Cortina 2026: La vera medaglia d’oro è l’inclusione (Ecco la nuova Guida)

Spesso, quando pensiamo alle Olimpiadi, immaginiamo atleti perfetti, record del mondo e medaglie che luccicano. Ma c’è una gara più importante che si sta correndo a Cortina d’Ampezzo in vista dei Giochi Invernali 2026: quella per abbattere le barriere, non solo architettoniche, ma mentali.

Ho appena letto in anteprima la nuova “Guida al turismo accessibile – Cortina 2026”, realizzata dal Comune con il supporto tecnico dei nostri amici di Village for all (V4A®), e voglio condividerne i punti salienti. Perché questo documento non è solo un elenco di hotel e rampe: è la prova che un altro modo di vivere la montagna è possibile.

Un’eredità che resta

Il concetto chiave che emerge dalle prime pagine è quello di Legacy (eredità). Le Olimpiadi passano, le infrastrutture restano. Il progetto “Cortina per Tutti” non vuole solo rendere la città pronta per le due settimane di gare, ma trasformarla in una “destinazione modello” per sempre. Come scrive il Vicesindaco Roberta Alverà nell’introduzione, l’obiettivo è lasciare una comunità più aperta e civile, dove l’accessibilità diventa la normalità.

Cosa si può fare (davvero) a Cortina?

La guida è molto onesta: non dice “tutto è perfetto”, ma ti dice esattamente cosa puoi fare e come. Ecco alcune chicche che mi hanno colpito e che dimostrano come il Turismo Sociale e Sostenibile possano fondersi:

1. Toccare la storia (letteralmente) I musei non sono più vetrine chiuse.

  • Al Museo Paleontologico Rinaldo Zardini, c’è un’opera tattile in 3D per scoprire la valle e postazioni accessibili per vedere i fossili di 200 milioni di anni fa.

  • Al Museo Etnografico, oltre agli ascensori adeguati, è possibile toccare alcuni degli attrezzi esposti, rendendo la visita inclusiva anche per chi ha disabilità visive.

2. Le vette non sono vietate Per chi, come me, si muove in carrozzina, la montagna sembra spesso un miraggio. Invece, gli impianti di risalita si sono adeguati. La Freccia nel Cielo permette di arrivare fino a Cima Tofana (3.244 metri!) con cabinovie accessibili. Certo, bisogna sapere che in alcuni punti ci sono delle pendenze o dei gradini per i punti ristoro (la guida lo specifica chiaramente, niente sorprese), ma sapere di poter salire fin lassù è una conquista di libertà.

3. Natura per tutti (e tecnologia) La guida segnala percorsi bellissimi come la Ciclabile E1 (l’ex ferrovia), che essendo asfaltata e con pendenze moderate è perfetta per le handbike o le carrozzine elettriche. Ma la vera rivoluzione si chiama Zoomability: vengono segnalati itinerari testati per questi fuoristrada elettrici che permettono di superare terreni ghiaiosi o radici che con una carrozzina normale sarebbero impossibili. È il turismo sostenibile che incontra l’innovazione.

Una città che cambia: “Io Rampo”

C’è un progetto citato nella guida che trovo geniale nella sua semplicità: #IoRampo. Quante volte ci siamo fermati davanti a un negozio per colpa di un singolo gradino di 10 cm? A Cortina stanno distribuendo rampe amovibili e portatili ai negozianti. Non servono grandi cantieri, basta la volontà di accogliere. Se vedi il logo, sai che puoi entrare.

Perché è importante

Questa guida, basata sui protocolli seri di V4A (niente bollini auto-referenziali, ma misure e dati oggettivi), dimostra quello che scrivo sempre su queste pagine: l’accessibilità è cultura. Non serve a nulla costruire un hotel a 5 stelle se poi non ho gli spazi per muovermi in bagno. Sapere che Cortina sta mappando hotel, ristoranti e sentieri con questa precisione mi dà speranza.

Cortina 2026 sarà un grande evento sportivo, ma se riuscirà a rendere la montagna un luogo per tutti, avrà vinto la medaglia più bella: quella dell’inclusione.


(Se volete approfondire e scaricare la Guida completa, potete visitare il sito ufficiale del Comune di Cortina d’Ampezzo o consultare il portale di Village for all (V4A®), dove troverete anche altre destinazioni accessibili).