Valle di Susa, il Bosco di Maometto e il mistero della statua

Borgone Susa, un piccolo comune nella bassa Valle di Susa circondato da fitti boschetti, castagneti, betulleti. Qui l’uomo ha sempre vissuto, lasciando in abbondanza testimonianze della propria vita quotidiana e della propria cultura.

Una delle testimonianze che ha da sempre affascinato e stimolato la fantasia popolare è sicuramente la cosiddetta Arca di Maometto: un bassorilievo scolpito su pietra che rappresenta un uomo ammantato, con le braccia sollevate. Oggi quasi completamente erosa dagli agenti atmosferici, la pietra riportava anche un’incisione latina VSLM, l’acronimo del motto latino Votum Solvit Libens Merito: lo scioglimento di un voto privato nei confronti di una divinità.

Le storie popolari che sono nate attorno a questa immagine votiva ne hanno imputato la realizzazione ai Saraceni. Probabilmente l’eco di un remoto terrore che si sparse per l’Europa medievale che, attorno al 900, divenne territorio di scorreria per feroci bande di Saraceni. Provenivano dall’Africa, passando per Spagna e Francia. Distrussero il Monastero di Novalesa e il Monastero di Oulx.

Tuttavia, l’ipotesi che si tratti effettivamente di Maometto, nonostante sia tanto suggestiva da aver dato il nome al luogo, non è l’unica né la più accreditata. Alcuni sostengono si tratti di Annibale e, anche in questo caso, abbia segnato un passaggio drammatico della nostra storia: quello dello svalicamento delle Alpi da parte del famoso esercito di elefanti che ha attraversato. In questo modo segnerebbe la fine delle annose discussioni sul luogo in cui il condottiero cartaginese affrontò le Alpi.

L’ipotesi più accreditata rimane quella d’identificare la figura scolpita nel Bosco di Maometto con Giove Dolicheno, il dio di un culto misterico di origine orientale (ittita) al quale erano particolarmente legate alcune frange delle milizie romane, come avvenne più tardi con Mitra.

Tra il I e il II secolo d.C., in quest’area cadeva il confine tra l’Impero romano e il regno di Re Cozio ed era la principale via di collegamento con le Gallie e la partenza per una campagna di conquista nella terra dei feroci Galli poteva essere il momento giusto per sciogliere un voto sacro.

L’area del Bosco di Maometto è disseminata di altri reperti e testimonianze ben più antiche. Un esempio sono le macine incompiute, scavate nella roccia.

Per raggiungere il Bosco di Maometto è possibile partire da Borgone Susa. Seguendo le indicazioni, si arriva sul luogo dopo aver percorso 400 metri.

Autore dell'articolo: TurismoSociale

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