Fiori, metalli e buona cucina: tour nell’artigianato di Pistoia

Faggi ad alto fusto, abeti, castagni e torrenti, ovvero l’incanto dell’Appennino Pistoiese. Eppure, basta scendere a valle anche nella Svizzera Pesciatina per rimanere a bocca aperta dalle eccellenze locali. Anche noi borghi della provincia di Pistoia si tramandano tradizioni e usanze inimitabili: dalla produzione di carta ai piatti musicali fino agli oggetti decorativi. Senza contare la cucina con i sapori intensi e gli ingredienti freschi e golosi.

Pentole e utensili da cucina

Pentole e utensili da cucina

Ferro e rame sono da queste parti metalli lavorati da sempre. I versanti dell’Appennino, in passato, erano infatti stati scelti per ospitare le ferriere granducali. Con caratteristiche e peculiarità diverse tra loro, questi due elementi hanno dato vita alla produzione di paioli, tegami, stampo, bracieri e scaldini: utensili pensati per la cucina. In seguito è stato impiegato anche per le lampade, gli arredi e il design.

A San Marcello Pistoiese, nell’ex scuola di Pontepetri, è visitabile il Museo del Ferro e l’annessa ricostruzione funzionante del gorile (il sistema di derivazione dell’acqua) che serviva ad azionare la turbina per produrre energia.

Ma adesso ci immergiamo nel magico mondo del ricamo, tra aghi, fili e tanta pazienza! Questi sono gli ingredienti che hanno reso Pistoia un punto di riferimento per l’arte delle vesti ricamate. Ancora oggi nel Museo di Palazzo Rospigliosi si può ripercorrere la storia dei tessuti e del ricamo, testimonianza della vita domestica e della società. Un altro museo dedicato a questa pratica è a Casalguidi: qui si possono ammirare manufatti realizzati nel corso del Novecento.

Pistoia, il cuore del florovivaismo della Toscana

Pistoia, il cuore del florovivaismo della Toscana

Si dice Pistoia e si pensa subito a una città verde, con fiori e piante che abbelliscono il territorio. Si tratta del cuore del florovivaismo toscano, un habitat naturale che raccoglie le migliori aziende vivaistiche specializzate nella produzione e vendita di fiori, punti vendita dedicati a vasi e fioriere, concimi e fertilizzanti, serre e impianti di irrigazione. A Pescia, non a caso, a fine estate si tiene la Biennale del Fiore e delle Piante, la Mostra Mercato Internazionale del Florovivaismo.

Le cialde di Montecatini [Photo Credits: /www.cialdedimontecatini.it/]

Le cialde di Montecatini [Photo Credits: www.cialdedimontecatini.it]

Adesso parliamo di food (e qui c’è da sbizzarrirsi). Partiamo con i confetti a riccio, il prodotto più antico e tipico della pasticceria pistoiese. Sono dei confetti (di anice o mandarle) avvolti nello zucchero a velo, cotti per 10 ore in delle teglie di rame e cosparsi di gocce di altro zucchero. [Curiosità: dei confetti pistoiesi si fa riferimento anche nel celebre libro de Le avventure di Pinocchio di Collodi].

Altra leccornia locale sono le cialde di Montecatini, comparse per la prima volta nei pressi delle Terme Leopoldine. Dolcissimi e friabili, le cialde profumano di mandorla e si consumano generalmente con il gelato o la panna, anche se sempre più spesso si accompagnano anche al semplice tè.

Simile all’esemplare di Montecatini ma con un gusto più deciso è il brigidino di Lamporecchio, fatto come un’ostia arricciata e al sapore di anice.

Il fagiolo di Sorana IGP

Il fagiolo di Sorana IGP

Fiore all’occhiello della zona è infine il fagiolo di Sorana IGP, coltivato solo ed esclusivamente sulle sponde del torrente Pescia, ottimo al naturale oppure anche accompagnato con pesce ( piatto del passato con gamberi di fiume), baccalà alla brace, crostacei, bottarga di tonno , o carne.

Autore dell'articolo: TurismoSociale

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