Sciroppo di rose, il nettare degli dei

Di colore e profumo intenso, lo sciroppo di rose è legato alle cose di una volta, alle memorie e ai raffinati piaceri del passato. Per i genovesi è talmente presente nei cuori e nei ricordi che è un po’ come la famosa madeleine per Proust: basta un sorso e subito, con gli occhi illuminati, pensiamo all’ infanzia, quando era molto comune vedere esposte in bella mostra le eleganti bottiglie, con le etichette scritte a mano, nelle drogherie e nelle dispense delle case genovesi. Nel periodo invernale, si beveva diluito con acqua calda per lenire la tosse (ma soprattutto perché a noi bambini questo dolce nettare piaceva tantissimo!) e d’estate allungato con acqua fresca come bevanda dissetante.

Nel Genovesato esiste traccia della preparazione dello sciroppo di rosa già dal 1600. In particolare in Valle Scrivia era molto diffusa1cea217f5d_vallescrivia-rose-179x300 Sciroppo di rose, il nettare degli dei la coltivazione delle rose da sciroppo, che erano presenti non solo nei giardini e negli orti, ma anche nei parchi delle ville padronali e nei monasteri, ed erano apprezzate per le loro proprietà officinali. Nel 2000 è nata l’associazione “Le rose della Valle Scrivia” per volontà di un piccolo gruppo di contadini della vallata con l’aiuto del Parco delle Valli dell’Antola e della Provincia di Genova allo scopo di recuperare e moltiplicare le vecchie piante di rose e di riportare in auge questa produzione tradizionale.

b58777f49a_rose-busalla-300x179 Sciroppo di rose, il nettare degli deiIn una calda domenica di giugno ho avuto la bella idea di andare alla Festa della rosa a Busalla: è stata un’immersione nei profumi, colori e saperi antichi. Rose a non finire e tanti banchetti che proponevano preparazioni tradizionali come il ratafià di rose, liquore alcolico con cannella e cardamomo,  e nuove e gustose proposte come il liquore allo zafferano e il sambuchino.  Proprio qui a Busalla ho comprato i petali per la preparazione dello sciroppo, gli stessi che si usano per la canditura e per fare la delicata confettura chiamata anticamente “zucchero rosato”.   A me ha spiegato tutto sulle rose la gentilissima Maria Giulia Scolaro, proprietaria di 38e28049fa_rose-da-sciroppo-300x179 Sciroppo di rose, il nettare degli deiuna piccola azienda agricola nel Parco Regionale dell’Antola (che tra l’altro prepara un meraviglioso strudel di mele e rose!). Ho scoperto che le migliori varietà usate per la produzione di sciroppo sono la Rosa Rugosa, originaria del Giappone e della Manciuria, la Muscosa e la Gallica, già presente nei giardini dei Greci e dei Romani. Sono tutte varietà antiche, con i fiori molto profumati e di un bel colore intenso.

Non dovete perdere la possibilità di assaporare questa delizia che sembra quasi un nettare donato a noi dagli Dei, che voi potete fare tranquillamente in casa vostra perché la ricetta è più semplice di quel che crediate. L’unica attenzione importante a cui vi dovete assolutamente attenere è di procurarvi petali raccolti in giornata e che nessun prodotto utilizzato sia stato trattato con pesticidi.

Queste sono le dosi per ottenere circa 800 ml di sciroppo:

300 gr petali puliti
1 kg zucchero
1 litro acqua
1 limone con buccia.

Preparazione:
Raccogliere i petali da asciutti e lasciarli riposare in strato sottile e in un ambiente ben aerato, in modo da permettere agli immancabili insettini presenti di andarsene. Dopo aver eliminato eventuali impurezze, mettere i petali in infusione con un limone tagliato a fette e acqua bollente, lasciarli coperti per circa 24 ore. Dopo di che filtrare il liquido ottenuto, aggiungere lo zucchero, a far sobbollire per almeno 20 minuti, poi versare il liquido in bottiglie e barattoli sterili. Una volta aperto è meglio conservarlo in frigorifero per un tempo limitato (15-20 giorni).  

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