Week end da Blogger per Caso in Friuli: la prima giornata

Come alcuni di voi sapranno, dal 18 al 20 settembre eravamo in Friuli Venezia Giulia, grazie anche a Turisti per Caso che ci ha selezionato come suoi blogger per caso, con l’intento di conoscere  le città di Pordenone e Udine, e di scoprire realtà urbane più piccole come Sacile e San Vito al Tagliamento. Proprio in quest’ ultima località avevamo il nostro alloggio, in un grazioso agriturismo di nome la Torre del Falco immerso nella campagna e con un piccolo mulino ad acqua ancora funzionante al confine del  giardino.

Arriviamo in tarda mattinata al nostro agriturismo e, dopo aver conosciuto Denis, il videomaker che ci avrebbe seguito nei nostri spostamenti, siamo andati nel centro di  San Vito, distante solo 1 km.

San Vito al Tagliamento è un piccolo paese di provincia, che vanta però una lunga storia dietro a sé: le sue origini già risalgono alla preistoria, come recenti scavi hanno confermato, ma il suo periodo d’oro è stato sotto la dominazione veneziana. I nobili veneziani, attirati dalle sue terre, vicino sia a Venezia che a Udine e Aquileia, hanno contribuito a crearne l’assetto urbano così come lo conosciamo oggi, arricchendolo con bei palazzi, giardini all’italiana e decori all’interno di ogni edificio.

Piazza del Popolo a San Vito al Tagliamento

Piazza del Popolo a San Vito al Tagliamento

Se avete occasione di arrivare a San Vito di venerdì mattina, potrete vedere il bel mercato settimanale, che con le sue bancarelle riempie tutta la cinquecentesca Piazza del Popolo (la piazza principale del paese). Non potete non notare il Campanile, che insieme all’Antica Loggia Comunale e l’Antico Teatro Sociale “Gian Giacomo Arrigoni” al suo interno, rappresentano il bene architettonico più antico della piazza.

Io mi sono letteralmente innamorata di questo piccolo teatro! Si parla del suo utilizzo già nel 1600 per rappresentazioni teatrali e musicali, ma la struttura è quella di un tipico teatro all’italiana di gusto veneziano. E’ veramente  di fattura squisita: con un bel palcoscenico e circa 100 posti a sedere nella platea di fronte e due piani di palchetti privati in alto. Tra il 1800 e il 1900 divenne così famoso da diventare un vanto per la città di San Vito. Viene tuttora usato per eventi teatrali o musicali ed è visitabile tutti i giorni!

Potrete continuare la vostra passeggiata alla scoperta di questo bel paese andando a visitare il Castello di San Vito la cui costruzione ha notevolmente influenzato il centro storico. Nato come semplice rocca difensiva, il Castello fu poi sede del potente Patriarcato di Aquileia, che ne fece una delle sue dimore private e divenne successivamente anche dimora della nobile famiglia Altan, di cui infatti si nota ancora l’influenza nell’edificio come residenza nobiliare. Una bella struttura solida dotata di cinta murarie, fossa e basamento delle mura. Al suo interno è possibile vedere degli affreschi con stemmi nobiliari friulani, splendide scene e figure di sibille del 1500.

L’Antico Ospedale della Confraternita di Santa Maria dei Battuti era l’ antico ospedale di San Vito al Tagliamento: già operante a fine 1300, fu costruito lungo le mura cittadine, sulle vie di transito, per  meglio accogliere e curare i pellegrini e i malati. Continuò il suo ruolo fino a fine 1800, quando l’ospedale si trasferì nell’odierno Ospedale Civile. Attualmente i suoi locali sono stati recuperati e nel suo cortile interno c’è un’antica Osteria dove ci siamo fermati a pranzare, e che consiglio vivamente. Innanzitutto per le pietanze tipiche friulane (qui ho mangiato il mitico Frico, ovvero patate tagliate a fettine, con cipolla e formaggi fusi aggiunti a fine cottura), e poi per la storia che le stesse pareti del locale emanano, in quanto fu per molto tempo la sala per i malati terminali dell’Ospedale, poi trasformato in falegnameria e ora in osteria!

Prima di lasciare San Vito, diamo uno sguardo alla Chiesa di Santa Maria dei Battuti, la chiesa annessa all’ospedale, che ospita un ciclo di affreschi bellissimi, dipinti dal famoso pittore Pordenone, che lascia la sua magia sulla cupola della chiesa con scene della storia della Vergine Maria.

La Chiesa di Santa Maria dei Battuti a San Vito al Tagliamento

La Chiesa di Santa Maria dei Battuti a San Vito al Tagliamento

Subito dopo pranzo ripartiamo verso la nostra prossima meta della giornata, ovvero la città di Udine e andiamo subito all‘ufficio turistico di Piazza Primo Maggio dove c’è anche un comodo parcheggio per lasciare l’auto. Lì ritiriamo le nostre FVG card, ovvero le chipcard nominative di durata diversa – 48 ore  (18 euro), 72 ore (21 euro) o 7 giorni (29 euro) – che dal primo utilizzo permettono di entrare gratuitamente nelle strutture convenzionate e di fruire di speciali scontistiche. Qui il link per tutte le info! Nello specifico caso di Udine, la card permette tra l’altro di partecipare gratuitamente alla visita guidata della città, della durata di circa 2 ore, che si svolge ogni venerdì alle ore 16:30 (punto incontro Ufficio Turistico), e che costerebbe 9 euro a persona!

Credo che queste visite guidate siano un ottimo modo di conoscere la città accompagnati da una guida esperta, come è successo a noi, che vi mostrerà tutti i punti salienti di Udine!

Partiamo con il nostro tour dal Palazzo Arcivescovile, all’interno del quale si trova il Museo Diocesano con preziose collezioni sacre, ma cosa più importante è che nel Palazzo, lungo la scalinata, si conserva il più bel ciclo di affreschi di G.B. Tiepolo. In alcuni affreschi il Tiepolo ha giocato con una specie di 3D, facendo “fuoriuscire” dal dipinto mani e piedi con elementi di gesso, ricreando così la tridimensionalità! Geniale! Da vedere sicuramente!

Il Palazzo Arcivescovile di Udine

Il Palazzo Arcivescovile di Udine

Poi tappa nel Duomo, costituito da tre navate e cappelle laterali su cui domina lo stile barocco, anche qui con opere del Tiepolo. Per gentile concessione del custode (di solito è chiuso), visitiamo brevemente anche l’Oratorio della Purità, con al suo soffitto una delle più belle opere del Tiepolo e ai lati affreschi del figlio del celebre pittore.

Finalmente andiamo a vedere forse la piazza simbolo della città di Udine, la Piazza della Libertà, considerata a pieno titolo una delle più belle piazze veneziani in terraferma! Sorge nello spiazzo al di sotto del colle del Castello.

Durante i secoli ha più volte cambiato nome, anche in base allo scopo per cui fungeva: piazza del Vino nel Medioevo, perchè qui si commerciava. Quando a metà del 1300 qui vi si stabilì la casa del consiglio comunale, assunse il nome di piazza del Comune, poi con l’arrivo dei veneziani nel 1500 assunse il nome di uno dei luogotenenti divenendo piazza Contarena. Dopo l‘annessione del Friuli all’Italia nel 1866 fu intitolata a Vittorio Emanuele II e solo dopo la seconda guerra mondiale la piazza acquisì il nome odierno. Sarà cambiato tante volte il nome, ma almeno la sua bellezza è rimasta sempre uguale nel tempo!

La Piazza della LIbertà di Udine

La Piazza della Libertà di Udine

Facciamo la scalinata che porta al Colle del Castello, mentre la guida ci racconta la leggenda della costruzione di questo colle, che si dice sia dovuta ad Attila, che per potersi godere dall’alto l’incendio della città di Aquileia, importante città dell’impero romano (da lui appena saccheggiata), fece riempire di terra ogni elmetto dei suoi soldati, terra poi usata per dare origine al colle odierno, alto 138 metri s.l.m. Il Castello ospita i Musei Civici di Udine.

Ai piedi del colle c’era la più antica cinta muraria del castello, con il fossato per tener lontani i nemici e, all’esterno, le case dei primi abitanti, che si dedicavano a varie attività commerciali. La via che percorreva questo borgo era l’attuale Via Mercato Vecchio, una delle più antiche e vivaci della città. Indovinate perché si chiamava così? Il primo mercato permanente di Udine fu creato nel 1200 proprio qui. Esso contribuì notevolmente allo sviluppo della città, attirando commercianti e nuovi cittadini. Anche adesso è una via molto importante, luogo di passeggio e incontri, ed è l’ideale per fare shopping.

Arriviamo in Piazza Matteotti, la piazza simbolo della movida udinese. E’ piena zeppa di locali e caffè, tutta contornata da portici e antichi e colorati palazzi. Al suo centro troneggia la fontana di Giovanni da Udine e, su un lato, la chiesa di San Giacomo. Il poggiolo con un piccolo altare sopra il portale maggiore di questa chiesta rappresenta una particolarità: nei giorni di mercato chi era in piazza per lavoro o per acquisti poteva seguire qui la messa, che veniva celebrata proprio da quel piccolo altare. Questa usanza è durata per oltre un secolo, dal ‘400 al ‘500.

Sicuramente questa piazza è l’ideale per fare il rito del tajut: un buon bicchiere di vino accompagnato da un crostino di pane con sopra qualche fetta di formaggio o prosciutto crudo! Infatti Udine è una città elegante ma anche conviviale e usanza vuole che nel tardo pomeriggio, dopo il lavoro, la gente si ritrovi per assaporare in compagnia un buon bicchiere di vino! E volete che noi non lo provassimo?

Il rito del tajut in Piazza Matteotti a Udine

Il rito del tajut in Piazza Matteotti a Udine

Per cena ci fermiamo all’Osteria al Cappello, tipica osteria locale, dove assaporiamo altre specialità friulane, accompagnati dalle nostre risate e altro buon vino!

Poi nanna in vista del programma dell‘indomani!

Elisa

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Autore dell'articolo: TurismoSociale

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