L’onore e il coraggio delle donne nel libro di Francesca Chirico

L’altro giorno, alla presentazione della “Casa della Cultura” intitolata al grande Sharo Gambino, a Serra San Bruno, si e’ detto una cosa santa: e’ arrivato il momento di rimettere le cose a posto e scriva e parli di ‘ndrangheta chi capisce di ‘ndrangheta. Ci sono in questi tempi cupi, tanti, troppi libri che parlano di ‘ndrangheta, ma pochi che hanno il coraggio della narrazione senza orpelli inutili o dannosi (di cui e’ invece piena la recente letteratura esplosa sulla mafia calabrese!), senza alterazioni o gridate eccessive.df4ab591a8_io-parlo-copertina-libro-201x300 L’onore e il coraggio delle donne nel libro di Francesca Chirico Non ce n’è  alcun bisogno. Di una narrazione normale abbiamo bisogno, non di alterazioni della realta’ o peggio della verita’.
Uno di questo rari libri si intitola ‘’Io parlo’’, di Francesca Chirico, edito da Castelvecchi. Francesca Chirico è una giornalista e una scrittrice. Nata a Reggio Calabria, è redattore dell’archivio web  multimediale www.stopndrangheta. It, per il quale si occupa di cronaca nera e giudiziaria. Collabora con il mensile di analisi e documentazione «Narcomafie»; ha inoltre firmato reportage e inchieste per Liberainformazione e Linkiesta. Tra gli autori dei dossier Arance insanguinate – Dossier Rosarno e Radici/Rosarno, nel 2011 ha pubblicato il romanzo Arrovescio (Rubbettino editore), vincitore del premio letterario “Bruno Chimirri 2010”, del premio speciale della giuria del “Città di Siderno” e di una menzione al premio “Fortunato Seminara”.
Il suo libro parla delle donne che hanno infranto il silenzio preteso dalle cosche e assegnato loro dalla tradizione. Hanno combattuto paura e pudore e raccolto, non in egual misura, disprezzo e solidarietà. Qualcuna ha pagato con la vita. Sono le donne che in Calabria hanno reagito con la forza eversiva della parola alla violenza, al dolore, all’ingiustizia, sfidando la ’ndrangheta, ma anche un mondo che tace. ‘’Io parlo’’ raccoglie e ricostruisce le loro storie, ripercorrendo, dai sequestri di persona e dalle faide degli anni Ottanta alle più recenti inchieste anti ’ndrangheta, gli ultimi trent’anni di storia criminale calabrese. Storie in gran parte note, ma il libro della Chirico è un cammino documentatissimo nel coraggio di chi, in Calabria, ha trasformato il dolore privato in una battaglia collettiva per la verità e la giustizia, e nei meccanismi di delegittimazione che hanno accolto la ribellione al femminile. Francesca Chirico sa di cosa si parla: il ruolo assegnato alle donne è fondamentale, il suo esercizio rappresenta una vera e propria precondizione per la formazione, l’accumulazione ed il mantenimento del potere mafioso. Le donne, all’interno delle proprie famiglie, il nocciolo duro e originario di quel potere, sono le vere e proprie «vestali» delle regole, garantendone – parola di Prestipino, che anche lui qualcosa mastica di ‘ndrangheta – non soltanto l’applicazione, ma perpetuandone la vigenza tra i consociati mafiosi, a partire dalla cerchia degli stretti congiunti, costituita in primo luogo dai figli.
Il primo capitolo del suo libro e’ sulla dimenticatissima storia di una studentessa di Firenze, Rossella Casini, uccisa nel 1981 perché considerata «infame» (aveva spinto alla collaborazione il fidanzato calabrese, coinvolto nella faida di Palmi). Poi si arriva ai giorni nostri con le vicende più recenti di Lea Garofalo, Maria Concetta Cacciola e Giusy Pesce, donne di ’ndrangheta diventate nemiche di «famiglia» per cambiare un destino apparentemente già scritto. Nel mezzo si passa per Angela Casella, ma il tutto fatto ripercorrendo volti e voci indimenticabili, restituendo l’immagine di una terra ostinatamente in cerca d’ascolto. Una terra che parla con la voce di donna.
Assai bella, alla pari del libro, e’ l’introduzione scritta dal procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, Michele Prestipino, che ad alcune delle storie raccontate dalla Chirico ha lavorato nella sua qualità. ‘’C’è – scrive il magistrato – un filo invisibile, ma forte, che lega le storie che Francesca Chirico, con abilità narrativa e caparbia voglia di raccontare, ci affida attraverso le bellissime pagine di Io parlo. È il filo della «irragionevole» prevalenza della ferocia sull’altro da sé e sulle donne in particolare. È il filo della prevaricazione violenta e insopportabile cui tolleranza e convivenza sembrano ormai cedere il passo. È il filo di un lungo processo di inquinamento delle coscienze, che sta lasciando ovunque segni fin troppo profondi’’.
Qui ci sembra il punto della questione, che emerge, trabocca dalle pagine del libro: la violenza senza sconti per nessuno, la bestialita’ , a volte fatta valere da altre donne sulle donne (ancora una volta  torna quel meraviglioso capitolo sulla studentessa di Firenze) ma che alla fine consegnano un dato che fara’ tanto piacere a chi si occupa del pensiero della differenza: il mondo salvato dalle donne, l’onore salvato dalle donne.

L’articolo L’onore e il coraggio delle donne nel libro di Francesca Chirico sembra essere il primo su Calabria On Web.