Viaggio di una toscana nei caruggi di Genova

 Guida pratica per perdersi tra i vicoli, e godersi a pieno le bellezze di una città dallanimo riservato

Pistoiese di nascita ‑ con la Toscana sempre nel cuore ‑, ma da due anni a questa parte, genovese d’adozione. Qualche tempo prima di trasferirmi ho letto il romanzo di Alessandro D’Avenia “Cose che nessuno sa”, parzialmente ambientato nel capoluogo ligure, e ricordo di essere rimasta particolarmente colpita da un passaggio dedicato proprio alla città, descritta come una conchiglia.

Ogni città ha il suo genio, la devi strofinare perché esca fuori. Ti ci devi strusciare contro, toccare i muri, annusare le strade, ascoltare i nomi delle vie e delle persone. Genova sembrava un paguro, nascosto in una conchiglia a chiocciola, abbarbicato su una roccia battuta dal mare instancabile. La brezza saliva verso i vicoli, come il mare nei meandri di una conchiglia, e si intrufolava nei caruggi tra le pieghe dei panni stesi e le persiane, sino a sfuggire oltre il cielo. La luce mescolata all’aria sembrava una mano che accarezza la pelle di una donna dalla bellezza stanca e dai capelli sciolti.

Ed è proprio così, Genova è una città dall animo riservato e decadente, che nella magnificenza del suo antico splendore nasconde scorci di rara bellezza.

L’itinerario che ho pensato per voi è dedicato al quartiere della Maddalena, luogo di mistero e contrasti. Meta imprescindibile per chi visita Genova per la prima volta, ed è curioso di spingersi nel suo dedalo di caruggi.

Cartina alla mano ‑ da usare solo in caso di estrema necessità ‑ il tour parte da via San Luca, patrimonio dellumanità Unesco ‑ che ci accoglie con il suo caleidoscopio di negozi che vanno dalla tipica bottega genovese al negozio etnico, dalla gioielleria ai banchi di venditori ambulanti in cui è possibile scovare libri, dischi, video cassette e fumetti, altrimenti introvabili. Il quartiere della Maddalena è proprio di fianco a noi, nascosto dietro agli altissimi palazzi di San Luca. Non ci resta che addentrarci.

Genova è una città da assaporare dal basso verso l’alto, perché i suoi scorci più belli si nascondono fra le finestre delle case, nelle insegne delle botteghe, nelle edicole votive a ogni angolo degli stretti vicoli. È per questo che vi consiglio di tenere in tasca la cartina e osservare ciò che vi circonda, lasciandovi trasportare in un’atmosfera di rara unicità. Alzate lo sguardo e ammirate i pezzi di cielo che si intravedono qua e là, e quei rari raggi di sole che illuminano le strade per brevi tratti. In via della Maddalena troverete storiche botteghe genovesi, laboratori artigiani, librerie e nuovi locali. Elementi distanti che si fondono in un’unica realtà. Godeteveli.

Percorsi qualche decina di metri, svoltiamo sulla destra nello stretto e tortuoso vico Lavagna. Qui il sole non arriva. I palazzi che lo delineano sono troppo alti, ma la sorpresa è dietro l’angolo.

Ecco, infatti, che il sole torna prepotente, e davanti a noi si staglia la graziosa, quanto mai inaspettata piazza Lavagna. Meta consigliatissima dall’orario dell’aperitivo in avanti, quando i tavoli esterni dei locali si popolano di giovani e l’atmosfera si fa chiassosa e allegra. Qui, la poesia è a portata di porta. Sedetevi a gustare un bicchiere di vino e assaporare i diversi tipi di focaccia che la tradizione culinaria ligure offre, e meravigliatevi difronte al grande spiazzo di cielo sopra di voi, che solo un minuto prima era nascosto dai tetti.

 

Proseguiamo poi verso via Luccoli, in questo periodo illuminata a festa, che ci accoglie con il suo tappeto rosso. 

Se siete in vena di shopping, vi trovate nel luogo giusto. Scoprirete negozi per tutti i gusti, dal vintage ricercato ai negozi di ceramica, dalloggettistica alla grande libreria “L’amico ritrovato”, passando per i piccoli forni che sprigionano tuttintorno l’odore inebriante di burro e zucchero, dove gustare canestrelli e baci di dama.

Svoltando sulla destra si arriva in piazza Soziglia, lo slargo dove si intrecciano molti vicoli. La nostra visita prosegue verso piazza Campetto, per risalire verso via di Scurreria, strade in cui merita davvero guardarsi intorno e ammirare i banchi dei venditori ambulanti, gli eleganti negozi e i bar dove sorseggiare una buona cioccolata calda, come da Romanengo, storico locale genovese.

Percorsa tutta via di Scurreria, larga e luminosa, ‑ da cui si intravede un meraviglioso scorcio di piazza San Lorenzo ‑ svoltiamo ancora sulla destra in vico Invrea per approdare in una piccola piazzetta su cui si affacciano numerose finestre di palazzi. Riscendiamo verso lo stretto vico Ragazzi, passando sotto un arco basso e buio, e di fronte a noi di nuovo una sorpresa: un giardino. È il giardino delle Ombre rosse, locale di vico Indoratori. In primavera è un luogo fiorito e luminoso dove passare una pausa pranzo immersi nel verde.

Percorrendo lultimo tratto di vico Indoratori, e svoltando sulla destra in vico dei Conservatori del mare, ci troviamo in via degli Orefici, prolungamento di via di Soziglia. In fondo, verso sinistra, si scorge piazza Banchi che ci riconduce in San Luca; sulla destra, per lappunto, Soziglia, dove non è raro scorgere piccoli architravi scolpiti nel marmo, a decorazione di portoni. A riprova che larte e la bellezza sono a portata di tutti, basta alzare lo sguardo.

Sulla sinistra, percorrendo qualche metro, cercate lo stretto vico alla Chiesa delle Vigne, e lì ‑ all’incrocio con piazza delle Oche ‑ potrete ammirare uno scorcio illuminato dal sole della cupola della Basilica di Santa Maria delle Vigne. Ancora qualche metro e sarete nellomonima piazza, sovrastata dalla facciata della chiesa. Consiglio vivamente di visitarne anche l’interno

Ancora pochi metri e via di nuovo in un vicolo. Percorrere la stretta e lunga via delle vigne ci riconduce velocemente verso la Maddalena. Prima, però, si passa per la silenziosa piazza della Cernaia, in cui incontro un gruppo di bambini intenti in una caccia al tesoro a squadre. La gara è dislocata nellintero quartiere della Maddalena, per promuovere una rinascita delle sue vie, attraverso la presenza di famiglie e attività di aggregazione.

Svoltando a sinistra in vico del Cambio, eccoci di nuovo in via della Maddalena, pronti a percorrerne l’ultimo tratto, fino alla Chiesa di Santa Maria Maddalena. Lungo la strada incontro decine di persone. Il chiacchericcio è fitto, il sole risplende e il cuore di Genova pulsa.

Lasciatevi sorprendere da qualcosa di inaspettato. Camminate con lo sguardo rivolto verso l’alto e scoprite le bellezze più nascoste. Il quartiere della Maddalena saprà come stupirvi

Autore dell'articolo: TurismoSociale

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