Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo

Testimonianza di Consuelo, VeM Marche

Questa frase è il mio motto, una filosofia gandhiana che ho adottato ed applicato su di me.

Da sempre il mio sogno è quello di viaggiare, di scoprire il mondo.

Ho scelto fin da subito il lavoro in un’agenzia di viaggio, nonché la naturale evoluzione dei miei studi in campo turistico.

Ho iniziato i miei primi viaggi extra-europei a 21 anni e la mia prima esperienza di “viaggio da sogno” si è realizzata nella Repubblica Dominicana, con spiagge bianche e palme da cartolina.

Una natura eccezionale, proprio come l’avevo immaginata.

Una vacanza che tutti i miei amici invidiavano, da cui potevo tornare abbronzatissima con foto da calendario. A chi non piacerebbe? Infatti milioni di persone fanno vacanze del genere, in villaggi turistici a 5 stelle in posti paradisiaci. Che male c’è? Esistono, perchè non approfittarne? Sono lì che aspettano proprio noi. Costruiti apposta per noi.

La vacanza era trascorsa in modo insolito perché il Tour Operator che l’aveva proposta come “educational” agli agenti di viaggio italiani, voleva sperimentare una vacanza metà nel villaggio turistico e metà nella zona meno turistica dell’isola.

Così mi sono resa conto di cosa c’era fuori dal villaggio turistico, la povertà della popolazione, le contraddizioni del turismo, capanne con antenne paraboliche e televisori, anziani e bambini per la strada che elemosinavano, degrado ambientale: una tristezza stava prendendo forma nel mio cuore.

Il turismo non era poi così positivo per tutti, con i miei occhi ho visto l’altra faccia del turismo, quella della gente che subisce l’arrivo delle imprese turistiche internazionali che sfruttano manodopera e risorse lasciando solo briciole ed il sogno di emigrare nelle terre “paradisiache” da cui provengono i turisti.

E’ un paradosso: noi andiamo lì con l’illusione di stare meglio quei 15 giorni l’anno, mentre loro vengono da noi con l’illusione di diventare ricchi e avere i nostri stessi diritti di viaggiare e vivere nel benessere. Un sistema che crea divisioni, illusioni e delusioni di molti, ma ricchezza e potere ai pochi che ci lucrano. Tutto questo perchè non ci si incontra, non si dialoga.

C’è qualcosa che non torna.

Da lì le mie domande si sono fatte sempre più numerose ed intense, finché non trovai su iternet un mondo di turisti stanchi di essere i soliti turisti, ma che volevano diventare più responsabili nella scelta delle vacanze. Già 15 anni fa era nato il turismo responsabile e al nord Italia già molti sperimentavano questo nuovo modo di viaggiare. Così iniziai anch’io, nel 2005, ad interessarmene. Iniziai con piccole esperienze di campi lavoro in Africa per poi sperimentare un viaggio di turismo responsabile in Guatemala.

Nel frattempo rifiutai molti “educational” dell’agenzia viaggio perchè era più la tristezza che la felicità di partire e vedere in azione quel sistema che stavo sempre di più contrastando.

E’ proprio vero che da un viaggio di turismo responsabile si torna a casa più ricchi, perchè si incontrano persone che ti accolgono con amore e semplicità, ti raccontano i progetti che stanno portando avanti con fatica ma con speranza in un futuro migliore. E poi il mio essere lì, condividere i miei pensieri, la mia cultura, aver speso dei soldi in modo consapevole per un progetto sociale e solidale mi faceva sentire utile, con un senso positivo al mio viaggiare.

Il turismo può essere uno strumento di pace e di dialogo tra popoli e culture, ma solo se viene utilizzato in modo responsabile e consapevole, da tutti gli attori: comunità, operatori e turisti.

Nel 2009 presi la decisione di lasciare il mio lavoro per dedicarmi a tempo pieno nello sviluppo e promozione del turismo responsabile.

E’ stata una scelta sofferta, fuori dagli schemi, ma ora sento che la mia esistenza ha un senso e posso fare la mia piccola parte per costruire un mondo migliore.