino</strong></h4>
<p>Lasciamo Xī’ān e riprendiamo l’aereo per Guilin dove trascorriamo una giornata in barca sul “fiume delle schegge di giada”. Il <strong>Lί Jiāng</strong> è un fiume che si snoda in mezzo a fantastici pinnacoli di calcare. La piccola crociera ci consente di ammirare una <strong>natura straordinaria</strong> dove acqua, terra e cielo hanno colori preziosi. I cinesi, sempre attenti, disponibili e silenziosi, aiutano nei trasferimenti, impossibile pretendere di più!</p>
<p>La tappa di <strong>Nanchino</strong> risulta la più faticosa, solo una notte in questa città, ma è indimenticabile per almeno due ragioni: comprendiamo qui l’ostilità dei cinesi per i giapponesi che si macchiarono, durante l’ultima guerra, di crudeltà e violenze inaudite. <strong>Nάnjing</strong> è diventata tristemente famosa per avere subito un vero e proprio saccheggio nel quale morirono più di 300.000 persone e lo stupro fu pratica sistematica.</p>
<p>La seconda è una ragione molto più banale: solo in questa città incontro un <strong>giovane su una carrozzina</strong> (è di quelle degli anni ’50 con la spinta a manovella) a passeggio per la città. Tutte le altre persone disabili le abbiamo incontrate nei pressi di templi o siti religiosi, su carrette incredibili, a chiedere l’elemosina. A Pechino c’è sicuramente una Unità Spinale per la <strong>riabilitazione</strong> delle persone con lesione spinale ma probabilmente, finita la fase sanitaria, scompaiono…</p>
<h4><strong>Il Canale Imperiale</strong></h4>
<p>Arriviamo a <strong>Sūzhōu</strong> in treno, le ferrovie sono efficienti e puntuali, con percorsi accessibili e salita a livello del marciapiede, anche se fa un certo effetto vedere centinaia di cinesi disciplinatamente in fila per salire sul treno.</p>
<p>La città è sul <strong>Canale Imperiale</strong> che si snoda da Pechino a <strong>Hangzhou</strong> per 1.794 chilometri ed ha rappresentato, nei secoli, una via d’acqua strategica tra il Nord e il Sud del paese. Nel 600 gli ingegneri cinesi riuscirono a collegare il Fiume Giallo con lo <strong>Yangtze</strong>, completando così la via d’acqua fino a Shanghai. La passeggiata in battello lungo i canali ci trasporta in un altro tempo. Visitiamo il Giardino del Maestro delle Reti e il Giardino dell’Amministratore Umile. Rocce e <strong>giochi d’acqua</strong>, muschio e terrazzamenti, i giardini sono una meraviglia creata dalla fantasia dell’uomo. Qui mi propongono un trasporto sulla <strong>portantina imperiale</strong>: una struttura in legno con un sedile e un baldacchino rosso, io appollaiata sul sedile, la carrozzina messa di traverso sui due montanti di legno che poggiano, davanti e dietro, sulle spalle di due cinesi.</p>
<p>Un <strong>antico detto cinese</strong> recita così: “In cielo c’è il Paradiso, sulla terra ci sono Sūzhōu e Hάngzhōu”, due città considerate dai cinesi le mete turistiche per eccellenza. Persino <strong>Marco Polo</strong> descrisse le bellezze di Hάngzhōu che, nonostante i secoli, ha mantenuto intatto il suo fascino, città di laghi e canali di cui il Lago dell’Ovest, Xī Hū, rappresenta la maggiore attrattiva.</p>
<p>Ritempriamo lo spirito al <strong>Tempio del ritiro spirituale</strong>, uno dei monasteri più famosi di tutta la Cina. Fondato nel 326 da un monaco buddista, distrutto e ricostruito più volte, contiene la Grande Sala del Buddha con un enorme <strong>Buddha</strong> dorato in legno di canfora. Durante la Rivoluzione Culturale i monaci vennero espulsi ma tornarono nel 1972. Troviamo spesso il “libretto rosso” nei mercatini come souvenir ormai datato, quasi che la rivoluzione di <strong>Mao Zedong</strong> sia diventata preistoria. In realtà, un altro segno lo vediamo in certe giacchette (collo alla coreana, colore grigioverde, rigorosamente unisex) indossate da cinesi non più giovani ed evidentemente poveri.</p>
<p>La Cina è ancora oggi un <strong>regime totalitario</strong> dove non esistono diritti umani e l’apertura al capitalismo sembra consentire soprattutto l’arricchimento della nomenclatura.</p>
<h4><strong>Shanghai</strong></h4>
<p>Riprendiamo il treno per l’ultima tappa: Shanghai. Quando arriviamo piove e sulla lunghissima Via Nanchino, 5 chilometri pedonali di negozi, spuntano ombrellai ovunque. Nata come porto commerciale alla foce dello <strong>Yangtze</strong>, è una città affascinante, un mix tra Oriente e Occidente. Cominciamo la visita con il <strong>Tempio del Buddha di Giada</strong> e ci troviamo immersi in una folla di cinesi in pellegrinaggio.</p>
<p>La visita al Museo cittadino ci trascina nel futuro, costruzione imponente all’esterno, all’interno il museo ci porta attraverso l’<strong>arte millenaria</strong> cinese, dagli antichi bronzi ai dipinti, alle giade, ai mobili.</p>
<p>La città è straordinaria, anche qui <strong>cantieri ovunque</strong>, mercati ovunque, macerie ovunque. Il Pudong, nuovissimo quartiere che ha modificato la skyline di Shanghai, è incredibile e, con la <strong>monorotaia a 400 km/h</strong> che vediamo passare, è un tuffo nel futuro. Il <strong>Bund</strong> (banchina), una parte del lungofiume costruita nei primi anni del novecento, rappresenta la Wall Street di Shanghai e mantiene il fascino di quell’epoca. Simbolo di un passato in cui diverse nazioni si contendevano la città, l’insediamento internazionale è ancora una zona della città mentre la <strong>Concessione Francese</strong> è un quartiere che sembra uno scampolo di Parigi, con negozi dove la raffinatezza dei tessuti e dei modelli è invece tutta cinese. C’è una vecchia Shanghai, la città cinese, un <strong>labirinto di vicoli</strong> dove, nonostante negozi e ristoranti turistici, si respira un’aria esotica tra luminarie e laghetti.</p>
<p>L’unico vero pericolo che corriamo in Cina si presenta ogni volta che attraversiamo una strada (raramente per fortuna). A Shanghai <strong>i passaggi pedonali sono sopraelevati</strong>, quindi inaccessibili, per cui cerchiamo di attraversare a raso, ma tutti sfrecciano pericolosamente vicino, anche gli autobus, né strisce pedonali e semafori, che pure ci sono, rappresentano una garanzia.</p>
<h4><strong>A tavola</strong></h4>
<p>La cucina è all’altezza delle aspettative: mangiare cinese in Italia è come mangiare italiano in Cina. Assaggiamo diverse specialità, sperimentiamo la “<strong>pignatta mongola</strong>” (carne come prosciutto che cuociamo in un brodo bollente su un fornelletto) a Pechino e rischiamo l’indigestione con i ravioli al vapore (deliziosi e in tutte le salse). Le <strong>alghe</strong> sono saporite, il pollo al bambù buonissimo, come il pesce fritto. <strong>Rinunciamo al serpente</strong> e scopriamo che il tofu (formaggio di soia molto usato) fritto ha un odore ributtante.</p>
<h4><strong>Paradossi cinesi</strong></h4>
<p>La Cina è una società con <strong>fenomeni estremi</strong>: se da una parte resiste ancora, nonostante le proibizioni, la barbara consuetudine di <strong>sopprimere le neonate</strong> considerando la nascita di una femmina solo un debito per la famiglia, dall’altra, per contrastare l’enorme incremento demografico, nel 1979 la Cina impose una <strong>limitazione delle nascite</strong> concedendo alle coppie un solo figlio nelle città e al massimo due nelle campagne.</p>
<p>Oggi i cinesi cominciano a scontare le <strong>conseguenze</strong> di questo provvedimento: i milioni di figli unici si trovano a dover provvedere a 6 adulti (due genitori più quattro nonni); la prevalenza di figli maschi (conseguente alla soppressione delle bambine) sta creando situazioni critiche che arrivano persino al <strong>rapimento di bambine e ragazze</strong> da vendere come spose (una “tradizione” messa al bando da Mao negli anni ’70).</p>
<p>Le guide cinesi si dilungano sul <strong>problema dei figli unici</strong>, nessuna si sofferma sull’infanticidio e sulle violenze nei confronti delle bambine, fenomeni la cui reale dimensione risulta tutt’oggi sconosciuta.</p>
<h4><strong>Ritorno a casa</strong></h4>
<p>Torniamo a casa con una immagine negli occhi e nella mente: la Cina è un paese che è già arrivato nel 3.000 e contemporaneamente <strong>è ancora nel Medioevo</strong>. Probabilmente proprio questa è la sua forza travolgente.</p>
<p>Facciamo fatica però a considerare civili un popolo ed un sistema che ancora oggi accettano l’<strong>infanticidio</strong>, per cui la limitazione delle nascite pretesa dal governo è diventata, in molti casi, una legittimazione dello stesso, e non solo una pesante intrusione nella intimità delle persone.</p>
<p>Mentre scrivo, leggo ogni giorno di <strong>proteste contro il governo cinese</strong>, responsabile di continue e reiterate violazioni dei diritti umani, a partire dalla questione Tibet. I giochi olimpici fanno riferimento alla democrazia più antica del mondo, ma Pechino non tollera l’espressione principale di ogni democrazia, la <strong>libertà di parola</strong>: lo spettacolo, però, deve andare avanti. A prevalere sono, come sempre, gli interessi economici.</p>
<p>Le <strong>Olimpiadi</strong> del 2008 a Pechino e l’Expo del 2010 a Shanghai metteranno sotto una lente questo Paese: gli eventi in corso fanno pensare ad una <strong>prima occasione perduta</strong>.</p>
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		<title>Disabili: volare è più facile</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Aug 2008 09:17:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TurismoSociale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Turismo Accessibile]]></category>
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		<description><![CDATA[Entra in vigore tra poco un regolamento Ue che semplifica la vita Segnatevi questa data: 26 luglio 2008: è il giorno in cui entreranno in vigore le nuove norme europee sui diritti delle persone con disabilità e delle persone con mobilità ridotta all&#8217;interno degli aeroporti. Tra le novità, la garanzia di protezione da ogni discriminazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Entra in vigore tra poco un regolamento Ue che semplifica la vita</em></p>
<p>Segnatevi questa data: 26 luglio 2008: <strong>è il giorno in cui entreranno in vigore le nuove norme europee sui diritti delle persone con disabilità e delle persone con mobilità ridotta all&#8217;interno degli aeroporti.</strong> Tra le novità, la garanzia di protezione da ogni discriminazione e un’assistenza adeguata (a determinate condizioni) negli aeroporti dell’Unione europea.<span id="more-3"></span></p>
<p>Si tratta del Regolamento CE n. 1107/2006, che all’articolo 3 stabilisce che non sarà più possibile, per «un vettore aereo, un suo agente o un operatore turistico [...] <strong>rifiutare</strong>, per motivi di disabilità o mobilità ridotta: <strong>a) di accettare una prenotazione</strong> per un volo in partenza o in arrivo a un aeroporto al quale si applica il presente regolamento;  <strong>b) di imbarcare una persona con disabilità o a mobilità ridott</strong>a in tale aeroporto, purché la persona interessata sia in possesso di un biglietto valido e di una prenotazione».</p>
<p>La novità è stata presentata a Fiumicino, dove sono stati formati 260 addetti, provenienti soprattutto dal mondo dell&#8217;associazionismo, che avranno il compito di fornire assistenza ai passeggeri in partenza e in arrivo dagli scali romani, (Ciampino compreso).  Ma <strong>lo stesso tipo di assistenza, in base alla norma, dovrà essere prestata gratuitamente in tutti gli aeroporti dell&#8217;Unione Europea</strong>. Non solo: questa normativa comunitaria mira a definire molti altri aspetti che riguardano non solo le &#8220;persone con mobilità ridotta&#8221;, ma tutti i disabili.  Un emendamento infatti precisa che può essere considerata tale «qualsiasi persona la cui mobilità sia ridotta, nell&#8217;uso del trasporto, a causa di qualsiasi disabilità fisica (sensoriale o motoria, temporanea o permanente) o intellettiva, per ragioni di età, e la cui condizione richieda un&#8217;attenzione adeguata e un adattamento del servizio fornito a tutti i passeggeri». <strong>Un regolamento quindi che, a conti fatti, riguarda più di 50milioni di cittadini.</strong><br />
Ma ecco una sintesi del provvedimento, per cui ringraziamo il sito <a href="http://www.disabili.com/">www.disabili.com</a></p>
<p><strong>Non si potrà più negare l&#8217;imbarco</strong></p>
<p>E&#8217; il principio basilare del regolamento. Nessun aeroporto, nè compagnia aerea nè operatore turistico può rifiutare di accettare una prenotazione o di imbarcare un passeggero &#8220;per motivi di disabilità o mobilità ridotta&#8221;, se non nel caso di ragioni di sicurezza dettate dalla legge. Se, oltre che per questo, l&#8217;impossibilità di trasporto è dovuta alle dimensioni dell&#8217;aereo o dei suoi portelloni, devono essere offerte agli interessati delle alternative accettabili, oltre al rimborso del biglietto o la possibilità di prenotare un altro volo.</p>
<p><strong>Dovere di assistenza</strong></p>
<p>Imbarco, sbarco, disponibilità di ascensori e di sedie a rotelle, aiuto negli spostamenti verso il banco del check in o nella sala per il ritiro del bagaglio o alla toilette; e ancora assistenza nelle operazioni di check in  e di registrazione del bagaglio, per le procedure di immigrazione e per quelle doganali. L&#8217;assistenza che ogni aeroporto dovrà essere in grado di garantire consisterà in questi servizi, chiaramente gratuiti purchè la richiesta sia stata fatta almeno 48 ore prima della partenza.</p>
<p><strong>Formazione </strong></p>
<p>Tutto il personale che lavora all&#8217;aeroporto deve essere in grado di soddisfare le necessità delle persone con problemi di mobilità. I gestori degli aeroporti dovranno quindi fornire ai propri dipendenti che lavorano a diretto contatto con i viaggiatori, corsi di formazione e di aggiornamento sulla parità di trattamento dei disabili e sulla consapevolezza della disabilità.</p>
<p><strong>Chi paga? </strong></p>
<p>Per finanziare questa assistenza, il gestore dell&#8217;aeroporto può applicare &#8220;su una base non discriminatoria&#8221;, una tassa specifica ai vettori aerei che utilizzano l&#8217;aeroporto. Deve essere una tassa &#8220;ragionevole, commisurata ai costi, trasparente&#8221;, ripartita tra le compagnie aeree che utlizzano l&#8217;aeroporto in proporzione al numero totale di passeggeri che ciascuna di esse trasporta da e per l&#8217;aeroporto in questione.</p>
<p><strong>Informazione e reclami </strong></p>
<p>Gli stati membri, nei quali verrà applicato questo regolamento, dovranno trovare il modo di informare gli utenti dei loro diritti e della possibilità di sporgere reclamo; dovranno anche creare un sistema di sanzioni, efficaci, proporzionate e dissuasive, in caso di violazione del regolamento.</p>
<p><strong>I tempi </strong></p>
<p>Già dal primo anno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale agli aeroporti sarà vietato rifiutare il trasporto di passeggeri disabili, ai quali sarà invece garantita assistenza gratuita. Gli altri punti del regolamento dovranno invece essere applicati due anni dopo la pubblicazione.</p>
<p><a href="http://www.disabiliforum.com/prodotti/img/attach/REGOLAMENTO_CE_n1107-2006.pdf" rel="" class="mtli_attachment mtli_pdf">Per scaricare il Regolamento clicca qui</a></p>
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