Palmieri, Teti ed Albinati: i finalisti del Premio Tropea
Benedetta Palmieri, Vito Teti, Edoardo Albinati: è la terna dei finalisti del Premio Tropea proclamata domenica 26 maggio in una cerimonia che ha visto presenti Gaetano Vallone, sindaco di Tropea, l’assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri, la deputata Dalila Nesci e l’assessore alla Cultura del comune di Tropea Lucio Ruffa.
Tutti hanno insistito sulla necessità di sviluppare un settore fondamentale per la realizzazione di un territorio che ha, nonostante tutto, potenzialità incomparabili. E se Ruffa ha assicurato il massimo appoggio, da parte dell’amministrazione comunale, Caligiuri, partendo dalla recente esperienza del Salone Internazionale del libro di Torino dove la Calabria era la regione ospite, si è soffermato sul valore strategico del TropeaFestival Leggere & Scrivere per potenziare l’aumento del numero dei lettori. La terna di scrittori, selezionata dal comitato tecnico-scientifico presieduto dalla giornalista e scrittrice Isabella Bossi Fedrigotti, sarà sottoposta al giudizio della giuria popolare, composta da 41 fra giovani studenti tropeani e membri dell’Accademia degli Affaticati, voti che si andranno a sommare a quelli dei 409 Sindaci dei comuni calabresi (assistiti dall’Asmenet Calabria, rappresentato in sala da Gennaro Tarallo).
Il vincitore sarà decretato durante la serata conclusiva del TropeaFestival Leggere&Scrivere che si svolgerà dal 24 al 29 settembre prossimi: è il primo festival di letteratura in Calabria dedicato al tema della lettura e scrittura in epoca digitale. Il primo premio in Italia ad adottare il formato e-book, il “Tropea” è un evento di notevole importanza culturale, nonché tra i più importanti premi letterari nazionali, vantando, tra i precedenti vincitori, scrittori e romanzi divenuti casi letterari: da Roberto Saviano a Carmine Abate, vincitore della cinquantesima edizione del premio Campiello. A contendersi il premio, giunto alla sua settima edizione, “I funeracconti” (Feltrinelli) di Benedetta Palmieri, segnati da una narrazione vivida e creativa; “Il patriota e la maestra” (Quodlibet) di Vito Teti che racconta, con un carattere storico-antropologico, una romantica storia d’amore dai forti contenuti sociali; e “Vita e morte di un ingegnere” (Mondadori), romanzo che rievoca il ricordo di un padre apparentemente anaffettivo.
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